Contumelie di Filippo Giardina: ridere del peggio di noi

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Filippo Giardina

“Contumelie è un viaggio comico negli abissi della tristezza esistenziale.
Il ridere come antidoto al disfattismo e al nichilismo contemporaneo.
Prendere e prendersi in giro per sentirsi meno soli.
Il mondo non cambia, il mondo non si salva, l’unica speranza è di sfracellarsi col sorriso sulle labbra.”
(Filippo Giardina)

Devastante, ansiogeno, tagliente, spiazzante, esistenziale, perfino introspettivo. Ma soprattutto chiaro: verrete insultati.
In attesa del ritorno di Stand Up Comedy su Comedy Central, ho visto (o per meglio dire organizzato con Stand Up Comedy Sicilia) il nuovo spettacolo del fondatore di Satiriasi, Filippo Giardina: Contumelie. Per più di un’ora Giardina ha fatto impazzire il pubblico (prime file tutte di giovanissimi che, ormai liberi dalle gabbie comiche dei tre minuti televisivi, cercano, trovano, seguono, ma soprattutto selezionano i propri idoli sul web) senza mai rassicurarlo. Ecco, lo spirito della comicità di Giardina sta tutta in questa sua affermazione: “attaccare i potenti è un modo per far sentire il pubblico assolto dalle proprie responsabilità”. Quindi è sul pubblico, sui suoi problemi, sulle sue paure, sulle sue speranze che il comedian scherza per tutto lo spettacolo.

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Ma attenzione, anche questo ha un prezzo. E’ infatti lui il primo a mettersi in gioco in una serie di monologhi che scavano nella sua psiche, in maniera a volte anche violenta, per poi rovesciare ansia e depressione sul pubblico, che, inevitabilmente, ride.
Spiazzare gli spettatori è, ovviamente, il suo pane. Fin dall’inizio, quando sale sul palco e, a un pubblico in trepidante attesa, afferma: “contrariamente a quello che molti di voi pensano, non passo il mio tempo a cercare di risolvere l’annosa questione cecena”.
Ve lo immaginate, non dico un Cirilli, ma un Crozza iniziare un monologo così?
Giardina sa che il suo pubblico non si aspetta niente di meno e, probabilmente, è ogni volta più difficile lasciarlo col sopracciglio inarcato.

Un attimo dopo, arriva la prima provocazione sulle donne. Così pesante da costringermi a guardarmi intorno per capire quale sarà la reazione delle amiche presenti alla serata. Ma l’idea di un ragazzo grasso e brufoloso, “ridotto ad essere stupido come una donna” costretto, per farsi accettare socialmente, a leccare la fica delle compagne nei bagni della scuola mi ha fatto gridare alla genialità.
Lo spettacolo prosegue, come direbbe lui, tra un argomento controverso, un punto di vista originale e un po’ di sborra. Qualche volta, tanta sborra.
C’è il monologo sul sesso, le battute sul calcio (mica lo seguirete ancora?), c’è il racconto dell’ingresso in politica di Grillo, togliendo la parola “politici” e usando la parola “chirurghi”, ma soprattutto sostenendo che questa sia la vendetta per la censura di Sanremo ’86.

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C’è, immancabilmente, Strudel, che i fan riconoscono alle prime sillabe e urlano come fossero al concerto degli Stones che accennano Jumpin’ Jack Flash.
L’apice, però, si tocca quando sulla sua spalla si posano le sue due personalità: Filibusto Il Fusto e Filippello Il Poverello.
Il primo si chiede come mai lui non sia il comico più pagato del mondo, e l’altro gli risponde che è solo uno sfigato e non se lo incula nessuno.
Il tutto intervallato da infiniti silenzi nei quali si sentono solo risate, mal trattenute, dal pubblico. E la chiusa è da lacrime.

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Insomma, si tratta di uno spettacolo certamente di alto livello, e non per tutti.
La stand up comedy è un rischio, sia per l’attore che per il pubblico.
Giardina sa che le sue battute, la sua schiettezza, il rifiuto dell’autocensura, la ricerca della provocazione, fanno dei suoi monologhi un prodotto ancora per pochi, almeno in Italia dove la comicità è per forza di cose rassicurante, e dove difficilmente troverebbe spazio un mostro sacro come Luis CK, uno che sa far ridere dicendo che sì, bisogna proteggere i bambini allergici alle noci, ma forse, se una noce può ucciderti, è giusto che tu muoia.
E il pubblico sa che, finita la visione di Contumelie, le risate resteranno, ma si avrà la sensazione che qualcuno ci abbia scavando dentro, abbia trovato il marcio e ce lo abbia messo davanti.

In fondo è un po’ come essere stati in analisi e non aver risolto nulla. Ma almeno ci si è divertiti, e si è pagato molto meno.
Intanto, però,  i giovani comedian nel nostro Paese si moltiplicano a vista d’occhio, e Filippo e i comedian di Satiriasi cominciano a esibirsi in teatri sempre più grandi e sempre più pieni.
Non male per chi ha avuto il coraggio di rivoluzionare la comicità italiana.
Giardina torna in tv con Velia Lalli, Giorgio Montanini, Saverio Raimondo, Francesco De Carlo, Mauro Fratini e Pietro Sparacino, dal 9 maggio alle 23:10 su Comedy Central.

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