Lucia Annunziata vs Uma Thurman. A trecendosessanda crati

Lucia Annunziata

Lucia Annunziata

Guardando Lucia Annunziata è impossibile non pensare immediatamente a Sabina Guzzanti ,che la massacrò con un’imitazione cattivissima che la offese non poco (e che troverete in fondo al post).
Con un accento napoletano marcato, con le “d” le “t” le “g” e le “c” tutte invertite, la Sabina/Lucia cercava, da Presidente della Rai (c’è gente che ancora non ci crede, ma Lucia Annunziata è stata per davvero Presidente della Rai), di mantenere precari equilibri di imparzialità all’interno delle norme della famigerata la legge Gasparri, con risultati a dir poco imbarazzanti.

Faccio questa premessa perché tutti quelli che sembrano errori di battitura, sono invece le esatte pronunce della nostra amica.

La cosa più bella di In Mezz’ora è la sigla. Twisted Nerve, di Bernard Herrmann, è nota al grande pubblico perché fa parte della colonna sonora di Kill Bill.
E la Annunziata, in fondo si sente un po’ Beatrix Kiddo. Specie da quando nel marzo 2006, in un sussulto di dignità, ha reagito a Berlusconi che s’è alzato dalla sedia ed ha abbandonato gli studi di In Mezz’ora. Ma ad essere onesti il cavaliere cercava lo scontro e la Annunziata non aveva nemmeno fatto nulla di che, se non tentare di evitare che lui monologasse per tutta la durata della puntata.

Questo la fece sentire un’eroina. Peccato che, tre anni dopo, lei fece la stessa scena negli studi di Michele Santoro (che, ad onor del vero, le rispose molto male) aprendo un’assurda polemica sul tratto filopalestinese della puntata di Annozero.

Insomma, a parte la parentesi da dirigente, ha sempre cercato, senza riuscirci, di mostrarsi come una giornalista scomoda.

Ieri col suo piglio da quella che la sa lunga, intervistava un redivivo Gianfranco Fini per fare uno spottone al suo nuovo libro.

Subito una considerazione: ormai tutti scrivono libri. Certo, mi potreste anche obbiettare che ormai tutti aprono blog, ma tant’è che almeno il blog è gratuito e non ha la pretesa di essere pubblicizzato in Rai a spese dei contribuenti.
Diceva Paolo Rossi: “anche un cretino può scrivere un saggio, per fortuna non s’è mai visto un saggio scrivere un cretino“.

Insomma Fini, rimasto evidentemente disoccupato, ha passato questi mesi a scrivere l sue memorie sul ventennio berlusconiano, convinto. da qualche cattivo consigliere, che gliene possa fregare qualcosa a qualcuno. E, tutto orgoglioso, spiegava che dentro c’erano tante interessanti rivelazioni.
L’unica che ci interesserebbe, ovvero come ha fatto un politico così navigato a finire nel dimenticatoio, in appena un paio d’anni, l’unica volta nella sua vita in cui aveva fatto una cosa sensata, dubitiamo che ci sia.

Ma torniamo alla puntata. Le domande della nostra Lucia sono davvero taglienti ed elaborate da una mente finissima. La migliore è: “qual è stata la singola cosa più assurda che è successa in questi otto mesi?”.
La faccia di Fini vaga tra il perplesso e l’affranto.
Lei prova a spiegarsi: “cominciamo a fare le prove del sancue (sic) del Fini com’è tornato. Qual è stato il singolo episodio politico che lei considera più assurdo? Per assurdo una… intendo dire… l’aggettivo preciso, una cosa cioè che non ha una sua razionalità…
E lì Fini tenta una risposta sperando di aver capito la domanda.

Non paga, l’ex Presidente Rai prova a mettere Fini in difficoltà sostenendo che il reato di Clandestinità sia parte della cosiddetta legge Bossi-Fini del 2002,e chiedendogli conto e ragione.
In realtà l’ha introdotto il ministro Maroni sette anni dopo.
Fini ha gioco facile a correggerla. Lei ci resta malissimo e insiste: “va beh, è un pacchetto”.
L’ex presidente della Camera la incalza: “non se ne può uscire dall’angolo così”. Lei prova a ribattere inutilmente, e allora, tentando un’ultima carta gli dice: “non ha perso il vizio della politica, è uscito dall’angolo lei”. Così, senza che c’entri nulla.
Misteri della tv.

La trasmissione prosegue tra un Fini che chiama Antonio Polito “giornalista autorevole” riuscendo a rimanere serio, e lei che spera di aver incuriosito sufficientemente gli “scoltatori” e chiude farfugliando: ” noi ci vediamo la settimana prossima ehm…mmm…a seguito state con noi su Il Kilimangiaro che sapete (come no!) che è una nuova edizione con Vergassòla e con Licia Colò.”

Dario Vergassola la chiamerà Annùnziata per tutta la puntata.

Otello Piccoli

 

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