Avatar di Sconosciuto

Informazioni su Otello Piccoli

Otello Piccoli, studente di Comunicazione, attivista politico, organizzatore di eventi, appassionato di cinema, cucina, calcio (ma solo il Palermo), Formula 1, e, naturalmente, blogger. Mi trovate su Facebook, su Twitter, dove commento per lo più la politica nazionale ed internazionale, e su Vine dove filmo per lo più cazzate ma mi diverto un mondo.

Tu sì que vales: tutto già visto e già scartato

Rudy Zrbi, Maria De Filippi e Grry cotti

Rudy Zerbi, Maria De Filippi e Gerry Scotti

L’italia è una fucina di talenti inespressi, tutti discendenti diretti di Leonardo, Galileo e Michelangelo. Purtroppo la politica, la stampa e i poteri forti, consapevoli della portata rivoluzionaria delle idee innovative, così come delle forme artistiche d’avanguardia, scatenano i loro mastini per ostacolare qualunque crescita artistica e/o intellettuale, tarpando le ali alla creatività nostrana.
Ma, come ci insegna la storia, ovunque un potere opprime, un contropotere nasce e si sviluppa.
Non temete, dunque, perché in Italia, per fortuna, siamo pieni di talent show!
Così Mediaset, scippata da Sky del suo Italia’s Got Talent, si consola con l’ultimo format “Tu Sì Que Vales“, ovviamente copiato pari pari dall’originale spagnolo, ché a sforzarsi per un’idea originale viene l’ernia al cervello! Continua a leggere

Non siete Stato voi: La Trattativa di Sabina Guzzanti

La Trattativa, locandina

La Trattativa, locandina

“Questo non è un film sulla mafia, non paragonatelo a quello di Pif. Non è un film sulle vittime di mafia, è un film su chi li ha fatti ammazzare”. (Sabina Guzzanti)

Ieri sera ho assistito all’anteprima de La Trattativa, proiettato a Palermo alla presenza della regista Sabina Guzzanti e di buona parte del cast, che esce oggi in tutta Italia.
Lo dico subito: La Trattativa è un gran film. Non solo perché racconta. Non solo perché denuncia. Non solo perché, pur con l’angoscia che mette addosso, riesce anche a farti sorridere. Continua a leggere

Dimenticate Johnny Depp, ecco i pirati di Black Sails

Il Capitano Flint dopo lo scontro con S

Il Capitano Flint dopo lo scontro con Singleton

Il Capitano Flint (Toby Stephens) ha un segreto: vuole preparare l’assalto al galeone spagnolo “Urca de Lima“, una fortezza galleggiante contenente un immenso tesoro, col quale vorrebbe ergersi a capo dell’isola di New Providence, per difenderla dagli attacchi che presto arriveranno per sottomettere i pirati.
Ma, per trovare la rotta del galeone, è costretto ad una serie di assalti infruttuosi che gli costano il risentimento della ciurma.
Così deve fare i conti con Singleton, che vuole prendere il suo posto, appoggiato dal rivale di Flint, lo spettacolare Capitano Vane (Zach McGowan). Continua a leggere

Servizio Pubblico, la sicurezza e la trattativa. Ed è subito share

L'ditoria le di

L’editoriale di Michele Santoro

Dopo il flop di Floris (seppure in crescita con la seconda puntata del suo “Di Martedì“) che si attesta sul 4,23 % di share, e la magra figura di Giannini che fa crollare Ballarò al 6,53%, tutti aspettavano il debutto di Servizio Pubblico. Che, in realtà, non va oltre il 5,78%, buona media per La7, ma nulla in confronto all’esordio di una anno fa, che registrava l’11,43%. Detto questo, Santoro costruisce una puntata interessante, magari con ospiti che richiamano poco pubblico, ma, come sempre, l’intera redazione fa un lavoro di altissimo livello. Continua a leggere

“Esiste una sola regola: o cacci o vieni cacciato”: il ritorno di House of Cards

Frank Underwood

Kevin Spacey è Frank Underwood

Ci era mancato il sorriso cinico di Frank Underwood, la sua freddezza, il suo muovere i fili dei burattini, il suo sguardo in camera che, per una volta, ci lascia in attesa, fino ad un brivido finale quasi da film horror, quasi da Shining. Ci era mancata Claire, il suo mistero, il male ed il bene mescolati tra loro, l’ipocrisia, il ricatto, la vendetta.
E ci era mancata Zoe, la professionalità e l’arrivismo, la sicurezza ed i sensi di colpa, il fascino e la corruzione.
Ieri sono tornati, dopo soli pochi mesi di attesa, ed è stato un ritorno col botto: belle, bellissime, le prime due puntate della nuova stagione.
Non mi addentrerò in un’analisi completa della serie, che potete trovare cliccando qui, ma è impossibile non dire niente su questo inizio di stagione.
Vi avviso subito che, se non avete visto le puntate, dovete fermavi qui, oppure andare avanti a vostro rischio, perché il post conterrà del fastidiosissimo spoiler! 
Continua a leggere

Gomorra al Cinema, il ritorno di House of Cards e l’esordio di Black Sails: cosa volete di più dalla vita?

Zach McGowan è il Capitano Vane

Zach McGowan è il Capitano Vane

Signori, ci attendono due giorni di visioni col botto!
Innanzitutto, per chi sta a casa, stasera Axn (canale 122 di Sky) propone l’esordio, con un doppio episodio, di Black Sails, la nuova attesissima serie tv  “prequel” de “L’isola del Tesoro“, il più famoso romanzo di Stevenson dopo “Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr. Hyde“, e di cui, nei prossimi giorni, scriverò la recensione.
Ideata da Jon Steinberg e Robert Levine ed interpretata da Toby Stephens Jessica Parker Kennedy, la prima stagione è composta da otto episodi di circa 60 minuti, ed andrà in onda il lunedì alle 21:00. Continua a leggere

In arrivo la quinta stagione di The Walking Dead

Il cast di The Walking Dead

Il cast di The Walking Dead

Sono passati circa sei mesi dall’ultima stagione di The Walking Dead, che ha messo a dura prova persino i fan più accaniti della serie. Chi sperava di vedere un po’ di azione e tanti zombie all’ attacco è sicuramente rimasto deluso da una narrazione a volte fin troppo introspettiva.
Per quanto mi riguarda, i momenti più belli della quarta stagione sono tutti nella seconda parte della, praticamente dopo l’attacco di Brian aka Philip aka Il Governatore, insomma quello con disturbi della personalità!La prima scena, dopo il finale di metà stagione, meritava davvero molto, sia per il make-up (che in una serie del genere, sebbene passi in secondo piano, è fondamentale) sia per il risvolto narrativo della serie; mi riferisco in particolare alla scena con Hershel, in versione pacman zombie, con la testa mozzata. Continua a leggere

Floris vs Giannini: in pratica due noiosissimi Ballarò

Giannini e Floris

Giannini e Floris

Attesa da tutti (ma forse anche no), la disfida del martedì sorride a Giannini che, col suo Ballarò, fa 2 milioni 503 mila spettatori (11,76% di share), mentre Floris, col suo DiMartedì su La 7, raggiunge 755 mila spettatori e il 3.47% di share.
Questo per quanto riguarda i numeri. perché s parliamo di qualità la sconfitta è per tutti, ma soprattutto per il pubblico.
Abbiamo assistito, infatti, a due versioni del vecchio Ballarò, condite giusto con qualche piccola novità tanto per darsi un tono. Uno spettacolo sempre uguale a sé stesso nelle idee, nella struttura, nei tempi, negli ospiti. Posso anche capire che squadra che vince non si cambia ma, perdonatemi l’insopportabile metafora calcistica, dopo 13 anni forse è il caso di svecchiarla, la Juventus ha smesso da tempo di schierare Boniperti e Sivori.
Continua a leggere

Band of Brothers: la storia della compagnia Easy

La Compagnia Easy

La Compagnia Easy

Non amo molto Steven Spielberg, e nemmeno Tom Hanks. Ancora meno mi piacciono quei film di guerra in cui gli americani esaltano sé stessi come eroi e salvatori del mondo.
Quindi ho approcciato la loro produzione “Band of Brothers“, miniserie del 2001 in una sola stagione, riproposta da Sky Atlantic durante l’estate, con questo stato d’animo.
Anche perché si presenta come spin off di “Salvate il Soldato Ryan” che io mi sono ufficialmente rifiutato di vedere.
Eppure, dopo poco, mi sono lasciato prendere, più che dalla storia, dal ritmo e dalle inquadrature, dai lunghi piani sequenza dentro le trincee, dalla telecamera a spalla che rende perfettamente l’idea del caos in battaglia.
Continua a leggere

Diciannovequaranta: Floris è il solito Floris, ma ora è perfino senza pubblico

Giovanni Floris

Giovanni Floris

Avendo già detto la mia su Giovanni Floris, sulle sue sopravvalutate capacità di conduttore, sullo stile, sulla sua assoluta incapacità innovativa, non pensavo di dover tornare a sparare sulla croce rossa. Ma come tacere di fronte all’esordio su La7 con un capolavoro come  “Diciannovequaranta“?
Il ragazzo lo aveva anche detto: “sarà un omaggio a Enzo Biagi!”.
Infatti ha posizionato in studio una scrivania. E qui termina l’omaggio a Biagi. Tutto il resto è un omaggio a Ballarò.
Cartellina alla mano con gli occhi sempre fissi per leggere ogni parola, l’aria seria e grave, le solite noiosissime e didascaliche schede per presentare la “notizia del giorno”,  il solito, noiosissimo, Nando Pagnoncelli per l’inutile sondaggio di fine puntata: cosa pensano gli italiani del gelato al ginseng? Continua a leggere