La notte magica di Sorrentino: Oscar per La Grande Bellezza. Gravity domina (7 statuette), ma il miglior film è 12 Anni Schiavo

Paolo Sorrentino e Toni Servillo ritirano l'Oscar per il miglior film straniero

Paolo Sorrentino e Toni Servillo ritirano l’Oscar per il miglior film straniero

Doveva essere la notte di Paolo Sorrentino e così è stato. La Grande Bellezza vince l’Academy Award for Best Foreign Language Film, altrimenti detto “Oscar per il Miglior Film Straniero“, battendo anche lo stupendo “Il Sospetto“, di Thomas Vinterberg.
Non ho nessuna voglia di fare il campanilista, per cui non blatererò sull’orgoglio italiano e roba varia, certo è che con questo successo Sorrentino riporta il nostro cinema all’attenzione del pubblico internazionale, e dimostra che c’è ancora una certa fibrillazione culturale in un Paese ormai in angosciante declino.

Il premio, a mio parere, è meritatissimo. Certo gli Oscar non sono Cannes o Berlino, eppure l’impatto che hanno sul pubblico è tale da renderli il premio più importante del cinema mondiale. Continua a leggere

Vita di Pi, il capolavoro di Ang Lee per una serata da Oscar


Oggi devo proprio prendermi una giornata di vacanza per motivi personali ma, per non farvi sentire la mancanza, ho deciso di regalarvi un mini post con un consiglio per chi sarà davanti alla tv questa  sera.
Sky, in occasione della prossima “Notte degli Oscar” (che andrà in onda domenica sera a partire dalle 22:50, e che non mancherò di recensire) ha nuovamente dedicato un canale, il 304, ai film vincitori delle statuette.
Stasera, e domani in replica alle 11:50, la tv satellitare propone uno dei film più riusciti degli ultimi 10 anni: Vita di Pi, del pluripremiato Ang Lee. Continua a leggere

Boris, il capolavoro che ha denunciato la tv “a cazzo di cane” (II Parte)

Boris – Gli scenggiatori (Valerio Aprea, Massimo De Lorenzo, Andrea Sartoretti)

Il secondo capitolo (il primo lo trovate cliccando qui) dell’analisi su Boris non può che aprirsi con gli sceneggiatori.
Torre, Ciarrapico e Vendruscolo, con un’autoironia di livello veramente raro, inseriscono tre personaggi anonimi (nel vero senso della parola, non vengono mai chiamati per nome), nel ruolo degli sceneggiatori, interpretati da Valerio ApreaMassimo De Lorenzo e Andrea Sartoretti.
Tre allegri fancazzisti strapagati, raccomandati, iscritti a “Sceneggiatura Democratica”, la correnti di sinistra della lobby degli sceneggiatori.
I tre passano il tempo a cazzeggiare, e riducono il proprio lavoro al minimo indispensabile, anzi spesso anche a molto meno.
Chiudono tutte le scene su personaggi basiti, preparano la “sotto-trama comica” scrivendo “qui gli attori improvvisano una scena comica”, e, nella terza stagione, saccheggiano a mani basse serie tv americane spacciandole per loro.
Da malore la sequenza della “festa del grazie”: i tre delinquenti hanno italianizzato la festa del ringraziamento, sostituendo il tacchino con le quaglie e quando arriva il giorno delle Continua a leggere