True Detective, finale di stagione: una volta c’erano solo le tenebre

Il Re Giallo

Il Re Giallo

“Una volta c’erano solo le tenebre. Se me lo chiedessi ti direi che la luce sta vincendo”.
A parlare è Rust, il vero sconfitto di questa prima stagione di True Detective.
Era lui il duro, il cinico, l’orgoglioso. Era quello pieno di domande ma anche di certezze. Era quello inaffidabile, ma essenziale. Era il violento, lo spostato, rovinato dalle lunghe permanenze da infiltrato nella malavita.
Era quello votato al martirio o, peggio, ad essere scoperto colpevole. E, come ne L’elemento del Crimine, sublime opera prima di Lars Von Trier, molti spettatori lo immaginavano già lì, ad indagare su sé stesso: il copycat, o addirittura l’assassino originale, che ha bisogno di essere scoperto, e vuole lasciare all’amico l’onore di fare giustizia. Continua a leggere

True Detective: un mix perfetto per la rivoluzione del noir

La locandina di True Detective

La locandina di True Detective

Come usare un noir per raccontare i comportamenti umani, per costruire un viaggio dentro l’anima, in cui l’indagine resta sullo sfondo e affiorano, come richiamate in superficie da affascinanti sirene, le debolezze, le ansie, i demoni dei protagonisti?
Semplice: basta saper scrivere, e Nic Pizzolatto si è rivelato bravissimo.
Sì, perché una grande capacità di scrittura può permetterti di allontanarti dalla trama per approfondire i risvolti psicologici  e i drammi esistenziali, in un percorso introspettivo che, rivolto allo spettatore, lo mette davanti ai dubbi morali e filosofici dell’esistenza. Continua a leggere