A Natale puoi, fare il cxxxo che vuoi. Il nuovo (vecchio) spot della Bauli

Il nuovo piccolo testimonial della Bauli

Il nuovo piccolo testimonial della Bauli

Ormai il via al periodo natalizio non è più dettato dall’addobbo dell’albero, o dalle luminarie per strada. No, sai che è Natale quando arriva la pubblicità della Bauli.
Avete presente quel motivetto scritto apposta per rincoglionirti e rimanerti in testa per sempre? A Natale puooooooi, uccidere il pubblicitario della Bauliiiii…
Sono parecchi anni che ce lo propinano ad ogni inizio di dicembre e io lo aspetto come si aspetta una condanna a morte. Sai che sta arrivando, ma non ti hanno ancora detto la data. E tu tremi ogni volta che arriva una nota che possa assomigliare all’inizio del jingle.

Io ricordo ancora quanto mi colpì la prima volta che lo vidi. E mi colpì per almeno un paio di motivi:
in quella prima versione dello spot il bimbo distribuiva pandoro a tutti, ma quando toccava darne un po’ al barbone, si girava come per chiedere il permesso ai suoi, che, titubanti, glielo concedevano.
Come dire, ma sì anche al barbone, ma solo stavolta.
E, in fondo, il testo della canzoncina dice proprio questo: “Natale puoi“.
Cioè, non a Natale devi fare di più, amare di più, dare di più, come ci hanno insegnato fin da quando eravamo piccoli.
No, la Bauli dice che puoi. Il che significa che per il resto dell’anno non puoi: non puoi aiutare gli altri, essere generoso, fare la carità, sorridere ad un barbone. E’ una cosa che puoi fare solo a Natale. Ma non è tutto! Mica dice a Natale si può fare di più per gli altri. No, la canzone dice “per noi”! Cioè anche la beneficenza è fatta per godere di noi stessi, non per aiutare.

Il vecchio spot Bauli

Il vecchio spot Bauli

Cioè il messaggio più diseducativo del mondo! Possibile che nessuno glielo abbia mai fatto notare? Insomma saranno melensi i messaggi di buonismo a Natale, ma questo sul buonismo concesso è davvero troppo.
Invece lo spot ha attraversato felicemente gli anni, senza la minima protesta di quelle associazioni religiose pronte a gridare allo scandalo per un nudo in prima serata, come se l’educazione dei ragazzi dipendesse dallo sviluppo della loro sessualità e non da quello del loro senso di comunità, di solidarietà.
E, partito da quello col barbone, prontamente sostituito da quello con la “statua umana”, e passando per quello col coro dei bambini, è arrivato a questa nuova versione del 2013.

Innanzitutto cambia il bambino, più innocente di quello che, dopo aver fatto la parte del generoso, ne pretendeva uno tutto per sé, pena 15 giorni di pianti e Natale rovinato per tutta la famiglia.
Il nuovo eroe del Natale sta seduto su una slitta, insieme a tanti altri bimbi, sadicamente vestiti vestiti da gnomi. C’è un’aria evidentemente magica, data soprattutto dalla fotografia, che rimanda ad un mondo fatato, anche, appunto, per l’abbigliamento dei bimbi.
Il piccolo alza gli occhi al cielo, sente partire la musichetta, e, invece di avere il mio impulso di distruggere tutto, lui cosa fa? Molla gli amici e corre come un treno fino a  casa. Lungo la strada è incurante di tutto, del vecchietto che prepara l’albero della piazza, del bastoncino di caramello grande come un lampione, della montagna di pacchi regalo giganti, del nonno rincoglionito che passa il tempo a guardare la palla souvenir con la neve.

Niente da fare, lui punta solo al pandoro. E una volta preso che fa? Lo affetta e se lo mangia? Lo offre al famoso barbone? No, niente di tutto questo. Lo porta sul davanzale e, in crisi mistica, ci soffia sopra per far volare via lo zucchero a velo che, come per magia, diventa neve e ricade sugli abitanti del villaggio.
I quali, invece di andarlo a prendere a legnate a casa (ma come stavamo facendo di corsa le ultime spese e tu ci fai nevicare in testa? Ma i fatti tuoi mai eh?) risultano tutti felici e contenti. Immancabile, al soffio, arriva anche la voce, a Natale puoi.
Spero solo che non venga fuori una generazione di frustrati quando, il 25 dicembre, migliaia di bambini riempiranno le case di zucchero a velo per imitare lo spot, e verranno rincorsi dai genitori con il bastone in mano. A Natale puoi, ma solo in tv.

Sul finale, ecco il nuovissimo claim della Bauli: “Fatti col Cuore“. Eh già col c..uore, soprattutto gli spot.

Otello Piccoli

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4 thoughts on “A Natale puoi, fare il cxxxo che vuoi. Il nuovo (vecchio) spot della Bauli

  1. Hahahah grande articolo! L’ho appena risentita, e’ puntualmente tornata anche quest’anno la canzoncina insopportabile, AIUTO!!!! 😀

  2. parole sante! hanno fatto uno spot ad hoc per le vecchiette (son solo loro che comprano i panettoni). Probabilmente il ragionamento massimo che possono fare al super è “che bella quella canzone + che bravo quel bambino + che bella la scatola rosa”

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