Crozza: Renzi il mentalista e Banderas omofobo

Ieri sera alle 21:10 su La7 è ripartita l’avventura di Crozza Nel Paese Delle Meraviglie.
La struttura del programma è sempre la stessa: Crozza da solo sul palco per la maggior parte del tempo, e poi il corpo di ballo, la live band, le spalle (su tutti l’autore dei testi Andrea Zalone), e una certa dose di improvvisazione.

Crozza è poliedrico: recita, imita, canta, balla, suona. I suoi personaggi sono sempre molto azzeccati, perché, come i grandi artisti, ha la capacità di cogliere quel qualcosa che a tutti noi sfugge. Spesso però ne allunga eccessivamente la performance, e questo dopo un po’ ne sfianca il potenziale. Altri invece sono immortali.

La satira di Crozza nasce, come spesso accade, dalla realtà.
Lui però la realtà la porta in scena, iniziando spesso gli schetch dall’inquadratura della notizia da cui ha preso spunto.
Non è una novità. Lo hanno fatto tanti artisti comici prima di lui, tra cui Beppe Grillo, Sabina Guzzanti, Daniele Luttazzi. Lui però è l’unico rimasto in tv, e quindi ha un po’ il monopolio del genere.

Io suo problema, semmai, è che a volte la realtà è così assurda da far ridere più della battuta. E lì si crea il cortocircuito: hai riso prima, e quando arriva la battuta al massimo ti scappa un sorriso posticcio.
Prendiamo Antonio Razzi, per dirne una. Ad uno che torna dalla Corea del Nord e dice di non aver notato la mancanza di diritti civili, perché in fondo “si può uscire di casa e andare a mangiare dove si vuole”, che caricatura puoi mai fargli?
O quando alla domanda “cos’ha fatto lei per l’Abruzzo da quando è in Parlamento” lui (abruzzese di nascita ma emigrato in Svizzera) dice: “ho fatto attivare il volo Pescara-Zurigo, ma poi purtroppo l’hanno chiuso perché non c’erano viaggiatori“! A parte lui s’intende.
Così il povero comico genovese deve inventarsi delle immagini rubate con (finta) telecamera nascosta, in cui Razzi cambia atteggiamento e si rivela cinico e spietato.
Prima di Razzi c’era stato un Padrino a dialogo con Berlusconi, e che alla fine gli ammazzava il cane Dudù.
Il pezzo forte, e più atteso, della puntata è, però, Matteo Renzi.
Con un colpo di genio Crozza sale sul palco nel  ruolo del “Mentalista“, ed il sindaco di Firenze diventa un prestigiatore, un illusionista che sposta la tua attenzione dalle questioni in discussione, e la porta dove lui preferisce. Solitamente sul banale, sul nulla. Ma, in compenso, indovina la scritta dentro la busta in mano all’intervistatore.

La chiusura è lasciata ad un Banderas in versione omofoba che lascia la Mulino Bianco quando scopre che l’azienda, per recuperare alla gaffe sui gay di Guido Barilla, cambia il soggetto dello spot e, al posto della solita gnocca (perdonate il termine, ma la sineddoche è la mia figura retorica preferita), sul set spunta uno “gnocco”.Il nuovo testimonial sarà un meraviglioso Elton John, che dopo aver reinterpretato “Your Song” annuncia il nuovo prodotto: I Bulicci.

La risposta del pubblico è stata buona e la trasmissione ha raggiunto l’8% di share (che su La7 è un gran risultato).

I principali limiti di Crozza sono gli sketch sui tempi lunghi, un’ossessiva ripetitività, e le troppe risate (sue) che spezzettano le battute, a volte disinnescandole.
Ma in un tempo in cui i nuovi comici sono vuoti e miseri, timidi col potere, ma pronti a ridicolizzare le usanze e gli errori dei comuni mortali (dai comici di Zelig all’inutile e sopravvalutato Enrico Brignano), Crozza resta un gigante. E noi ce lo godiamo.
In attesa della prossima primavera  quando dovrebbe arrivare uno show nuovo di zecca.

Le puntate di Crozza Nel Paese Delle Meraviglie vanno in onda in venerdì alle 21:10 su La7

Otello Piccoli

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