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Informazioni su Otello Piccoli

Otello Piccoli, studente di Comunicazione, attivista politico, organizzatore di eventi, appassionato di cinema, cucina, calcio (ma solo il Palermo), Formula 1, e, naturalmente, blogger. Mi trovate su Facebook, su Twitter, dove commento per lo più la politica nazionale ed internazionale, e su Vine dove filmo per lo più cazzate ma mi diverto un mondo.

Sconosciuti: Raitre non cerca Vip ma incredibili storie comuni


Simona Ercolani
è nota soprattutto per essere l’ideatrice di programmi come “Sfide“, ottimo format che racconta vite di sport, presentato dal 2012 da Alex Zanardi, e per essere tra gli autori di Chi l’ha visto.
Da tre anni ha fondato e dirige la Stand by Me, con la quale ha prodotto l’ultima novità in casa Raitre: Sconosciuti.

Si tratta di un incoraggiante esperimento di televisione diversa, che per una volta mette da parte le storie dei Vip, coi loro problemi surreali, e il loro lusso da sfoggiare, per entrare a piedi uniti nelle storie di vita quotidiana di un pezzo d’Italia reale.
Quelle che si raccontano sono vite difficili, ma, allo stesso tempo, pressoché normali (magari non troppo), storie forti ma di gente semplice, di quelle che potrebbero capitare a ciascuno di noi, e  che ci restituiscono emozioni, passioni, successi, sconfitte, voglia di riscatto. Continua a leggere

Il ritorno di Masterchef Italia

Barbieri, Cracco e Bastianich

Barbieri, Cracco e Bastianich

Joe Bastianich, Carlo Cracco e Bruno Barbieri stanno tornando, annunciati da un battage pubblicitario senza precedenti per Masterchef Italia.
Video su internet, comparsate televisive praticamente in tutti i programmi Sky, il miniconcoso “Materchef per un giorno”, perfino la citazione nella pubblicità della versione americana, con la scusa del concorrente italiano, si sono accompagnati agli spot televisivi che puntano, fondamentalmente, sulle caratteristiche dei giudici.

Quello con Cracco (che potete vedere cliccando qui) dice: “sempre più intransigente, sempre più accattivante, sempre più avvincente, in cucina non c’è ingrediente migliore della passione ” e si vede lo chef che si sgola con il suo solito fare garbato.
Quello con Barbieri (qui) dice: “appassionante divertente, interessante, non c’è ingrediente migliore della semplicità”, e c’è lui che si atteggia a saggio.
Quello con Bastianich (qui) dice: “provocatorio, pungente e deciso, non c’è ingrediente migliore della determinazione” e si vede lui che cerca di battere il record di lancio del disco col piatto di un concorrente.

Il fatto è che una delle caratteristiche di questi show è che le vere star non sono mai i concorrenti, quanto la giuria. Continua a leggere

Boris, il capolavoro che ha denunciato la tv “a cazzo di cane” (III Parte)

Alessandro e Mariano (Alessandro Tiberi e Corrado Guzzanti)

Alessandro e Mariano (Alessandro Tiberi e Corrado Guzzanti)

Nella prima e nella seconda parte (cliccate sui link per leggerle) vi ho dato un assaggio di tutti i protagonisti più significativi di Boris.
Ma non si può chiudere il discorso senza la vera guest star della serie.
Per gran parte degli episodi della seconda stagione, infatti, partecipa alle riprese anche Corrado Guzzanti, con ben due ruoli.
Il primo è quello di Mariano Giusti interprete del perfido Conte ne Gli Occhi Del Cuore2.
Borderline, violento, piromane, Mariano è folgorato sulla via dell’Abruzzo dall’apparizione di Gesù Cristo che gli chiede uno strappo sulla Roma-L’Aquila, e lo convince che deve molare il ruolo del cattivo per interpretare il Beato Frediani nel nuovo prodotto della rete.
Ma viene subito stoppato con una motivazione inappellabile: il Beato Frediani è un ruolo da serie A e dev’essere interpretato da un attore da serie A: Fabrizio Frizzi.
Mariano è frustrato e se la prende perlopiù con Alessandro, minacciandolo costantemente con la mazza da baseball, distruggendo tutti i suoi effetti personali, costringendolo a pregare con lui.  Continua a leggere

Boris, il capolavoro che ha denunciato la tv “a cazzo di cane” (II Parte)

Boris – Gli scenggiatori (Valerio Aprea, Massimo De Lorenzo, Andrea Sartoretti)

Il secondo capitolo (il primo lo trovate cliccando qui) dell’analisi su Boris non può che aprirsi con gli sceneggiatori.
Torre, Ciarrapico e Vendruscolo, con un’autoironia di livello veramente raro, inseriscono tre personaggi anonimi (nel vero senso della parola, non vengono mai chiamati per nome), nel ruolo degli sceneggiatori, interpretati da Valerio ApreaMassimo De Lorenzo e Andrea Sartoretti.
Tre allegri fancazzisti strapagati, raccomandati, iscritti a “Sceneggiatura Democratica”, la correnti di sinistra della lobby degli sceneggiatori.
I tre passano il tempo a cazzeggiare, e riducono il proprio lavoro al minimo indispensabile, anzi spesso anche a molto meno.
Chiudono tutte le scene su personaggi basiti, preparano la “sotto-trama comica” scrivendo “qui gli attori improvvisano una scena comica”, e, nella terza stagione, saccheggiano a mani basse serie tv americane spacciandole per loro.
Da malore la sequenza della “festa del grazie”: i tre delinquenti hanno italianizzato la festa del ringraziamento, sostituendo il tacchino con le quaglie e quando arriva il giorno delle Continua a leggere

Boris, il capolavoro che ha denunciato la tv “a cazzo di cane” (I Parte)

Il cast della prima stagione di Boris

Il cast della prima stagione di Boris

Vorrei dedicare alcune riflessioni alla fiction italiana e questo mi obbliga a iniziare con il più bel prodotto che la tv di casa nostra abbia mai visto: Boris( di cui, tra l’altro, ci stanno facendo annusare la possibile uscita di una quarta stagione). Ma per affrontare un fenomeno televisivo come questo serve più di un post, quindi oggi vi beccate solo la prima parte.
Diviso in tre serie da 14 episodi, intelligente, brillante, sarcastico, cinico e, soprattutto, divertente, Boris è un’amara satira sullo stato della televisione italiana: metatelevisione ai massimi livelli.
In Boris non si salva nessuno, e anche i personaggi che possono apparire positivi in un primo momento, vengono disintegrati, a volte anche con una sola battuta.
C’è corruzione, raccomandazioni, politica. Ci sono le pubblicità occulte, il nonnismo, lo sfruttamento del lavoro, la mancanza di sicurezza. Tutti hanno protezioni sempre più in alto, e tutto il lavoro è fatto pensando che il prodotto dev’essere di scarsa qualità, la parola d’ordine è pressapochismo. Continua a leggere

Un po’ Streghe un po’ Beautiful, il mix non funziona

Joanna Beauchamp (Julia Ormondè una strega immortale vittima di una maledizione. Da secoli, ogni trent’anni, partorisce le stesse due figlie, e le vede crescere e morire a causa della magia. Così, questa volta, decide di non rivelare loro la vera natura della famiglia, sperando che questo le possa salvare.

Freya (Jenna Dewan) e Ingrid (Rachel Boston) crescono così ignare dei propri poteri, ma giusto giusto nel momento in cui arriva uno spirito malvagio e la madre si trova costretta a confessare, le due lo stanno già scoprendo da sole: Ingrid ha fatto concepire una sua amica con un incantesimo trovato su internet (quando si dice la fortuna), mentre Freya, prima ha quasi strozzato la futura suocera col pensiero, poi è stata trascinata all’interno di un quadro da un ex amante di una vita precedente. Nel frattempo arriva zia Wendy (Mädchen Amick) che dovrebbe essere il personaggio “simpatico”, mentre risulta
decisamente banale, se si esclude il penoso tentativo di renderla “piccante” facendola Continua a leggere

A Natale puoi, fare il cxxxo che vuoi. Il nuovo (vecchio) spot della Bauli

Il nuovo piccolo testimonial della Bauli

Il nuovo piccolo testimonial della Bauli

Ormai il via al periodo natalizio non è più dettato dall’addobbo dell’albero, o dalle luminarie per strada. No, sai che è Natale quando arriva la pubblicità della Bauli.
Avete presente quel motivetto scritto apposta per rincoglionirti e rimanerti in testa per sempre? A Natale puooooooi, uccidere il pubblicitario della Bauliiiii…
Sono parecchi anni che ce lo propinano ad ogni inizio di dicembre e io lo aspetto come si aspetta una condanna a morte. Sai che sta arrivando, ma non ti hanno ancora detto la data. E tu tremi ogni volta che arriva una nota che possa assomigliare all’inizio del jingle.

Io ricordo ancora quanto mi colpì la prima volta che lo vidi. E mi colpì per almeno un paio di motivi:
in quella prima versione dello spot il bimbo distribuiva pandoro a tutti, ma quando toccava darne un po’ al barbone, si girava come per chiedere il permesso ai suoi, che, titubanti, glielo concedevano.
Come dire, ma sì anche al barbone, ma solo stavolta. Continua a leggere

The Blacklist: spie, sangue, doppio gioco per l’esordio su Fox Crime


Un ex agente, diventato il criminale più ricercato d’America, si consegna all’FBI e, promettendo importanti rivelazioni, pretende di parlare con una giovane profiler con la quale dà inizio a sadici giochini psicologici.
Nei primi minuti l’attesissima The BlackList (la serie attualmente più seguita negli Usa) ti dà l’impressione di essere un plagio de “Il Silenzio Degli Innocenti“.
Le similitudini sono tali da rendersi perfino insopportabili. Poi, però, ti stupisce con colpi di scena e una violenza anche spiazzante.
Ma è quando capisci che niente è come sembra, ma proprio niente di niente, che puoi decidere di dare una chance al nuovo cospiracy drama della Davis Entertainment, in onda in esclusiva su Fox Crime. Ventidue episodi che promettono intrighi e sorprese continue.

Interpretato da un’irriconoscibile James Spader (per chi se lo ricorda ancora con tutti i capelli mentre sculaccia Maggie Gyllenhaal nel cult “Secretary” e vincitore a Cannes con Sesso Bugie e Videotape), Raymond Reddington ha una lista di 10 super criminali da Continua a leggere

Dacci oggi il nostro Pane Quotidiano


C’è una piccola oasi, nel deserto della tv generalista del mattino, in cui è possibile ristorarsi per poco meno di mezz’ora: “Pane Quotidiano“.
Non si tratta né dell’ennesima trasmissione di ricette facili per palati disfatti, né della predica di un pastore evangelista, ma di un delizioso programma condotto da Concita De Gregorio, che, con questo titolo,  gioca un po’ sulla concorrenza (va in onda dal lunedì al venerdì alle 12:45 su Raitre), ed un po’ sulla “sacralità laica” della lettura.

Un format essenziale, come essenziale è la scenografia.
La forma a semicerchio dello studio trasmette un senso di vicinanza e di accoglienza, perché gli ospiti si trovano vicino al pubblico, il tavolo in legno chiaro e le due librerie con i libri (rigorosamente usati) sapientemente appoggiati qua e là, ispirano semplicità e sincerità. Mentre il grande tappeto rosso riequilibra il tutto dando un senso di rispetto, di autorevolezza .Ogni giorno si presenta un libro e lo si discute con l’autore e con una classe di studenti liceali. Continua a leggere

The Walking Dead, il punto di metà stagione


Non è ancora passata una settimana, ma io sento già la mancanza di The Walking Dead, nonostante questa quarta stagione sia stata la più criticata.
Prima di tutto teniamo a mente che siamo solo a metà strada, dunque oltre ad aver lasciato molte questioni in sospeso, non è ancora chiaro dove gli autori andranno a parare.
Ma facciamo un passo indietro, cosa ci ha svelato questa stagione?

Nonostante la sesta e settima puntata, la storia si è evoluta soprattutto attraverso il gruppo della prigione. Innanzitutto il gruppo sembrava avere trovato una certa stabilità, con tanto di spedizioni organizzate per rimediare viveri e addirittura con l’istituzione di un consiglio, formato dai membri più anziani, con il compito di prendere le decisioni più importanti.

 Inoltre, i legami tra i vari personaggi sono diventati più saldi e Michonne ormai è parte integrante del gruppo.
Rick, dal canto suo, ha finalmente trovato l’equilibrio con Carl, rassegnandosi al fatto che per sopravvivere in questo mondo bisogna lottare. Insomma hanno tutti trovato o ritrovato il Continua a leggere