The Walking Dead: il finale di stagione non convince fino in fondo

Rick e Carl

Rick e Carl

Per il finale di stagione c’era una grande attesa, e dopo tanti episodi estremamente lenti, mi aspettavo una puntata di delirio tipico della serie. Invece no!
I fan hanno mille domande e la puntata si apre addirittura su eventi passati, quando il gruppo era ancora nella prigione, e c’era ancora il buon vecchio Hershel, che anche da morto riesce a fare il moralista.
Insomma siamo partiti già male e, dopo il balzo indietro, salta fuori dal nulla una scena che anticipa una parte della puntata, ma in entrambe le sequenze c’è Rick ed è proprio la Grimes Family ad essere al centro di questa puntata.

Ritroviamo i tre diretti a Terminus ma, a differenza degli altri, sembrano un pelino più furbi. Il gruppo, infatti, non viaggia lungo i binari ma attraverso il bosco, senza sapere chi incontrerà alla fine.
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The Walking Dead, il punto di metà stagione


Non è ancora passata una settimana, ma io sento già la mancanza di The Walking Dead, nonostante questa quarta stagione sia stata la più criticata.
Prima di tutto teniamo a mente che siamo solo a metà strada, dunque oltre ad aver lasciato molte questioni in sospeso, non è ancora chiaro dove gli autori andranno a parare.
Ma facciamo un passo indietro, cosa ci ha svelato questa stagione?

Nonostante la sesta e settima puntata, la storia si è evoluta soprattutto attraverso il gruppo della prigione. Innanzitutto il gruppo sembrava avere trovato una certa stabilità, con tanto di spedizioni organizzate per rimediare viveri e addirittura con l’istituzione di un consiglio, formato dai membri più anziani, con il compito di prendere le decisioni più importanti.

 Inoltre, i legami tra i vari personaggi sono diventati più saldi e Michonne ormai è parte integrante del gruppo.
Rick, dal canto suo, ha finalmente trovato l’equilibrio con Carl, rassegnandosi al fatto che per sopravvivere in questo mondo bisogna lottare. Insomma hanno tutti trovato o ritrovato il Continua a leggere

Walking Dead, e venne il giorno del panico

Rick e Judith

Rick e Judith

Nei precedenti commenti ho criticato parecchio lo svolgimento della serie, in particolare le due puntate incentrate su Brian, ma adesso dopo l’ottavo episodio “Indietro non si torna” tutto ha un senso.
La puntata si apre, tanto per essere originali, sul Governatore, e si capisce anche a cosa deve il suo sopranome.
Nel giro di qualche minuto ,infatti, con un discorsetto a prova di folla impaurita, convince i membri del suo gruppo a muovere battaglia contro un gruppo di persone che non hanno neanche mai visto.

Basta la minaccia di un’invasione di vaganti o di altri esseri umani, e la promessa di un posto sicuro, con muri e recinzioni e con addirittura gli orticelli, e gli spaventati sopravvissuti diventano soldati pronti a combattere. Continua a leggere

The Walking Dead: Un’anima triste può uccidere più in fretta che un germe

Hershel Greene (Scott Wilson)

Hershel Greene (Scott Wilson)

Ho voluto intitolare questo post citando un’altra perla di saggezza regalataci da Hershel, uno dei protagonisti principali di questo episodio.Personalmente la quinta puntata di The Walking Dead, “Internment – l’inferno”, non mi ha entusiasmata molto. Sebbene uno dei punti forti della serie sia proprio la cura della psicologia dei personaggi, mi è sembrata un po’ ripetitiva soprattutto perché si tratta sempre degli stessi (in questo caso Hershel che non perde mai la fede, e Rick dibattuto tra sopravvivenza e umanità). L’episodio, infatti, insiste di nuovo su quanto bisogna diventare duri e spietati per sopravvivere, tema affrontato abbondantemente nelle precedenti due stagioni.All’inizio della puntata si vede quanto il vecchio del gruppo non si voglia arrendere all’evidente avanzamento dell’epidemia, sottovalutando così anche i rischi legati ai numerosi decessi, finché non si scatena il caos nel blocco d’isolamento proprio per via di alcuni malati deceduti e zombificati. Continua a leggere

The Walking Dead: i mari calmi non creano buoni marinai

Smooth seas do not make good sailors ”, recita il motto sul quadro alle spalle del vecchio Herschel seduto dietro la scrivania della prigione

Ma facciamo un passo indietro.
La terza puntata ci mostra, come previsto, che Tyreese non ha preso molto bene il ritrovamento del corpo della sua ragazza, ma forse non ci aspettavamo che se la prendesse con Rick, che non si è lasciato colpire e gliele ha date di santa ragione… a tal punto da ferirsi la mano (irascibile il ragazzo!).
Era troppo bello però pensare che ci avrebbe risparmiato i suoi stati d’animo! E invece no! Lui si pente! E come al solito a fargli da confessore è il buon vecchio Herschel, che nel giro di un’unica scena s’è fatto dare dello zoppo e del vecchio! Io avrei aggiunto anche rimbambito! Come gli viene in mente di andarsene in giro per il bosco con Carl? E soprattutto di non uccidere i due zombie che incontrano? Non avevamo appurato che è sempre meglio un paio di zombie in meno “la fuori”? Continua a leggere