Silicon Valley: per essere Steve Jobs, devi mangiare funghetti?

Silicon Valley, la locandina

Silicon Valley, la locandina

Chi di noi non ha mai sognato di essere Bill Gates, Steve JobsMark  Zuckerberg, salvo poi entrare nel panico se si bloccano i tasti del pc?
Soldi a palate, ville con piscine, bel tempo tutto l’anno (o almeno nei film va così) e femminone californiane a mai finire.
Ecco, nella nuova, deliziosa, serie tv della HBO, “Silicon Valley“, accade proprio questo.
Anzi, potrebbe accadere, se i protagonisti non sbattessero il muso contro la dura realtà.
Una realtà in cui non basta avere un’idea, come romanticamente voglio farci credere, ma bisogna, poi, sapersi muovere tra gli squali con un panino al tonno in mano! Continua a leggere

Annunci

True Detective, finale di stagione: una volta c’erano solo le tenebre

Il Re Giallo

Il Re Giallo

“Una volta c’erano solo le tenebre. Se me lo chiedessi ti direi che la luce sta vincendo”.
A parlare è Rust, il vero sconfitto di questa prima stagione di True Detective.
Era lui il duro, il cinico, l’orgoglioso. Era quello pieno di domande ma anche di certezze. Era quello inaffidabile, ma essenziale. Era il violento, lo spostato, rovinato dalle lunghe permanenze da infiltrato nella malavita.
Era quello votato al martirio o, peggio, ad essere scoperto colpevole. E, come ne L’elemento del Crimine, sublime opera prima di Lars Von Trier, molti spettatori lo immaginavano già lì, ad indagare su sé stesso: il copycat, o addirittura l’assassino originale, che ha bisogno di essere scoperto, e vuole lasciare all’amico l’onore di fare giustizia. Continua a leggere

True Detective: un mix perfetto per la rivoluzione del noir

La locandina di True Detective

La locandina di True Detective

Come usare un noir per raccontare i comportamenti umani, per costruire un viaggio dentro l’anima, in cui l’indagine resta sullo sfondo e affiorano, come richiamate in superficie da affascinanti sirene, le debolezze, le ansie, i demoni dei protagonisti?
Semplice: basta saper scrivere, e Nic Pizzolatto si è rivelato bravissimo.
Sì, perché una grande capacità di scrittura può permetterti di allontanarti dalla trama per approfondire i risvolti psicologici  e i drammi esistenziali, in un percorso introspettivo che, rivolto allo spettatore, lo mette davanti ai dubbi morali e filosofici dell’esistenza. Continua a leggere

Band of Brothers: la storia della compagnia Easy

La Compagnia Easy

La Compagnia Easy

Non amo molto Steven Spielberg, e nemmeno Tom Hanks. Ancora meno mi piacciono quei film di guerra in cui gli americani esaltano sé stessi come eroi e salvatori del mondo.
Quindi ho approcciato la loro produzione “Band of Brothers“, miniserie del 2001 in una sola stagione, riproposta da Sky Atlantic durante l’estate, con questo stato d’animo.
Anche perché si presenta come spin off di “Salvate il Soldato Ryan” che io mi sono ufficialmente rifiutato di vedere.
Eppure, dopo poco, mi sono lasciato prendere, più che dalla storia, dal ritmo e dalle inquadrature, dai lunghi piani sequenza dentro le trincee, dalla telecamera a spalla che rende perfettamente l’idea del caos in battaglia.
Continua a leggere

The Leftovers: il racconto di un dramma corale in cui sparisce anche Ratzinger

La reazione alla scomparsa del figlio a inizio episodio

La reazione alla scomparsa del figlio a inizio episodio

E’ il volere di Dio? E’ stato Gesù Cristo a scendere sulla terra e a portare con sé i giusti, come dice la dottrina del “Rapimento della Chiesa“?
Beh, se così fosse, allora sarebbe normale che del gruppo degli scomparsi facesse parte pure Joseph Ratzinger, il Papa Emerito (che ovviamente, nel 2011, anno in cui è ambientata la sparizione, era ancora il Papa).
Già, perché nella realtà immaginata dallo scrittore Tom Perrotta e da Damon Lindelof, sceneggiatore principale di Lost, il 2% (ma poi perché giusto il 2%?) della popolazione umana, Ratzinger compreso, scompare all’improvviso, senza una spiegazione razionale.
Ma non è tanto la spiegazione dell’evento che interessa gli autori (anzi, c’è il fondato sospetto che la serie non si spinga nemmeno a cercarla, la motivazione), quanto la vita di coloro che sono rimasti, appunto, i Leftovers, “gli avanzi”, e la “reazione collettiva” al dramma. Continua a leggere

Veep: tutti i difetti della politica americana

Veep: Vicepresidente Incompetente

Veep: Vicepresidente Incompetente

 

Chiusa la stagione di House of Cards, con la promessa nomina di Frank Undervood alla vice presidenza Usa (pur con la “spada di Damocle” che Zoe, con la sua nuova inchiesta su Peter Russo, gli fa pendere sul capo), arriva la (quasi) naturale staffetta con Veep, la serie HBO che ci racconta le vicissitudini di Selina Meyer Vicepresidente Usa.Splendidamente interpretata da Julia Louis-Dreyfus (che ha già recitato con Woody Allen in Harry a pezzi e Hanna  le sue sorelle), Selina punta a vincere le primarie, ma quando i consensi calano drasticamente, si finge entusiasta di accettare la vicepresidenza.

Continua a leggere

The Newsroom: se il tg evitasse di parlare di Yara

Will McAvoy (Jeff Daniels)

Will McAvoy (Jeff Daniels)

Se il giornalismo avesse, tra le sue regole, quella di informare i cittadini innanzitutto sui fatti che davvero riguardano le loro vite, in maniera onesta e indipendente, la storia di Yara Gambirasio e i fatti di Motta Visconti starebbero in fondo alla scaletta dei tg, e nelle pagine di cronaca dei quotidiani.
Invece i giornalisti (e gli editori) sanno bene quanto frutti scavare in queste storie, tirare fuori i particolari morbosi, rimestare nel torbido, stuzzicare i bassi istinti della gente: dal voyeurismo vero e proprio, alla sete di vendetta (che provano a spacciare per giustizia).
Ecco che cos’è The Newsroom: una serie tv con l’ambizione di dare qualche lezione di giornalismo. Continua a leggere