Il ritorno di Sleepy Hollow: un buon mix di horror, crime e ironia.

Ichabod Crane (Tom Mison)

Ichabod Crane (Tom Mison)

Ichabod Crane si sveglia nel ventunesimo secolo a Sleepy Hollow, dopo un pisolino iniziato nel 1781 a causa di un incantesimo, e non ha nemmeno il tempo di capire cosa sia successo che si ritrova addosso un’accusa di omicidio e viene sbattuto in cella. Ma, non appena afferma di essere un ufficiale agli ordini del generale Washington, lo spediscono dritto dritto in una bel centro di igiene mentale.
Niente male come risveglio, probabilmente era un lunedì mattina! D’altra parte, sembra proprio che decapitare uno dei quattro cavalieri dell’apocalisse durante la Guerra d’Indipendenza Americana non porti molto bene.

Il detective Abbie Mills, invece, è in procinto di lasciare la cittadina per andare a lavorare nell’FBI.
E’ annoiata dalla vita semplice della provincia americana, in fondo è entrata in polizia anche per provare emozioni forti. Continua a leggere

Sleepy Hollow diventa serie tv

Chi non ricorda lo spettacolare film di Tim Burton con Johnny Depp e Christina Ricci, tratto dal romanzo “La leggenda della valle addormentata” di Washington Irving, e premiato anche con un oscar per la migliore scenografia?
Ebbene da martedì 19 novembre, alle 21 su Fox approderà una serie tv liberamente ispirata al lavoro di Irving.

Questa volta, però, non sarà Depp a combattere contro il cavaliere senza testa, bensì Tom Mison, scelto appunto per il ruolo del protagonista Ichabod Crane, affiancato da Nicole Beharie che interpreterà la detective Abbie Mills.
Sì perché stavolta la vicenda non si svolge alla fin del ‘700, ma nel mondo contemporaneo. Continua a leggere

I Fatti Vostri, coi soldi nostri

Giancarlo Magalli

Mettiamoci subito d’accordo su un punto, e il resto verrà da sé: Giancarlo Magalli è il Pinguino di Batman. Vi ricordate Danny DeVito nel film di Tim Burton? Ecco Magalli è DeVito quando si traveste.
Il fisico da bombolone alla crema, l’andatura lievemente impacciata, la fronte inutilmente spaziosa e quel viso tutto concentrato sulla parte inferiore della testa, come se volesse scappare da lui ma non ci riuscisse, col naso che, protendendosi in avanti, urla al telespettatore: ti prego, strappami via non lo sopporto più.
In effetti non dev’essere una gran vita quella del naso di Magalli.
Ma la cosa peggiore sono gli occhi. Piccoli, porcini, bonari, pronti a brillare a contorno di un sorriso sornione che sembra volerti accogliere, ma dietro il quale, con un po’ d’attenzione, puoi scovare la furbizia italiota della peggiore specie. Continua a leggere