Extreme Makeover Home Edition: tra noia, squallore e le finte lacrime di Alessia Marcuzzi

Alessia Marcuzzi

Alessia Marcuzzi

Il concetto di base è sempre lo stesso: voi fate davvero schifo, la vostra vita altrettanto ma, se chiamate la tv, vi risolviamo ogni problema.
Così Alessia Marcuzzi, prendendo forse ispirazione dal Berlusconi che costruiva casette in serie a L’Aquila, o più probabilmente in un momento di sconforto e nostalgia per Il Grande Fratello, si inventa “team leader” di un gruppo di esperti e, prendendosi molto sul serio, gira l’italia costruendo appartamenti per famiglie “meritevoli”.
Meritevoli? E chi lo stabilisce? E in base a quali parametri?
Comunque sia, altro che piano casa, altro che emergenza abitativa, altro che sfratti. Chiama Alessiuccia ed è tutto fatto: Extreme Makeover Home Edition è la soluzione ai tuoi problemi.

I poveri, lo sanno tutti, non rifanno mai il letto

I poveri, lo sanno tutti, non rifanno mai il letto

Certo, un po’ devi umiliarti, perché per giustificare il fatto di costruirti una casa, prima ti devono mostrare come il morto di fame che sei, anzi un pelino di più.
Quindi, nelle inquadrature, casa tua deve essere non solo umile e malridotta, ma anche sporca e disordinata, come se le cose fossero consequenziali.
E tu devi avere la maglietta grigia e sporca, magari anche sudata, così rendi meglio il senso del meraviglioso cambiamento che la tv ti farà fare.

Alessia Marcuzzi ben truccata da donna commossa

Alessia Marcuzzi ben truccata da finta commossa

Tutto inizia con una Alessia Marcuzzi davvero triste ed empatica che presenta la famiglia del giorno al suo team di specialisti, ovviamente tutti fighissimi che più che architetti sembrano modelli da copertina.
Va quindi in onda la “richiesta d’aiuto“. Perché lei è un po’ tipo Batman: si lancia il segnale in cielo e arriva la salvatrice.
La cosa più ridicola è che durante questa penosissima presentazione dei familiari (in cui ognuno dice la sua tranne il nonno, che evidentemente sta pensando “ma dove sono capitato?”), campeggia in sovraimpressione proprio la scritta “richiesta d’aiuto”.

La famiglia Maini

La famiglia Maini

Così facciamo la conoscenza della famiglia Maini, che si ritrova a vivere a casa del padre di lui perché incapace di pagare un affitto.
La Marcuzzi è davvero straziata. Per un attimo ha dimenticato gli spritz, i milioni, le feste dei vip e le Ferrari, perché questi le fanno proprio pena. Almeno finché non si spegne la telecamera. Poi, vabbè, la vita ricomincia, mica ci si può portare il lavoro a casa!

Alessia e il suo team gridano "si può fare"

Alessia e il suo team gridano “si può fare”

Prima che la nostra amica bionda si metta a piangere, il team la rassicura: risolveranno tutti i problemi.
Allora lei, tutta rinfrancata, li obbliga a lanciare il grido di battaglia: “si può fare!“, e, ovviamente, io penso subito a Frankenstein Jr, ma vabbè.
Così, sempre fingendo che quelli non ne sappiano niente, va a svegliare tutto il quartiere con un megafono.

Ora, di solito, in tutti questi orrendi format, vengono mandate in onda, di continuo, le interviste dei partecipanti.
Qui no, sono diversi: cioè, le mandano in onda, ma per lo più sono fatte alla stessa Marcuzzi, che ci ripete esattamente quello che ha detto poco prima durante il programma.
Cioè già è inutile quello che dici, lo ripeti pure tipo riassuntino? Pietà!
No, non ne hanno pietà, quindi bisogna sorbirsi le false emozioni di Alessia Marcuzzi per quasi due ore.
Tra l’altro il tutto è, ovviamente, contornato di buonismo, come un’enorme colata di melassa.

Le emozioni della Marcuzzi

Le emozioni della Marcuzzi

Le idiozie si susseguono una dopo l’altra. Innanzitutto la famiglia Maini viene portata in un “luogo segreto” (manco fossero i parenti di un collaboratore di giustizia), che poi altro non è che il terreno sul quale, in una settimana, verrà costruita la loro nuova casa. In legno. Nuovissima. Resistentissima. Almeno fin quando il lupo cattivo non la abbatterà soffiando.
Nell’attesa i Maini vengono spediti in crociera, praticamente da soli (appare giusto qualche comparsa ogni tanto), a parte il nonno, che evidentemente viene piazzato all’ospizio per un po’.

I Maini in crociera da soli

I Maini in crociera da soli

A questo punto il team si mette al lavoro, ma la nostra Rita Levi Montalcini ferma tutti: deve appiccicare un post-it a forma di cuore su una parete del modellino, per ricordarsi del suo progetto segreto.
Io subito penso: ah ecco, diamo un senso a questa cosa! Ammettilo, usi queste case come coperture per un traffico internazionale di stupefacenti!
Invece no…vuole solo costruire due casseforti a forma di cuore dentro le quali mettere due album di foto. Ma vaff!

Il "progetto segreto" della Marcuzzi: un'orribile cassaforte a forma di cuore

Il “progetto segreto” della Marcuzzi: un’orribile cassaforte a forma di cuore

Ma non finisce qui: fa pure finta di lavorare. Pianta un chiodo, spilla qualcosa. Poi la telecamera cambia inquadratura e lei può smettere
Intanto sulla pallosissima nave da crociera appare tale Mikeligna, che per fortuna fino a ieri ignoravo chi fosse. Fondamentalmente è una che fa la manicure, ma famosissima perché la fa in tv. Così si avvicina ad Arianna, sorella della signora Maini, sua grande fan, e le fa la manicure.
Non commento nemmeno il risultato agghiacciante del suo lavoro, so solo che dice ad Arianna: “se hai questo sogno, non abbandonarlo!”. Il sogno, capite? Il sogno! Cioè fare le unghie alle signore borghesi di mezza età non è più un lavoro, è un sogno!

E vai di manicure by Mikeligna

E vai di manicure by Mikeligna

Ma, a proposito di sogni, ecco avverarsene un altro: arrivano gli attori di “Centovetrine” che avanzano come fossero Gli Intoccabili. La Marcuzzi si finge sorpresa: Toh, come mai qui? Siamo venuti anche noi a lavorare e a costruire la casa!
Le donne della famiglia Maini sono tutte grandi fan di Centovetrine (i cui attori sono notoriamente eredi di Vittorio Gassman), ma sono abituati a vederli solo in tv. Pensate l’emozione di vederli…sull’iPad della Marcuzzi! Ma dico! Se volevi fargli sto regalo, potevi farli venire quando c’erano loro, non quando quelli stanno a mille km da lì. Ovviamente anche loro fingeranno di lavorare, posando per un paio di inquadrature, poi andranno via.

Gli attori di centovetrine fingono di arrivare a sorpresa

Gli attori di Centovetrine fingono di arrivare a sorpresa e di voler lavorare alla casa

Ma non sarà la sola sorpresa, arriverà anche il saluto video di Gigi D’Alessio. Io a questo punto sono sull’orlo del suicidio, ma voglio resistere fino alla fine per voi.
La retorica si taglia a fette, la falsità di questo programma non è solo evidente, è addirittura fastidiosa. L’idea di lucrare sulle disgrazie della gente, fingendo di aiutarla, è veramente penosa. E non trova limiti.
A un certo punto, per coinvolgere il pubblico, il programma si trasforma in Art Attack e ti spiegano come fare da solo un vaso in cemento.
Ma se tutto questo vi pare insopportabile, non avete ancora visto niente.

Prima la Marcuzzi attacca un pippotto alla signora Maini “perché so (wow ha la sfera magica lei!) che tu non dici ti amo da molto tempo a tuo marito! Mi prometti che ti impegnerai a dirglielo? ” e quell’altra tutta commossa “sì te lo prometto”. A Marcu’, una carrettata di affari tuoi no, eh?
Poi, come sempre, ecco il commento della Marcuzzi, che ripete di nuovo la storia del ti amo e poi dice una cosa che speravo di non sentire mai: “ho capito qual è la mia mission, deve dire di nuovo ti amo“. E vi giuro che li costringerà, in un momento di intimità con due cameraman addosso, a dirsi ti amo e a piangere felici, ma soprattutto spontanei.

I coniugi Maini costretti a ridicolizzarsi in tv

I coniugi Maini costretti a ridicolizzarsi in tv

Ormai ci siamo, la casa è quasi pronta, ma a questo punto, visto che come dicevo all’inizio, noi di nostro facciamo schifo, ecco che rifanno il look a tutti.

L'arrivo trionfale di Maina, tra cori e bandire

L’arrivo trionfale dei Maini, tra cori e bandiere

Una volta tornati trovano tutto il paese pronto ad accoglierli, addirittura con bandiere e striscioni: eh già, c’è la televisione, si deve andare dai Maini.
La Marcuzzi chiede a tutti di pronunciare “la fatidica frase: sposta quel bus” e parte il coro. Miracolosamente anche il vecchio urla (saranno le sue prime ed ultime parole per tutta la durata del programma), ma forse lo stanno picchiando non inquadrati.
Insomma la casa è bellissima, tutta rosa shocking da far girare la testa, coi distributori di caramelle in camera dei bambini, un negozio di smalti nella stanza della sorella, e le casseforti a forma di cuore. Tutto all’insegna della sobrietà e dell’eleganza, insomma.

Vi mostro qualche dettaglio.

La stanza delle bambine

La stanza delle bambine

La stanza delle bambine, dettaglio

Il distributore di caramelle

La sobria camera da letto dei signori Maini

La sobria camera da letto dei signori Maini

La camera della Regina Cattiva

La camera della Regina Cattiva

Una succursale di Sephora in casa

Una succursale di Sephora in casa

Tutti felici e contenti con la nuova casa. Poi, da domani, si ricorderanno di fare una vita di merda, ma questo la Marcuzzi non ce lo racconterà. Ai telespettatori non interessa la realtà, ma solo il lieto fine.
Extreme Makeover Home Edition è una delle trasmissioni più brutte, noiose, inutili e false che ci offre la tv in questi mesi. Ma se siete così masochisti, potete guardarla il lunedì alle 21:10 su Canale 5.

Otello Piccoli

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11 thoughts on “Extreme Makeover Home Edition: tra noia, squallore e le finte lacrime di Alessia Marcuzzi

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  2. E’ tutta una truffa….non guardatelo per carità….già dopo un anno le case cominciano a cadere a pezzi e le ditte che hanno collaborato in quei 7 giorni non sono state mai pagate, ci sono denunce depositate con ingiunzioni di pagamento nei confronti della Produzione e fatture mai saldate….Non guardatelo è tutta una truffa!!! E per di più una famiglia ospitata è stata costretta a trasferirsi altrove perchè la casa già cadeva a pezzi….dopotutto il Padrone di Mediaset ha già fatto di queste pagliacciate, promettere case nuove e far finta di consegnarle in tempo record…guardate le New Town dell’Aquila…già in rovina dopo pochi anni….L’ipocrisia di questa gentaglia che lavora a questi programma spazzatura è da vomito….

  3. Pingback: L’isola dei Noios…ehm…dei Famosi | Se Telecomando

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