Se Telecomando va a teatro con il monologo di Stand Up Comedy “La Tv Fatta a Pezzi”

Monologo di Stand Up Comedy di Otello Piccoli e Roberto Pizzo

La Tv Fatta a Pezzi: monologo sperimentale di Stand Up Comedy di Otello Piccoli e Roberto Pizzo

Al ritorno dalle vacanze estive vi avevo detto che stavo lavorando ad un progetto che mi avrebbe portato per un po’ a scrivere di meno sul blog.
Ed ecco il risultato: Se Telecomando sbarca a teatro con un monologo in stile Stand Up Comedy dal titolo “La Tv Fatta a Pezzi“, la cui “Prima” ufficiale avrà luogo il 21 dicembre al MoltiVolti di Palermo.
Tutto nasce dall’incontro con Roberto Pizzo, attore palermitano attualmente impegnato col gruppo “Cristiano Pasca e i Ricoverati” che è talmente folle da avermi chiesto di provare a trasportare i post del blog in un testo comico. Il lavoro è iniziato a luglio con una prima stesura. Prova dopo prova, col contributo fondamentale di Roberto e della sua esperienza nel campo della recitazione, il testo è stato affinato, limato, ed è giunto ad una sua stesura definitiva, per quanto un testo di questo tipo possa avere una stesura definitiva. Continua a leggere

Annunci

Quanto Manca alla prima battuta buona?

Lo studio di Quanto Manca

Lo studio di Quanto Manca

Va in onda da qualche settimana, su Raidue, “Quanto Manca“, condotto da Katia Follesa, con Nicola Savino e Rocco Tanica.
Si tratta di un modesto show, con uno stile che ammicca ai format comedy americani, che, con la scusa di raccontare le notizie della settimana, prova a rileggerle in chiave ironica.
Nonostante il tentativo di sviluppare un format giovane ed ipertestuale, qualcosa che si muove tra la tv, la rete, gli smartphone, e nonostante una comicità sempre garbata, molti sono gli aspetti che non convincono.
Continua a leggere

Dario Fo (e Mika) su Raiuno: la cultura in prima serata nel Paese di Zelig e Checco Zalone

Dario Fo racconta San Francesco

Dario Fo racconta San Francesco

Ieri sera Raiuno ha fatto una cosa che non faceva dalla prima lettura della Divina Commedia da parte di Benigni: cultura in prima serata.Dario Fo, infatti, è stato chiamato a portare in scena una versione ridotta, ma anche riveduta, de Lu Santo Jullare Francesco, lo spettacolo che narra le gesta censurate del santo di Assisi, che si unisce ai ribelli, abbatte le torri, finisce in prigione, si scaglia contro il papato, si comporta da giullare per attirare il popolo.
Ad 88 anni suonati il Premio Nobel per la Letteratura regge il palco come un leone, ridicolizzando, anzi disintegrando, questa comicità moderna fatta di tormentoni fasulli, di sketch ridotti nei tempi televisivi, e di assoluta innocuità.
Se un comico non dà fastidio al potere, dice sempre Fo, vuol dire che non vale niente. Continua a leggere

Nemico Pubblico: da Valentino Rossi vi fate rapinare, dagli zingari no

Giorgio Montanini

Giorgio Montanini

“Ma perché se Valentino Rossi, che è un miliardario, sottrae soldi al fisco e quindi ad ognuno di noi, nessuno va sotto casa sua a protestare, ma se uno zingaro ti entra in casa a rubarti l’oro, pensi che gli dovrebbero sparare?”.

Scordatevi il politicamente corretto, perché su Raitre (che sembra improvvisamente rivitalizzata) è sbarcata la  “stand up comedy” di Giorgio Montanini.
Questo novello Lenny Bruce divora il palco per 25 minuti di denuncia sociale dissacrante, azzanna la carne viva delle coscienze con una satira tagliente, denuda lo spettatore e gli sbatte in faccia le sue ipocrisie. Ma la cosa più bella è che mentre lui ti arriva addosso come un tir, tu ridi come un cretino. Continua a leggere

Glob, diversamente italiani: il ritorno di Enrico Bertolino in Rai

Enrico Bertolino

Enrico Bertolino

Enrico Bertolino è intelligente, garbato, sicuramente piacevole (anche se, essendo un comico, dovrebbe anche fare ridere ed è la cosa che gli riesce peggio), e il suo ritorno su Raitre con Glob, il format satirico sul mondo della comunicazione, è certamente una buona notizia, soprattutto per una rete che negli ultimi mesi ha avuto non pochi problemi.
Il sottotitolo di quest’anno è “Diversamente Italiani” perché,spiega lui stesso, “quest’anno non parleremo solo di comunicazione, ma anche del fatto che l’unica cosa che unisce gli italiani è che non sopportano di stare uniti. Ma questo Paese è fatto anche di lobby, di corporazioni, di tribù”.

La trasmissione, prevede i contributi del linguista Stefano Bartezzaghi, della giornalista di costume Candida Morvillo, di Fabrizio Casalino (che fa uno Schulz abbastanza divertente che prende in giro l’Italia) e di Alice Mangione che propone Betty Fan Page “la figlia del web che twitta posta tagga commenta” e cerca di parlare in 140 caratteri. Continua a leggere

Il Musichione, Elio e le Storie Tese strepitosi: distruggono la tv, ma deliziano i timpani

Elio e Sergio Antibiotice, alias Rocco Tanica

Elio e Sergio Antibiotice, alias Rocco Tanica

Elio e le Storie Tese erano, per lo più, un prodotto di nicchia: indiscussi musicisti con la capacità, pressoché unica, di non prendersi mai sul serio.
Mostri sacri di una controcultura che rifiutava l’impegno politico propriamente detto per articolare, invece, una satira sociale graffiante e fuori da ogni possibile schema. Talmente geniali da potersi permettere di passare sempre per cazzari.
Ma questo modo di fare selezionava comunque un pubblico ben preciso: per quanto ampio, comunque selezionato.

Ora, tra X Factor, pubblicità e comparsate un po’ dappertutto, il bacino del pubblico sì è notevolmente allargato, ma i fan della prima ora hanno iniziato a storcere il naso. .
Ma ecco che gli Elii, a sorpresa, tornano a fare gli Elii. E lo fanno nel modo che meno ti aspetti: un programma tv in sei appuntamenti su Raidue. Continua a leggere

GIASS, squallore e noia: Luca e Paolo da Iene a gattini ammaestrati

La Sigla di Giass

La Sigla di GIASS

Prendete due presentatori brillanti, mettetegli in mano del materiale scadente, idee viste e riviste, un po’ comici da serie b, le risate registrate e quegli odiosi rumorini stile Striscia la Notizia, e otterrete GIASS (acronimo di Great Italia Association, bah!), il terribile flop di Canale 5. Annunciato da Antonio Ricci, che è uno che la tv la conosce bene, come un programma nuovo  sperimentale, GIASS fallisce il colpo. Dopo decenni (Paperissima e Striscia la Notizia ormai sono trasmissioni di un altro millennio) l’autore genovese sembrava voler proporre qualcosa di nuovo, ma il risultato è agghiacciante. Lo so, lo so, la colpa è mia che ho voluto fidarmi, ma ero stato tratto in inganno da un buon articolo su Il Fatto Quotidiano! Continua a leggere