Spot Aispo: caro Al Bano, felicità è andarsene in pensione

Al Bano, tutto felice, manda sms

Al Bano, tutto felice, manda sms

Ora io lo so che qualcun penserà che ce l’ho coi bambini, coi malati, con la gente che non riesce a curarsi, con le onlus, o, peggio con Al Bano.
Ma vi giuro che non è così!
Cioè, Al Bano mi sta un po’ sugli zebedei. No, a dirla tutta, mi sta molto sugli zebedei. In effetti non l’ho trattato molto bene nemmeno quando ho recensito quell’agghiacciante Così Vicini Così Lontani
La verità è che Al Bano, al secolo Albano Carrisi, è uno di quegli artisti (si fa per dire) che non riescono ad accettare di aver fatto il proprio tempo. Continua a leggere

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Amica Chips: Rocco Siffredi, Ornella Muti e l’elogio della patata

Ornella Muti incontra Rocco Siffredi

Ornella Muti incontra Rocco Siffredi

Lo scopo finale di uno spot, ovviamente, è la vendita di un prodotto. Ma i pubblicitari sanno bene che il prodotto da vendere non è tanto quello che il consumatore acquisterà al dettaglio, quanto il brand, la marca. Riuscire ad associare il proprio brand ad un simbolo, ad un concetto, ad una musicalità, ad un gioco di parole, è la chiave per il successo.
Se io chiedessi di completare la frase “dove c’è Barilla…” chiunque saprebbe rispondermi senza esitare: “c’è casa”. Se io canticchiassi “se ti piace la frutta…” seguirebbe immediatamente il coro “mangiatela tutta”. Ma pensate anche a quante volte, davanti a qualcuno che si vanta di un facile successo, avete detto scherzando: “ti piace vincere facile?”. Continua a leggere

Danio Snack, perché le donne negli spot fanno solo sesso orale?


Alzi la mano chi non ha strabuzzato gli occhi davanti al nuovo spot del “Danio Snack” della Danone.
Lei è una donna in carriera, intenta ad illustrare le slide a quello che potrebbe essere un consiglio d’amministrazione, o, più probabilmente, vista l’ambientazione, una riunione col cliente di una campagna comunicativa.
Tutti la osservano ma, in agguato a capo tavola, c’è il “senso di fame”, ovvero un pupazzetto che sembra un po’ copiato dal vecchio Mr Chuck della Chupa Chups, il quale minaccia la sua tranquillità con fastidiosi rumori.

Lei prima sorride, cercando di ostentare indifferenza, poi assume uno sguardo come se la stessero sodomizzando, e  la voce fuori campo dice: il senso di fame ti molesta? Continua a leggere

Barbieri, Renzi e i datterini magici

Bruno Barbieri

Bruno Barbieri

Questo è un antipasto di Masterchef. Come sempre il commento alle puntate lo troverete domattina alle nove sulle pagine del blog, mentre oggi voglio proporvi una vera e propria chicca.
Finora, lo ammetto, mi sono trattenuto, ma adesso che la stagione sta finendo, non posso fare a meno di parlarvene, non posso più tacere!
Chi segue con attenzione le puntate sa che, durante gli stacchi pubblicitari del più noto show culinario, accade una cosa che ha spiazzato anche i telespettatori abituati a tutto: il giudice Bruno Barbieri fa il testimonial per lo spot della “Così Com’è“, che non è il disco degli Articolo 31, ma una marca di pomodori datterini in barattolo di vetro Continua a leggere

A Natale puoi, fare il cxxxo che vuoi. Il nuovo (vecchio) spot della Bauli

Il nuovo piccolo testimonial della Bauli

Il nuovo piccolo testimonial della Bauli

Ormai il via al periodo natalizio non è più dettato dall’addobbo dell’albero, o dalle luminarie per strada. No, sai che è Natale quando arriva la pubblicità della Bauli.
Avete presente quel motivetto scritto apposta per rincoglionirti e rimanerti in testa per sempre? A Natale puooooooi, uccidere il pubblicitario della Bauliiiii…
Sono parecchi anni che ce lo propinano ad ogni inizio di dicembre e io lo aspetto come si aspetta una condanna a morte. Sai che sta arrivando, ma non ti hanno ancora detto la data. E tu tremi ogni volta che arriva una nota che possa assomigliare all’inizio del jingle.

Io ricordo ancora quanto mi colpì la prima volta che lo vidi. E mi colpì per almeno un paio di motivi:
in quella prima versione dello spot il bimbo distribuiva pandoro a tutti, ma quando toccava darne un po’ al barbone, si girava come per chiedere il permesso ai suoi, che, titubanti, glielo concedevano.
Come dire, ma sì anche al barbone, ma solo stavolta. Continua a leggere

Uno su mille se li fa: spot della Chiesa ammette la pedofilia

Francesco I

Clamorosa svolta nella comunicazione della Conferenza Episcopale Italiana.
Dopo gli scandali degli abusi sui minori e quelli finanziari dello IOR, gira, da qualche settimana, un nuovo video della campagna “Insieme ai Sacerdoti” che, riproponendo quasi le stesse immagini di quello del 2012, ha però una sostanziale differenza: la Chiesa prova a giustificarsi.
Si apre oggi una nuova rubrica, dedicata agli spot pubblicitari che passano nella televisione italiana. E quale inizio migliore per inaugurarla, se non lo spot che stravolge la semantica stessa della comunicazione religiosa?

In perfetta sintonia con la nuova immagine che Papa Francesco I sta cercando di cucire addosso al suo pontificato, la Chiesa diventa umana, non più infallibile. Anzi cerca di sfruttare questa fallibilità volgendo la cosa a proprio favore.
“A volte da soli, a volte insieme a tanti. Sono sempre dalla parte dei più deboli, al fianco dei dimenticati, lontani dal potere, e vicini alle parole del vangelo. E per uno che sbaglia, ce ne sono migliaia che dedicano tutta la vita alla loro missione”, così recita la voice off (o voce fuori campo) dello spot. Continua a leggere