Walking Dead, e venne il giorno del panico

Rick e Judith

Rick e Judith

Nei precedenti commenti ho criticato parecchio lo svolgimento della serie, in particolare le due puntate incentrate su Brian, ma adesso dopo l’ottavo episodio “Indietro non si torna” tutto ha un senso.
La puntata si apre, tanto per essere originali, sul Governatore, e si capisce anche a cosa deve il suo sopranome.
Nel giro di qualche minuto ,infatti, con un discorsetto a prova di folla impaurita, convince i membri del suo gruppo a muovere battaglia contro un gruppo di persone che non hanno neanche mai visto.

Basta la minaccia di un’invasione di vaganti o di altri esseri umani, e la promessa di un posto sicuro, con muri e recinzioni e con addirittura gli orticelli, e gli spaventati sopravvissuti diventano soldati pronti a combattere.

Brian però è diverso da Philip e vorrebbe conquistare la prigione spargendo meno sangue possibile, e il fatto che non abbia ucciso Michonne  lo conferma.
La scorsa puntata, infatti, si era chiusa lasciandoci sulle spine: Brian si era imbattuto in Hershel e Michonne ed era pronto a sparare, ma oggi scopriamo che ha messo da parte il suo impulso di vendetta preferendo usarli come ostaggi.
Sembra davvero che il Governatore non voglia uccidere nessuno, se può evitarlo.
Ammette addirittura che sua figlia era già morta, ma nonostante tutto Hershel non riesce nel suo tentativo di dissuaderlo dall’ attaccare per provare a vivere in pace col gruppo di Rick.

Intanto,ancora una volta, in una scena che mi ha quasi fatto commuovere, ci viene mostrato quanto Brian sia legato a Megan:  lei lo abbraccia con le mani sporche di fango, e si preoccupa di avergli rovinato la giacca, ma lui le risponde “no l’hai migliorata” (snif).

Bisogna comunque ammettere che gli autori hanno decisamente fatto progressi.
Dopo 15 minuti ritroviamo finalmente il gruppo di Rick, che avevamo lasciato con una gran quantità di questioni in sospeso.
La malattia sembra sotto controllo sebbene, come mi aspettavo, abbia indebolito membri chiave del gruppo, come Glenn e Sasha.
Ma la cosa che più mi interessava, lo ammetto, era la discussione tra Rick e Daryl in merito all’allontanamento di Carol.

Daryl non la prende molto bene ma, onestamente, mi sarei aspettata che reagisse in maniera molto più violenta.Solo che  gli autori decidono di dare un colpo di acceleratore e, in breve, succede il panico! Non si riesce quindi ad approfondire la vicenda di Carol perché mentre l’ex sceriffo e Daryl tentano di parlarne con Tyreese, lui fa scoprire loro una cosa inquietante: un topo vivisezionato e inchiodato su una tavoletta di legno. Forse più macabro che inquietante.

È chiaro che si ricollega ai topi morti trovati vicino ai recinti per attirare gli zombie, ma non fanno in tempo a ragionarci sopra perché “suonano alla porta”: il Governatore, con una cannonata distrugge una delle torri della prigione (utile, di questi tempi, avere un carro armato!) e l’intero gruppo della prigione si raduna fuori.
Finalmente l’incontro che aspettavamo dalla prima puntata di questa stagione, quello tra Rick ed il pazzo di Woodbury.
Il Governatore, però, ha un asso nella manica, o meglio, due ostaggi nella macchina e dà a Rick un ultimatum: deve lasciare la prigione entro il tramonto o i suoi amici moriranno.

Insomma, grande momento di tensione, quando, improvvisamente, l’inquadratura si sposta su Megan e sua madre. Cosi! Nel vivo dell’azione!
Ci sono rimasta male e ammetto di aver sperato che fosse per un buon motivo, che perlomeno qualcuno morisse, ma non mi aspettavo che sarebbe stata proprio la bambina che, mentre gioca col fango, viene morsa da uno zombie rimasto sepolto sotto una frana (certo che ci vuole fantasia e anche un bel po’ di sfortuna).

Questa puntata non lascia un attimo di respiro, e si torna alla prigione.
Nonostante l’evidente potenza di fuoco del Governatore, Rick non vuole arrendersi (la prigione è troppo importante!) e propone una convivenza pacifica tra le stesse mura pur di non andarsene.

Ma il Governatore non vuole negoziare, e quando Rick gli dice che non gli cederà mai la prigione, a costo di fargli sfondare le recinzione col carro, lui minaccia il vecchio. Rick non demorde, offre asilo ai membri del gruppo di Brian, e sotto gli occhi fieri di Hershel, prova a convincerli che nonostante quello che questo mondo li ha obbligati a fare, non è mai troppo tardi per rincominciare e per migliorare.

Il Governatore non si lascia minimamente intenerire, e non esita a sgozzare Hershel sotto gli occhi sconvolti del gruppo e delle sue figlie. Rick apre il fuoco dando il via ad uno scontro aperto tra i due gruppi, grazie al quale Michonne riesce a liberarsi.
E quando il Governatore scopre il corpo di Megan la sua intenzione di tenere intatte le recinzioni sfuma e ordina al carro di sfondarle.

Il gruppo della prigione continua a rispondere al fuoco mentre si prepara a fuggire con l’autobus. Ma la fuga non risulta cosi semplice: prima Maggie e Beth si separano, perché la sorella maggiore vuole recuperare Glenn, rimasto dentro. Una volta messo in salvo il ragazzo, tornata sull’autobus Maggie si accorge che sua sorella non c’è e scende di nuovo, rimanendo indietro con Sasha e Bob.

Anche Tyreese sembra spacciato, preso di mira da due tiratori, ma viene salvato da Lizzie e sua sorella, che uccidono a sangue freddo l’uomo e la donna, spiazzandomi decisamente!
Non riesco nemmeno a riprendere fiato perché nel frattempo Rick, già ferito durante lo scontro a fuoco, ne sta prendendo veramente tante dal Governatore che per poco non lo uccide.
Viene salvato giusto in tempo da Michonne che trapassa Philip con la sua spada e, dopo essersi assicurata di averlo ferito mortalmente, lo lascia agonizzante.

Ormai lo scontro a fuoco è cessato e Rick ritrova Carl. I due fanno un scoperta davvero raccapricciante: il seggiolino di Judith vuoto e ricoperto di sangue! I due si allontanano dalla prigione, ormai cimitero di guerra e di nuovo territorio degli zombie.

La questione del Governatore ormai è chiusa, ma non ci sarà un meritato riposo per il gruppo di Rick, al sicuro tra le mura della prigione coltivando cetrioli come nella prima puntata. Ci sono state tantissime perdite e, cosa più importante, il gruppo si è separato e non credo che si ricongiungerà molto facilmente.

Senza contare le morti di Hershel e di Judith. Tutto il trambusto non ha dato loro il tempo di elaborare il tutto… e nemmeno a me!
Rick era già ad un passo dall’impazzire e questa esperienza lo avrà messo a dura prova.
Insomma, penso proprio che le sorprese termineranno qui.

Per quanto mi riguarda la puntata mi ha veramente entusiasmata, e anche se ultimamente sembrava davvero che gli autori cercassero di allungare la storia, credo che l’attesa sia valsa la pena!
Questa volta, però, non posso darvi appuntamento a lunedì prossimo alle 22,45 per saperne di più, dobbiamo aspettare fino a febbraio! E quindi niente appuntamento nemmeno con la rubrica per il commento…siate forti!

Johanne Inglesi

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4 thoughts on “Walking Dead, e venne il giorno del panico

  1. Ho iniziato a vedere The walking dead più per curiosità che per interesse alle serie tv! Da lettrice appassionata del fumetto non potevo sottrarmi a questa trasposizione su schermo, facendo i paragoni e criticando le scelte “nuove” soprattutto sui personaggi nella serie tv! Ho dovuto superare la seconda serie prima di riuscire a separare le due cose e vedere in questa nuova avventura di Kirkman una sfida diversa, indirizzata a un pubblico differente! La quarta serie mi ha annoiata.. tutta le 3 e metà della seconda incentrata sulla prigione e sul governatore, quindi ieri mi aspettavo il botto, finalmente! E devo dire di ritenermi soddisfatta: dopo diverse stagioni, finalmente si ritorna a una puntata fedele nel limite del possibile al fumetto, volume 8 per l’esattezza – “nati per soffrire”! Il governatore è andato e rick e carl scappano da soli senza il gruppo! Se si mantenesse la linea del fumetto posso dire di aspettarmi i prossimi sviluppi, ma vista l’intenzione degli autori a staccarsene per dare alla serie una vita propria, beh aspetto febbraio per le sorprese! Intanto consiglio l’esperienza del fumetto che nel volume 6 e nell’8 raggiunge livelli di violenza e spietatezza che nessun episodio della serie finora è riuscito a eguagliare! Ci si risente a febbraio

      • Io invece non sono mai stata attratta dai fumetti in generale, però a questo punto inizio ad essere molto curiosa e credo che colmerò il vuoto lasciato dalla serie con il fumetto.
        Personalmente a me la serie è piaciuta davvero tanto, anche la terza stagione incentrata sulla prigione perché gli autori sono molto attenti al carattere di ogni personaggio, non è solo zombie e sangue. Ammetto , però,che la quarta stagione invece aveva parecchie debolezze, ma come ho detto nel commento, con l’ultima puntata gli autori hanno dato un senso anche alle precedenti due (a mio parere).
        Comunque leggerò il fumetto tenendo presente che le storie non si seguono alla lettera, anzi partirò dall’idea che la serie è liberamente tratta dal fumetto.
        Ci rileggiamo a febbraio!

        • Ps: Tenendo anche conto che gli autori stanno già lavorando ad uno spin off della serie, spero che non ne tralascino una per curare l’altra.

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