Otto e Mezzo, lo show di Salvini cancella Cuperlo

Matte Salvini e Gianni Cuperlo

Matte Salvini e Gianni Cuperlo

Scrive Gianni Cuperlo nel suo profilo sul sito del Pd: “Mi sono laureato al Dams di Bologna con una tesi sulle comunicazioni di massa […] dal 2001 al 2006 ho fatto parte della segreteria nazionale dei Ds dove mi sono occupato di comunicazione politica”.
Poi, evidentemente, è stato colpito da amnesia, altrimenti non si spiegherebbe perché, quando appare in uno studio televisivo, pensi che se al suo posto ci fosse un grissino cambierebbe poco.

Cuperlo, poverino, è antitelevisivo come pochi. Non è aggressivo, ma non è nemmeno sicuro di sé, è educato, ma con la vocina flebile quindi poco autorevole, e se qualcuno alza la voce lui non è in grado di farsi sentire. E’ poco telegenico (a voler essere generosi), ed ha la postura di un rastrello. Ha un linguaggio tecnico e al tempo stesso vecchio (dice “questa legge elettorale ha fatto più danni della gramigna”, che saranno meno di 20 gli under 40 in Italia a sapere cosa sia la gramigna), e appare, ed è trattato, come l’agnello sacrificale, il simbolo del vecchio che sta per essere spazzato via.
Insomma, nonostante i suoi 52 anni, è un politico da prima repubblica, e non ha la più pallida idea di cosa sia la comunicazione del terzo millennio.

Fosse stato per Cuperlo, infatti, la puntata di ieri di Ottoemezzo non mi avrebbe ispirato un post. Ma Lilli Gruber, vecchia volpe, gli affianca un Matteo Salvini in splendida forma, che tiene il palco praticamente da solo, come uno show man d’altri tempi.
In collegamento da Treviso, con alle spalle la bandiera della Liga Veneta, lo sfidante di Bossi alla guida della Lega Nord inanella un capolavoro dopo l’altro.

Lui, che della politica trasformata in comunicazione è uno dei figli prediletti, riesce a non rispondere praticamente mai alle domande poste dalla conduttrice.
Alla domanda sulla legge elettorale bocciata dalla Consulta e sulle responsabilità della Lega (la legge l’ha scritta, o almeno firmata, Calderoli), Salvini riesce a rispondere, senza mettersi a ridere, che la colpa è dei giudici che ci hanno messo otto anni a scoprire che al legge è incostituzionale. “Che facevano -dice indignato- dormivano?”
Che è come se io commettessi un omicidio e scappassi ai Caraibi. Dopo otto anni mi trovano e in tribunale mi difendo dicendo: “l’omicidio è colpa della polizia che ci ha messo otto anni a trovarmi. Che facevano i poliziotti? Dormivano?”.

Lilli Gruber, ingenuamente, insiste per avere una risposta ma lui non molla: adesso il problema è che in Italia ci sono i poveri e i disoccupati, quindi perché mai lui dovrebbe rispondere ad una domanda sulla legge elettorale?
Ed io sto lì in attesa che lei gli ponga una domanda sulla disoccupazione a cui lui possa rispondere: “non vede che c’è l’emergenza maltempo? Mi rifiuto di parlare di disoccupati”.

Intanto il “punto” di Pagliaro ricorda che la legge fu escogitata votata e sostenuta dal centrodestra. A quel punto Cuperlo,che ha una coda di paglia lunga un chilometro perché non si ricorda quali leggi del centrodestra il Pd ha appoggiato (qualcuna) o non ha abolito (nessuna), realizza di avere un’arma a disposizione, e prova a sferrare un colpo. Che purtroppo gli muore in canna, perché dopo pochi istanti già non parla più di responsabilità della destra, ma più in generale di responsabilità della politica: insomma, con un colpo di genio, s’è tirato in mezzo anche lui.

La puntata scivola verso il finale, ma Salvini ha ancora qualche perla da regalarci.
Una sul fatto che in Piemonte nessuno si deve dimettere, con la solita scusa dell’innocenza fino al terzo grado di giudizio (se sei ricco, potente e padano, per la Lega vige il garantismo. Se sei un ladro di polli, non hai amici importanti, e magari sei anche nero, invocano la pena di morte).
L’altra, quando gli si chiede delle responsabilità della Lega negli anni di governo.
A quel punto il ragazzo sfodera un colpo da maestro: “ci sono due modi di far politica -afferma con aria da saggio cinese (ma non diteglielo se no si auto-espelle)- guardare al passato o guardare al futuro. Io guardo al futuro”.
Genio! Artista! La prossima volta che il vostro partner vi becca mentre gli piantate in testa due corna grandi quanto il Monte Bianco, voi aspettate due ore, e poi rispondete che ci sono due modi di vedere il rapporto: guardare al passato o guardare al futuro.
La chiusura  è sulla secessione e l’indipendenza, un sogno lievemente logoro, ma che ancora parla alla pancia di un pezzo di elettorato.

Ora uno spettatore sprovveduto, uno tipo Gianni Cuperlo, per dire (al quale tocca ancora una volta giustificarsi per l’appoggio di D’Alema, più che un endorsement una iattura, mentre tenta un attacco a Renzi provando ad interpretare la parte di quello di sinistra contro il giovane democristiano), potrebbe chiedersi se Salvini non sia completamente impazzito.
No, ragazzi, avete sbagliato (come direbbe Collodi). Il punto è che il giovane leone di San Marco, rigorosamente in felpa verde, ha la claque non inquadrata dalle telecamere.
Quindi quello che dice non serve a rispondere alla giornalista o all’avversario politico. No, serve a suscitare entusiasmo nei suoi. Ogni suo intervento è scandito dagli applausi. E questo, nella percezione dello spettatore, conta quanto le cose che dici.
Così, mentre Cuperlo balbetta con la voce striminzita, col tono di chi ha sempre qualcosa di cui scusarsi, Salvini lo bastona a colpi di slogan demagogici contro giudici ed euro, ricevendo applausi. La partita è persa in partenza.

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4 thoughts on “Otto e Mezzo, lo show di Salvini cancella Cuperlo

  1. Veramente bello questo post, l’ho letto con molto piacere davvero, essendo la politica la mia primaria passione (si lo ammetto, ancor prima dei viaggi) e la mia “professione”.

  2. mi spiace non seguo la Gruber e sopratutto non posso rovinarmi la cena oltre il telegiornale c’è sempre, dico sempre, Un posto al sole.
    La politica per una come me che l’ha praticata come ‘professione’ agli alti livelli non può guardare personaggi alla Salvini e intristirsi davanti al ‘giovane’ Gianni Cuperlo, ormai vecchio.

    sheramagariunaltrarecensione 😉

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