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Informazioni su Otello Piccoli

Otello Piccoli, studente di Comunicazione, attivista politico, organizzatore di eventi, appassionato di cinema, cucina, calcio (ma solo il Palermo), Formula 1, e, naturalmente, blogger. Mi trovate su Facebook, su Twitter, dove commento per lo più la politica nazionale ed internazionale, e su Vine dove filmo per lo più cazzate ma mi diverto un mondo.

Tale e Quale show: quell’irrefrenabile voglia di uccidere Fabrizio Frizzi

Christian De Sica, Loretta Goggi, Flavio Insinna, Claudio Lippi

Christian De Sica, Loretta Goggi, Flavio Insinna, Claudio Lippi

La chiamata alle armi significa che dei bianchi di pelle mandano dei neri di pelle a fare la guerra contro dei gialli di pelle, per difendere la terra che loro hanno rubato a dei rossi di pelle!

M’è venuta in mente questa citazione da Hair, il film di Milos Forman tratto dal musical di Galt MacDermot, guardando “Tale e Quale Show“, un programma in cui un vip presenta dei vip che imitano dei vip per una giuria di vip.
Solo che a guardarli, invece dei vip, ci sono sei milioni di italiani che amano vedere questi tizi chiacchierare e scherzare tra di loro con un umorismo che, in terza media, li avrebbe trasformati, in un attimo, nel pungiball della classe.
Ma siccome questi hanno più milioni in tasca che globuli rossi nel sangue, gli si può perdonare di tutto. Continua a leggere

Alice, lo spin off di C’era Una Volta


Se vi siete lasciati trasportare da Once Upon A Time (C’era Una Volta) e aspettate con ansia la terza stagione, che dovrebbe andare in onda come ogni anno da gennaio, sarete felici di sapere che negli Usa, da settembre, ha grande successo uno spin off della serie dal titolo Once Upon A Time in Wonderland.

Una rivisitazione delle avventure di Alice narrate da Lewis Carroll, in pieno stile C’era Una Volta.
La commistione, insomma, tra il mondo degli umani e quello delle fiabe, prendendo spunto dal personaggio che, forse, primo fra tutti aveva legato le due realtà: Alice. Continua a leggere

Sing Date: incontri clandestini per sfigati canterini

Sophy è una ragazza molto carina, 21 anni, bionda, bel viso, bella voce, ma ha un problema: non se la fila nessuno.
Mi chiedo il perché, ma appena apre bocca le nubi si diradano e tutto si fa più chiaro.
Diciamo che non è proprio la nipote di Einstein, al massimo è la cugina di Flavia Vento, e in effetti l’automobile rosa shocking ed il boa in pendant avrebbero dovuto insospettirmi.
In ogni caso lei è molto contenta, e considera questa la sua occasione d’oro perché potrà approcciare degli uomini senza dover parlare (sic).

Infatti, Sophy è una concorrente di Sing Date, il reality show in cui un mucchietto di sfigati cercano di farsi scegliere da una ragazza in base alle loro prestazioni canore via webcam.
Funziona così: lei guarda i filmati, seleziona tre aspiranti partner, improvvisa con loro un duetto, sempre via web, e poi ne sceglie uno per vedere se scoccherà la scintilla. Anzi, come dice la voce fuori campo, se “sarà amore a prima nota”. Continua a leggere

Il ritorno di Sleepy Hollow: un buon mix di horror, crime e ironia.

Ichabod Crane (Tom Mison)

Ichabod Crane (Tom Mison)

Ichabod Crane si sveglia nel ventunesimo secolo a Sleepy Hollow, dopo un pisolino iniziato nel 1781 a causa di un incantesimo, e non ha nemmeno il tempo di capire cosa sia successo che si ritrova addosso un’accusa di omicidio e viene sbattuto in cella. Ma, non appena afferma di essere un ufficiale agli ordini del generale Washington, lo spediscono dritto dritto in una bel centro di igiene mentale.
Niente male come risveglio, probabilmente era un lunedì mattina! D’altra parte, sembra proprio che decapitare uno dei quattro cavalieri dell’apocalisse durante la Guerra d’Indipendenza Americana non porti molto bene.

Il detective Abbie Mills, invece, è in procinto di lasciare la cittadina per andare a lavorare nell’FBI.
E’ annoiata dalla vita semplice della provincia americana, in fondo è entrata in polizia anche per provare emozioni forti. Continua a leggere

Niente Crozza e un Gazebo mesto: la Sardegna e l’ipocrisia autoassolutoria

mori makkox

Passi per Crozza, ma ieri pure Zoro ci è caduto.
È l’emergenza autoassolutoria che pervade la tv quando una strage commuove il Paese: stop all’infotainment, stop al frizzo e al lazzo inserito nell’approfondimento, spazio a un finto, purché esibito, dolore. Per dire “ehi, pure noi siamo sensibili”. Eppure, in realtà, con questa sospensione la tv mostra il suo lato peggiore. Il suo lato peloso. Quello ipocrita.

È una storia lunga, quella della sospensione dei palinsesti. Affonda le radici nel 1978, nella strage di via Fani: il Paese, quel giorno, si era fermato, si era commosso da Trieste in giù, eppure in prima serata andò in scena comme d’habitude Raffaella Carrà, a cantare in una clip registrata prima del rapimento di Aldo Moro su come fosse bello far l’amore in quell’Italia colpita al cuore dalle Br. Seguirono naturali polemiche, qualche presa di posizione e una rivelazione tardiva della stessa Carrà: “Quel giorno – disse la bionda showgirl a ‘L’Espresso‘ vent’anni più tardi – telefonai alla Rai e dissi ‘vi prego, non mandate in onda il mio varietà’. Continua a leggere

Tacco 12: Cristina Chiabotto e quello strano masochismo femminile

Cristina Chiabotto

Cristina Chiabotto

Alla faccia di decenni di sacrosante lotte femministe, le donne non riescono ad affrancarsi dall’istinto di piacere all’uomo. E questo, direte voi, è naturale, succede anche in senso inverso.
Vero, solo che per le donne questo istinto è legato ad una maledizione.

Pur di piacere agli uomini (se lo dici ad alta voce ti risponderanno che lo fanno per piacere a sé stesse, ma mentono alla propria anima), queste strane creature sono costrette, da un’oscura forza, ad infliggersi punizioni medievali mutuate direttamente dai manuali di tortura dell’inquisizione.
Si strappano via i peli con la cera, ma anche con le pinze. Si costringono a girare in pieno inverno con abiti succinti che lasciano la schiena seminuda, e minigonne che giustificano con l’affermazione “ma con le calze non fa freddo” (false come Giuda!). Poi passano a dipingersi la faccia come fosse un Caravaggio, riempiendola di colori, creme, polveri, che se si avvicinano a salutarti sembra di baciare un barattolo di cipria.
Ma, soprattutto, le donne amano costringere i propri piedi dentro scarpe che non potrebbero contenere nemmeno il loro alluce e, grazie ad esse, restare sollevate come durante il supplizio della corda. Continua a leggere

Walking Dead: Croce sul cuore

Il Governatore (David Morrissey)

Il Governatore (David Morrissey)

L’esca”, Il sesto episodio della quarta stagione di The Walking Dead è senza dubbio un’astuta e maligna trovata da parte degli autori per torturarci e tenerci sulle spine!

Sebbene mi aspettassi una puntata incentrata sul Governatore, non pensavo che l’intero episodio avrebbe girato attorno a lui.
Anche se è certamente uno dei miei personaggi preferiti (per ora… lo era anche Rick prima dei suoi tormenti e prima del suo colpaccio con Carol!), aspetto con ansia di vedere come si svilupperanno le cose alla prigione.
Ma come ho scritto spesso , gli autori hanno una gran cura della psicologia dei personaggi. Dunque, dopo mesi di latitanza, i fans del Governatore volevano risposte sul “dopo Woodbury” e la sesta puntata li ha accontenti. Continua a leggere

Masterpiece: “non faccio sesso, però mi masturbo”. Ottanta angoscianti minuti tra gli aspiranti scrittori italiani

Giancarlo De Cataldo, Taiye Selasi, Andrea De Carlo

Giancarlo De Cataldo,
Taiye Selasi, Andrea De Carlo

Prendete un maniaco sessuale, un’ex anoressica, un segaiolo, un ex detenuto e un bel po’ d’umanità varia.
Aggiungete un pizzico di Andrea De Carlo (uno che intitola i libri Due DI Due, Di Noi Tre, Sei Per Otto Quarantotto, e meno male che non è un matematico se no eravamo rovinati) Giancarlo De Cataldo (autore di Romanzo Criminale), e Taiye Selasi, (una che ha scritto un solo romanzo, il cui titolo originale è Ghana Must Go, ma in Italia l’hanno tradotto “La Bellezza Delle Cose Fragili” altrimenti non se lo comprava nessuno).
Portate tutto in ebollizione ed ecco a voi la nuova ricetta: l’ultimo disperato tentativo di Rai Tre per fare un po’ di ascolti.
“La nostra scommessa è dimostrare che la letteratura non è roba per sfigati”, ha affermato De Cataldo.
Ma allora come ve li siete andati a scartare i concorrenti? Continua a leggere

Crozza: Alfano come Django, da Conto Niente a Kunta Kinte

Maurizio Crozza dà il meglio di sé in una puntata spumeggiante di Crozza nel Paese delle Meraviglie.
L’apertura è un omaggio a José Mujica, Presidente dell’Uruguay, un uomo che dei 12000 euro al mese che guadagna ne tiene per se 1500 e dona gli altri ad associazioni non governative per lo sviluppo. Un ribelle che ha pagato con 14 anni di carcere la sua sete di giustizia e che oggi, da presidente, vuole essere de esempio per il suo popolo.
Crozza ce lo presenta a pranzo col Papa mentre dividono una noce e danno l’altra in beneficenza.
Il Papa voleva mangiarne una a testa, ma alla protesta di Mujica risponde: “hai ragione, ho perso la testa…è l’entusiasmo. Una la mangiamo noi, e una la diamo ai poveri.” Continua a leggere

Servizio Pubblico e i miracoli di San…toro


Ieri Michele Santoro ha compiuto tre miracoli:

Innanzitutto ha costruito e gestito una puntata sui problemi economici del Paese senza urla o litigi da cortile.
Una puntata che ha scavato, con perizia e professionalità, dentro argomenti considerati tabù in Italia da troppo tempo, soprattutto negli ambienti pseudo-progressisti.
E lo ha fatto senza mai annoiare, e senza discorsi tecnicisti, ma anche senza mai banalizzare in stile Ballarò.
Ed è stato premiato con 2.257.000 spettatori pari al 10.18% di share. Continua a leggere