Tu sì que vales: tutto già visto e già scartato

Rudy Zrbi, Maria De Filippi e Grry cotti

Rudy Zerbi, Maria De Filippi e Gerry Scotti

L’italia è una fucina di talenti inespressi, tutti discendenti diretti di Leonardo, Galileo e Michelangelo. Purtroppo la politica, la stampa e i poteri forti, consapevoli della portata rivoluzionaria delle idee innovative, così come delle forme artistiche d’avanguardia, scatenano i loro mastini per ostacolare qualunque crescita artistica e/o intellettuale, tarpando le ali alla creatività nostrana.
Ma, come ci insegna la storia, ovunque un potere opprime, un contropotere nasce e si sviluppa.
Non temete, dunque, perché in Italia, per fortuna, siamo pieni di talent show!
Così Mediaset, scippata da Sky del suo Italia’s Got Talent, si consola con l’ultimo format “Tu Sì Que Vales“, ovviamente copiato pari pari dall’originale spagnolo, ché a sforzarsi per un’idea originale viene l’ernia al cervello!

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Un estasiato Francesco Totti

Fondamentalmente si tratta della solita sfilata di disadattati e di esibizionisti pronti a tutto per la fama, il successo e, ovviamente, i soldi.
Tutti giudicati da una giuria veramente d’eccezione, formata dal noto genio del male Maria De Filippi, dall’insopportabile piacione Gerry Scotti, e dall’inutile Rudy Zerbi, con la collaborazione di un quarto giudice, interprete della “giuria popolare”. E chi potevano scegliere per innalzare ancora di più il livello intellettuale di questa prodigiosa giuria? Nientepopodimenoché il Premio Nobel per la Letteratura Francesco Totti. Uno che se usa i piedi è un miracolo di Dio, ma se apre bocca viene giù il Diluvio Universale.
In compenso ha una presenza scenica notevole, con quello sguardo così’ intelligente e così presente, quella prontezza di spirito e quelle battute brillanti. Il tutto, però, riequilibrato da un abbigliamento talmente sobrio, che dargli del burino è un complimento. Ma chi è il suo stilista? Genny ‘A Carogna?

Francesco Sole e Belen Rodriguez sono i conduttori. Siccom non si capirebbe te lo scrivono sotto.

Francesco Sole e Belen Rodriguez sono i conduttori. Siccome non si capirebbe, te lo scrivono sotto.

La trasmissione inizia con un finto e squallidissimo fuorionda dei giudici. Poi arrivano i conduttori (seduti ad un banco con scritto “conduttori”, altrimenti potresti pensare che siano due cazzoni qualunque passati di lì per caso). Da un lato Belen Rodriguez, fresca del successo di quell’altro capolavoro di “Come mi Vorrei“, dall’altro tale Francesco Sole. Ora, voi vi chiederete: e chi cazzo è Francesco Sole?

Nato Gabriele Dotti, qualcuno deve avergli suggerito di trovarsi un nome d’arte.
Dotti, in effetti, potrebbe far pensare a qualcuno che studia, che si impegna, che sa. Troppo per il pubblico che lui cerca. Meglio “Francesco Sole“. che fa decisamente più figo, ma soprattutto fa molto Cantico delle Creature, in un momento in cui il francescanesimo tira assai.
Il ragazzo, classe 1992, s’è imposto (ma a chi?) con una serie di video “ironici” su youtube. Col piccolo dettaglio che non li scrive e non li monta, perché, in realtà, è solo l’ennesimo prodotto, costruito a tavolino, che provano a venderci.
In compenso, però, è un po’ più spigliato di Belen, che sarà anche una bella ragazza, ma non c’è motivo alcuno di considerarla più di un soggetto fotografico.

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Maria e Francesco si allenano  per entrare a Hogwarts

I giudici, seduti come gran signori in poltrone allungabili bianche (che subito la De Filippi trasforma in un triclinio, e manca solo l’ingresso degli schiavi che le portano l’uva e le fanno aria con le palme) sono dotati di bacchetta magica (manco fossero Harry Potter) che possono usare per togliere, o concedere, tempo ai concorrenti. Alla fin dell’esibizione devono valutare (con la partecipazione di un quarto voto della giuria popolare) se l’esibizione “vale il tempo” concessogli dai giudici. Come se quei tre non fossero pagati apposta o avessero di meglio da fare!

I fratelli stitici

I fratelli “stitici” Spagnolo

Così inizia a sfilare questa umanità varia, a metà tra lo squallido ed il TSO,  tutta in attesa di un segno divino. E’ vero, c’è qualcuno con un minimo di talento (non si sa finalizzato a cosa, ma non possiamo chiedere troppo), ma per lo più vediamo gente che va ad umiliarsi in modo indecente, una roba da reclamare la Convenzione di Ginevra. C’è l’operaio che si spaccia per ballerino, c’è quell’altro che fa l’indemoniato passando da Rossini all’ heavy metal fingendo di essere posseduto, e c’è Il fan di Pelù, dispiaciutissimo perché, come in “50 Volte il Primo Bacio“, ogni volta che incontra il suo idolo deve perdere due ore a ricordargli chi mai sia lui.
Ci sono i tre giovani ballerini catanesi che ancora si chiedono che lingua sia mai l’italiano (chi di voi ha iniziato a ballare per primo? Mio fratello, io all’inizio ero un po’ “stitico”), c’è il tizio che vuol coprire la giuria di farina, e c’è perfino il ramo sfigato della famiglia Togni (anche piuttosto bravi, per carità), che una volta portavano in giro l’antica e gloriosa arte circense, e oggi si sono ridotti a chiedere udienza a Gerry Scotti.

Andra Togni: dal cisco al

Andrea Togni: dal circo al circo mediatico

Il tutto intervallato da siparietti penosi tra conduttori e giudici, replay agghiaccianti coi “rumorini” stile “Striscia la Notizia” (il regista è da denuncia penale), e spiegazioni insopportabilmente didascaliche, e ripetute, del sistema di voto.
Ora, togliendo Zerbi che non passa e non conta, la De Filippi e Scotti sono due tra i più insopportabili conduttori tv. La Maria nazionale ha sempre quell’aria da grande esperta seriosa, da donna di potere, ma è priva di qualunque spunto minimamente interessante, mentre il Dr Scotti è il massimo del nazional popolare, dello show di basso livello. Entrambi, poi, sono permeati da quella fastidiosissima aura di moralismo tipico della tv italiana.

Il pazzo con la farina

Il pazzo con la farina

Il format, ovviamente, non dice nulla. Il gioco è sempre quello: si sfrutta l’ambizione di tanti poveri sfigati (raramente si presenta un avvocato di successo, un primario di medicina, un docente universitario), si fa leva sull’ignoranza e sull’aspirazione della massa a lasciarsi alle spalle una vita dura, per diventare “vip”. E, fondamentalmente, si invita il Paese a ridere di loro.
Anzi, c’è più del forte sospetto che tutti i pazzi che vengono eliminati durante le audizioni, siano scelti apposta per essere eliminati. Perché un talent dove ci sono davvero solo talenti sarebbe una noia mortale. Il grande pubblico non cerca il successo di chi è bravo, preferisce godere dell’insuccesso di chi va in tv a rendersi ridicolo.


Tu Sì Que Vales va in onda il sabato alle 21 su Canale 5Ah, quasi dimenticavo: alla fine i giudici e i conduttori salutano con un ridicolo “hasta luego”. Praticamente la scenetta di “ugualos”!

Otello Piccoli

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3 thoughts on “Tu sì que vales: tutto già visto e già scartato

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