Non siete Stato voi: La Trattativa di Sabina Guzzanti

La Trattativa, locandina

La Trattativa, locandina

“Questo non è un film sulla mafia, non paragonatelo a quello di Pif. Non è un film sulle vittime di mafia, è un film su chi li ha fatti ammazzare”. (Sabina Guzzanti)

Ieri sera ho assistito all’anteprima de La Trattativa, proiettato a Palermo alla presenza della regista Sabina Guzzanti e di buona parte del cast, che esce oggi in tutta Italia.
Lo dico subito: La Trattativa è un gran film. Non solo perché racconta. Non solo perché denuncia. Non solo perché, pur con l’angoscia che mette addosso, riesce anche a farti sorridere. Continua a leggere

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Servizio Pubblico, la sicurezza e la trattativa. Ed è subito share

L'ditoria le di

L’editoriale di Michele Santoro

Dopo il flop di Floris (seppure in crescita con la seconda puntata del suo “Di Martedì“) che si attesta sul 4,23 % di share, e la magra figura di Giannini che fa crollare Ballarò al 6,53%, tutti aspettavano il debutto di Servizio Pubblico. Che, in realtà, non va oltre il 5,78%, buona media per La7, ma nulla in confronto all’esordio di una anno fa, che registrava l’11,43%. Detto questo, Santoro costruisce una puntata interessante, magari con ospiti che richiamano poco pubblico, ma, come sempre, l’intera redazione fa un lavoro di altissimo livello. Continua a leggere

Lucia Annunziata vs Uma Thurman. A trecendosessanda crati

Lucia Annunziata

Lucia Annunziata

Guardando Lucia Annunziata è impossibile non pensare immediatamente a Sabina Guzzanti ,che la massacrò con un’imitazione cattivissima che la offese non poco (e che troverete in fondo al post).
Con un accento napoletano marcato, con le “d” le “t” le “g” e le “c” tutte invertite, la Sabina/Lucia cercava, da Presidente della Rai (c’è gente che ancora non ci crede, ma Lucia Annunziata è stata per davvero Presidente della Rai), di mantenere precari equilibri di imparzialità all’interno delle norme della famigerata la legge Gasparri, con risultati a dir poco imbarazzanti.

Faccio questa premessa perché tutti quelli che sembrano errori di battitura, sono invece le esatte pronunce della nostra amica. Continua a leggere

Avanzi, la Rai che vorremmo

Il cast di Avanzi

Il cast di Avanzi

Tra il 1991 ed il 1993 la situazione in Italia era fuori controllo: la prima repubblica crollava sotto il peso delle tangenti, la Sicilia saltava in aria devastata dalle bombe di mafia, e i partiti politici (seppur per breve tempo) iniziavano a perdere il controllo della Rai.
E’ in questi anni che, nel trambusto generale (o forse proprio grazie a questo), un gruppo di giovani attori comici, quasi tutti esordienti, trovò spazio su Rai3 con una nuovissima trasmissione tv: Avanzi.

Il nome era già tutto un programma: la trasmissione andava in onda dai “sotterranei della Rai” e fingeva di trasmettere tutti gli “avanzi” dalle reti di Stato.
Era tv d’avanguardia, innovativa, mai vista, con spese bassissime ed una proposta satirica che stimolava le intelligenze e provocava risate amare.

Con Avanzi vennero presentati al grande pubblico attori semisconosciuti che di lì a pochi anni sarebbero diventati dei veri e propri mostri sacri del mondo dello spettacolo:Corrado Guzzanti, Sabina Guzzanti, Serena Dandini, un’esordiente Luciana Littizzetto, Continua a leggere

Crozza: Renzi il mentalista e Banderas omofobo

Ieri sera alle 21:10 su La7 è ripartita l’avventura di Crozza Nel Paese Delle Meraviglie.
La struttura del programma è sempre la stessa: Crozza da solo sul palco per la maggior parte del tempo, e poi il corpo di ballo, la live band, le spalle (su tutti l’autore dei testi Andrea Zalone), e una certa dose di improvvisazione.

Crozza è poliedrico: recita, imita, canta, balla, suona. I suoi personaggi sono sempre molto azzeccati, perché, come i grandi artisti, ha la capacità di cogliere quel qualcosa che a tutti noi sfugge. Spesso però ne allunga eccessivamente la performance, e questo dopo un po’ ne sfianca il potenziale. Altri invece sono immortali.

La satira di Crozza nasce, come spesso accade, dalla realtà.
Lui però la realtà la porta in scena, iniziando spesso gli schetch dall’inquadratura della notizia da cui ha preso spunto. Continua a leggere