Uno su mille se li fa: spot della Chiesa ammette la pedofilia

Francesco I

Clamorosa svolta nella comunicazione della Conferenza Episcopale Italiana.
Dopo gli scandali degli abusi sui minori e quelli finanziari dello IOR, gira, da qualche settimana, un nuovo video della campagna “Insieme ai Sacerdoti” che, riproponendo quasi le stesse immagini di quello del 2012, ha però una sostanziale differenza: la Chiesa prova a giustificarsi.
Si apre oggi una nuova rubrica, dedicata agli spot pubblicitari che passano nella televisione italiana. E quale inizio migliore per inaugurarla, se non lo spot che stravolge la semantica stessa della comunicazione religiosa?

In perfetta sintonia con la nuova immagine che Papa Francesco I sta cercando di cucire addosso al suo pontificato, la Chiesa diventa umana, non più infallibile. Anzi cerca di sfruttare questa fallibilità volgendo la cosa a proprio favore.
“A volte da soli, a volte insieme a tanti. Sono sempre dalla parte dei più deboli, al fianco dei dimenticati, lontani dal potere, e vicini alle parole del vangelo. E per uno che sbaglia, ce ne sono migliaia che dedicano tutta la vita alla loro missione”, così recita la voice off (o voce fuori campo) dello spot.

Queste parole, all’apparenza così semplici, imprimono invece una brusca rivoluzione semantica nella comunicazione ecclesiastica.
Innanzitutto quella frase: “lontani dal potere”. Il potere, la casta, il modo in cui gli italiani guardano oggi alla politica, entra nel linguaggio della Chiesa italiana, che ne prende le distanze: noi non siamo il potere!
Ma è uno strappo anche nei confronti della Chiesa Ratzingeriana, la Chiesa fredda nelle mani di un uomo di potere, e di quella Wojtyliana che, nonostante l’immagine santificata che vogliono consegnarci, è stata contigua al potere, il peggior potere, ha appoggiato dittature, è stata tra i responsabili della guerra in Bosnia, ha avuto legami stretti con la massoneria deviata, ha giocato sporco con la finanza, è stata coinvolta in parecchi loschi affari, forse anche nell’assassinio del banchiere Roberto Calvi.

Oggi quello spot prende le distanze dal potere: noi siamo altro. Insomma, Beppe Grillo docet anche oltretevere, e siamo in attesa dl primo V(atican) Day a San Pietro.

Un'immagine dello spot della Cei

Un’immagine dello spot della Cei

L’altro passaggio significativo è quel “e per uno che sbaglia”.
Mai si era sentita una cosa del genere. Certo c’erano state le dichiarazioni, le scuse, le inchieste, le indignazioni. Ma la giustificazione in uno spot è una novità assoluta nel campo della comunicazione. In fondo stanno dicendo che è vero, ci sono i preti pedofili, ma la Chiesa è una comunità di uomini, e in tutte le comunità ci sono persone per bene  e persone che cedono al male. Ma, e questo forse è il messaggio più forte, ogni mela marcia è compensata da tante mele mature e dolci.
Insomma, davvero una roba mai vista.
Immaginate se la pubblicità del Mulino Bianco, dopo le affermazioni di Guido Barilla sui gay, dicesse: “noi della Barilla prepariamo i prodotti con amore per tutti gli italiani, e per un dirigente che sbaglia, ce ne sono decine che fanno merendine anche per i gay”.
Nessuno aveva mai pensato ad una mossa simile. E devo ammettere che funziona! Perché quell’ammissione di colpa prepara al messaggio successivo: “ce ne sono migliaia che non sbagliano”. Ed è quello che deve passare. E infatti è quello che passa.

Insomma la Chiesa di Papa Francesco si lancia nella modernità, nel dibattito attuale, dimostrandosi ancora una volta due passi avanti rispetto alla politica italiana.
Mentre i partiti stanno arroccati su sé stessi, giocando solo in difesa, una difesa davvero poco credibile, spinti da un evidente spirito di autoconservazione, la Chiesa, con 30 secondi di spot, lancia la sua sfida al futuro.
Lo fa retoricamente, per carità , magari pure con grande ipocrisia.
Ma la mossa, comunicativamente, è geniale, rivoluzionaria, riuscitissima.
Forse ha ragione Maurizio Crozza, la Chiesa è ormai in mano al marketing. Ma almeno loro lo sanno usare bene.

Otello Piccoli

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2 thoughts on “Uno su mille se li fa: spot della Chiesa ammette la pedofilia

  1. Quel ‘lontano dal potere’ può anche significare da parte del nuovo Papa un tacito rimprovero alla
    precedente ‘gestione’ della Chiesa e del ‘potere eclusiastico’. Lo dimostrano i molti cambiamenti a livello anche di comunicazione che porta nelle sue azioni.

    sherainteressanteparlaredispot(s)

  2. Pingback: Madre aiutami! E aiuta anche noi a sopportarti. | Se Telecomando

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