Masterpiece: “non faccio sesso, però mi masturbo”. Ottanta angoscianti minuti tra gli aspiranti scrittori italiani

Giancarlo De Cataldo, Taiye Selasi, Andrea De Carlo

Giancarlo De Cataldo,
Taiye Selasi, Andrea De Carlo

Prendete un maniaco sessuale, un’ex anoressica, un segaiolo, un ex detenuto e un bel po’ d’umanità varia.
Aggiungete un pizzico di Andrea De Carlo (uno che intitola i libri Due DI Due, Di Noi Tre, Sei Per Otto Quarantotto, e meno male che non è un matematico se no eravamo rovinati) Giancarlo De Cataldo (autore di Romanzo Criminale), e Taiye Selasi, (una che ha scritto un solo romanzo, il cui titolo originale è Ghana Must Go, ma in Italia l’hanno tradotto “La Bellezza Delle Cose Fragili” altrimenti non se lo comprava nessuno).
Portate tutto in ebollizione ed ecco a voi la nuova ricetta: l’ultimo disperato tentativo di Rai Tre per fare un po’ di ascolti.
“La nostra scommessa è dimostrare che la letteratura non è roba per sfigati”, ha affermato De Cataldo.
Ma allora come ve li siete andati a scartare i concorrenti?

I tre giudici, che si atteggiano un po’ a Masterchef, seriosi ed esigenti con discrete punte di arroganza, guardano passare davanti ai loro occhi  le opere e le figure di questa umanità televisiva, un po’ grande fratello un po’ “io si che so’ intellettuale, ho letto Fabio Volo“.
I brani letti sono a dir poco insopportabili, però i tre geni riescono comunque a scovarvi qualcosa di buono. Così alcuni concorrenti sono ammessi alla fase successiva.
Altri, invece, cacciati su due piedi.

Inizia Daniel Agami, che infarcisce le sue pagine di riferimenti sessuali. Sostiene che scopa molto poco e compensa scrivendone. Tutti e tre i giudici lo criticano, poi, a sorpresa, arrivano tre sì.

Segue Romina Questa, che spaccia per romanzo fantasy la sua autobiografia ambientata in una fabbrica, e legge come se fosse la rana dalla bocca larga.

Ed ecco Giulia Terrana che, ispirandosi a Dante, scrive “Commedia Terrena” ( e complimenti per la fantasia del titolo). De Carlo, ispirandosi a Bastianich provvede ad insultarla.

Veronica Murzilli basterebbe guardarla in faccia per cacciarla senza neanche sfogliare il romanzo. Invece loro lo sfogliano. E poi la cacciano.

Antonio Landino è stato in carcere (ovviamente da innocente, come tutti), e già questo è motivo sufficiente per farlo passare.

Vengono invece cacciati via Livio Calabresi che racconta i rumori dei peti degli orchi, e Marianna Lo Pizzo a cui viene detto, con con molta delicatezza, che se non sai che cavolo scrivere è meglio che non scrivi invece di mettere nero su bianco una serie di banalità.

Il momento della depressione arriva con Marta Zanni che si commuove per le sue stesse parole. Lei ha sofferto, è stata anoressica e bulimica, e vuol raccontarlo al mondo.
De Cataldo boccia, Selasi promuove,  Di Carlo boccia. De Cataldo se ne accorge, ci ripensa e promuove.

Francesco Iacomelli ci tiene moltissimo a farlo sapere a tutti: nonostante sia ateo, lui non fa sesso, ma si ammazza di seghe, perché aspetta la donna giusta. Ecco, raccontalo in tv che ne arriveranno a frotte di donne giuste

Infine Lilith Di Rosa che, a dispetto del nome, è un maschio.
Tenta di fare lo scrittore maledetto, ma fondamentalmente scopiazza. I giudici lo sottolineano, ma poi lo promuovono lo stesso. In fondo che sarà mai?

A questo punto i promossi sono sei, ma devono restarne solo quattro. Quindi il campione mondiale di seghe, ed il maniaco sessuale vengono eliminati. Così, senza alcuna sfida.
Forse stavano sulle balle ai giudici.

I quattro, divisi in due coppie vengono portati in giro.

Marta e Antonio finiscono in una comunità d’accoglienza (e tu pensi ” magari ce li lasciano”), mentre Lilith e Romina in una vecchia balera.
Al ritorno avranno mezz’ora per scrivere un racconto sull’esperienza vissuta..
L’ex detenuto e l’ex anoressica sbagliano tutto e sono fuori.
Gli altri due devono compiere l’ultima, inutile, sfida: salire sull’ascensore della Mole Antonelliana con Elisabetta Sgarbi (direttore editoriale della Bompiani) e convincerla della bontà del proprio romanzo nei 59 secondi della corsa.
Inutile, perché lei si fa convincere da Romina, ma i giudici assegnano la vittoria a Lilith (il tipo con la faccia sveglia che vedete qui sotto).

Lilith De Rosa

Lilith De Rosa

E’ lui il primo finalista di Masterpiece. Gli altri verranno scelti nelle prossime cinque puntate. Poi, a febbraio, si riparte con la seconda parte della stagione. Il vincitore pubblicherà il proprio romanzo, in centomila copie, proprio con Bompiani.

La terribile sensazione, che si prova fin dall’inizio della trasmissione, viene da questo tentativo di banalizzare perfino il mestiere dello scrittore. Perché ormai non hanno più importanza la tua sensibilità, il tuo vissuto, la tua cultura. No, la scrittura è alla portata di tutti, e tutti possono scrivere un masterpiece.
Naturalmente questo casting di scrittorucoli in erba lo si farà passare per grande tv impegnata, che serve a ridare centralità alla scrittura, ma soprattutto alla lettura. Alla fine tireranno fuori una prodotto inutile, ma ben impacchettato e facilmente digeribile, da gettare in pasto alle masse.

Il format è sempre il solito, e ormai sta diventando noioso: presentazione, sfida, interviste finte, montaggio, voce fuori campo, tutto sempre uguale e ripetitivo.
E, visto che la Rai  non è mica un’azienda di Stato con migliaia di lavoratori e di competenze, anche questo andava affidato all’ennesima ditta esterna: la Fremantle (quella di X Factor, per intenderci).

Ora passi tutto, perfino che la musica sia ridotta a strumento per andare in tv, quando una volta era la tv uno strumento per far conoscere la propria musica.
Ma che si voglia trasformare perfino la scrittura di un romanzo in uno show è qualcosa che grida vendetta a Dio.
Come se non fossimo già sepolti da inutili best sellers che tutti leggono, tutti capiscono, tutti apprezzano, nonostante questi tre fattori siano già un chiaro indice dell’inutilità del prodotto editoriale stesso.
Oggi la scrittura deve essere facile, scorrevole, ancor meglio se sdogana un po’ il sesso.
Insomma i colpi di spazzola prima di andare a dormire erano 100, le sfumature di grigio sono solo 50, i fessi che li comprano restano in troppi.

Ancora due dettagli:

  • alla trasmissione partecipa Massimo Coppola, nell’inutile e ridicolo ruolo del coach: fondamentalmente motiva i concorrenti prima delle sfide. Un’americanata che ci poteva essere risparmiata.
  • Nella home del programma campeggiano nome e foto del vincitore della prima puntata. Il che sarebbe anche normale.
    Se non fosse che è la persona sbagliata, come potete vedere qui sotto. Chissà che fumano di buono in viale Mazzini.

    Sul sito di Masterpiece sbagliano il nome del vincitore

    Sul sito di Masterpiece sbagliano il nome del vincitore

    Masterpiece va in onda la domenica alle 22:50 su Raitre

    Otello Piccoli

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24 thoughts on “Masterpiece: “non faccio sesso, però mi masturbo”. Ottanta angoscianti minuti tra gli aspiranti scrittori italiani

  1. L’ha ribloggato su Un Blog un po' cosìe ha commentato:
    Una recensione fantastica, consiglio la lettura anche a chi, come me, non ha visto il programma.
    Non ho voluto vederlo perché a pelle mi ispirava l’ennesimo reality, solo che per renderlo interessante hanno messo un pizico di “cultura”, e onestamente non mi andava di veder ridicolizzata la letteratura in questo modo. Leggendo queste righe sono sempre più convinta di aver fatto bene.
    Leggete e godetene tutti.
    Complimenti all’autore.

  2. Il programma non regge. Ero a dire il vero già prevenuto,, ma ho voluto assistere a questa prima puntata forse per poterne parlar male o per ricredermi. Una noia senza contenuti. Un format che può magari reggere una competizione canora, una di cucina, ma i libri bisogna leggerli e non si riesce a capire le capacità dei concorrenti ( ammesso che non siano attori) da quattro righe lette o da un tema da scuole medie veramente deludente. I tre scrittori scelti come giudici poi non riescono a dare nessun valore aggiunto. Bocciato senza possibilità di salvezza !

  3. Non ero a casa ma mi ripromettevo di vederlo.
    Di per sè pensavo fosse un esperimento interessante. Scrittori siamo diventati un po’ tutti, xomplice il web, o giornalisti, o opinionisti, più o meno decorosi. Il ‘vero scrittore ha una marcia in più ma fior di ‘grandi’ sopratutto nelle università inglesi e americane tengono corsi di scrittura
    In Italia Scuola Holden, è una scuola di Scrittura e Storytelling presieduta da Alessandro Barricco, dove si insegna a raccontare delle storie utilizzando linguaggi e strumenti differenti ma anche luogo di produzione dove far nascere e crescere le idee.
    Forse questo sarebbe potuto essere ‘il’ punto da cui partire?

    sheràbientot

  4. Pingback: Masterpiece: “non faccio sesso, però mi masturbo”. Ottanta angoscianti minuti tra gli aspiranti scrittori italiani | philomela997

  5. il programma l’ho guardato solo parzialmente. L’ho trovato un po’ noioso, ma ammetto che non è facile valutare dei potenziali scrittori da quello che dicono e non da quello che scrivono perchè sarebbe impossibile leggerli nei tempi televisivi. Ci si trova quindi a valutarli più per l’impressione che fanno che altro, un po’ come valutare i cantanti senza farli cantare o miss italia guardando le foto tessera.
    Però apprezzo il tentativo. Parlare di libri e di scrittura in tv è sempre coraggioso.
    Poi se non piace esiste quel bellissimo aggeggio misterioso che risponde al nome di telecomando e permette di cambiare canale. Oppure, ancora meglio, di spegnere lo schermo e concentrarsi sulla lettura vera.
    Ti ringrazio per l’ospitalità.
    Syl

    • Sei ospite graditissimo, e sono in gran parte d’accordo con te. Permttimi solo alcune brevi precisazioni.

      1)Parlare di libri in tv è cosa sacrosanta. Ma dipende come lo fai. Se, come giustamente sottolinei, i tempi televisivi non permettono di fare un contest di scrittori con questo tipo di format, o usi un altro format o la cosa viene male.

      2)Non solo si può cambiare canale, o spegnere la tv (cosa che andrebbe fatta spesso). Esiste anche il diritto di fruire di prodotti scadenti e farseli piacere..
      Ma questo vale per il telespettatore. Questo è (o vorrebbe essere) un blog di critica televisiva, quindi non posso spegnere, o cambiare solo perché un programma non mi piace.
      A presto.

  6. Ciao Otello, ci siam già conosciuti in Twitter, ti quoto, mi piace come scrivi 😉
    se ti va, vieni a trovarmi sul mio blog! (a proposito di Calcio Palermo… Girardi ti dice niente? 😉 )

  7. Io non l’ho visto, non mi ispirava, sospettavo fosse un’altra buffonata (come del resto che tu descrivi con maestria), ma fammelo dire te quanto “cattivo” sei con i concorrenti?! 🙂

    Si lo so, chi è causa del suo mal pianga se stesso, e son convinta che li hai descritti per quello che sono, ma una parte di me non riesce a non pensare che son “usati” per far audience e per quello li hanno scelti così per sfruttarli e buttarli in pasto alla gente e ai critici ed ecco che mi viene un pò di pena per loro…. ma a parte ciò pel pezzo il tuo!

  8. Debbiamo pero’ riconoscere almeno un merito ad Andrea De Carlo: ho conosciuto la figlia una decina di anni fa…..una gnocca che non si può dire, bella, simpatica, intelligente, e se la tirava pure poco. Forse avrebbe dovuto fare più figlie, e scrivere meno libri………

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