1992: Di Pietro, Non è la Rai, e un lavoro, per ora, riuscito a metà

Stefano Accorsi interpreta Leonardo Notte

Stefano Accorsi interpreta Leonardo Notte

No, non è House Of Cards, con il Presidente degli Stati Uniti che piscia sulla tomba del padre,e sputa sul crocifisso.
Ma non è nemmeno Gomorra, contemporanea, dinamica, cinica, “così poco italiana”, come direbbe Stanis La Rochelle.
Però non è nemmeno Don Matteo, Padre Pio e tutta quella roba con Braccialetti Rossi vari, suore e Sabrina Ferilli, che Mediaset e Rai ci propinano da decenni.
1992, nata da un’idea di Stefano Accorsi e diretta da Giuseppe Gagliardi (alla sua prima esperienza televisiva), è la nuova fiction di Sky, prodotta con Wildside e La7,che, partendo dall’arresto dl “mariuolo” Mario Chiesa,ci racconta le vicende di un anno che ha cambiato (ma lo ha fatto davvero?) la storia del Belpaese.

Antono Grardiè Di Pitro

Antonio Gerardi è Di Pietro

E lo fa muovendosi su due filoni narrativi: da una parte le inchieste di Di Pietro (Antonio Gerardi), dall’altro le storie (inventate o comunque romanzate) dei protagonisti.
L’uomo Publitalia Leonardo Notte (Stefano Accorsi), che si ritrova la figlia semisconosciuta a casa proprio quando la sua carriera è ad una svolta, il poliziotto malato di aids, Luca Pastore, l’imprenditore Mainaghi che promette Domenica In alla sua amante, col figlio rampante e la figlia ribelle e apatica, innamorata di Pastore, e il giovane ignorante candidato dalla Lega per aver pestato due albanesi.

Guido Caprino è Pietro Boschi

Guido Caprino è Pietro Boschi

Cosa convince dei primi due episodi?
Beh innanzitutto era una storia che andava raccontata. E, come sempre, tocca a Sky, perché, in Italia, certe storie, la tv generalista non le tratta proprio.
Sono molto belle e molto ben curate l’ambientazione e l’atmosfera.
Alcune sequenze sono davvero geniali, come il modo in cui Dell’Utri osserva in tv la notizia dell’omicidio di Salvo Lima, con in sottofondo la sigla di Casa Vianello.

Lonr

Leonardo Notte con la figlia Viola

Molto interessanti anche i due passaggi su Non è la Rai, il programma che ha sdoganato la pedoflia televisiva in Italia, e che in fondo non era altro che il generoso surrogato delle notti di Arcore omaggiato da Berlusconi a tutti gli italiani.
“Lo guardo ma con spirito critico”, dice la figlia (interpretata da Irene Casagrande, già una bella sorpresa in In Treatment) a Stefano Accorsi, il quale, poi, convincerà un grosso cliente di Publitalia che è proprio quello il programma da scegliere, perché in fondo l’Italia è un Paese di cinquantenni pervertiti che sbavano davanti alle cosce nude delle ragazzine.
Mi piace anche il personaggio di  Veronica Castello, interpretato da Miriam Leone (già Miss Italia), che risulta attualissimo.

Mainaghi cn

Mainaghi (Tommaso Ragno) con Veronica

Prima dice a Mainaghi “mi prenderanno? Ti farò il più bel pompino della tua vita”. Poi, al provino, promette la stessa cosa al regista, che,però,la gela: “non c’è bisogno, ti hanno già presa. Vuol, dire che chi ti dovevi scopare te lo sei già scopato”.
Infine, la voce di Berlusconi che dà le dritte a Notte su come lasciare il cesso pulito!

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Domenico Diele è Luca Pastore

Cosa non convince?
La serie è leggermente troppo romanzata e i dialoghi non sono sempre all’altezza.
Accorsi è Accorsi e non possiamo chiedere troppo alla sua espressione monocorde.
Tea Falco è tanto bella, quanto la sua voce è lagnosa e insopportabile.

Tea Falco è Bibi Mainaghi

Tea Falco è Bibi Mainaghi

Di Pietro e il pool di Mani Pulite sembrano solo comprimari (ma questo lo verificheremo nelle prossime puntate) rispetto alle storielle private degli altri protagonisti.
Il poliziotto Pastore, con la sua vendetta personale, rischia di essere banale e già visto.
Qualche personaggio risulta eccessivamente stereotipato
Lo stile di regia, diciamolo, ricorda un po’ troppo Muccino.

Il pool di Mani Pulite

Il pool di Mani Pulite

Infine, la battuta di Di Pietro sul “cinghialone” a cui arrivare, ovvero Craxi, dà quella sfumatura “bipartizan” onestamente evitabile, come se si volesse dire che, in fondo,un po’ di complotto c’era. Spero di sbagliarmi..
Alla fine, la visione risulta gradevole anche se non entusiasmante. In ogni caso, bisognerà attendere almeno altri due episodi prima di esprimere un giudizio complessivo.
Le prossime puntate andranno inonda martedì alle 21:10 su Sky Atlantic.

Otello Piccoli

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8 thoughts on “1992: Di Pietro, Non è la Rai, e un lavoro, per ora, riuscito a metà

  1. Condivido la critica. Una postilla: le sequenze di Non è la rai viste nel telefilm riportano il marchio di Italia1 ma se non erro ad inizio 92 la trasmissione era trasmessa su Canale5, condotta da Enrica Bonaccorti ed aveva un taglio meno da ‘lolita’…

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