GIASS, squallore e noia: Luca e Paolo da Iene a gattini ammaestrati

La Sigla di Giass

La Sigla di GIASS

Prendete due presentatori brillanti, mettetegli in mano del materiale scadente, idee viste e riviste, un po’ comici da serie b, le risate registrate e quegli odiosi rumorini stile Striscia la Notizia, e otterrete GIASS (acronimo di Great Italia Association, bah!), il terribile flop di Canale 5. Annunciato da Antonio Ricci, che è uno che la tv la conosce bene, come un programma nuovo  sperimentale, GIASS fallisce il colpo. Dopo decenni (Paperissima e Striscia la Notizia ormai sono trasmissioni di un altro millennio) l’autore genovese sembrava voler proporre qualcosa di nuovo, ma il risultato è agghiacciante. Lo so, lo so, la colpa è mia che ho voluto fidarmi, ma ero stato tratto in inganno da un buon articolo su Il Fatto Quotidiano!

I poveri Luca e Paolo sono costretti a lavorare sul nulla, e il risultato è il nulla! Un flop a livello di pubblico (11,3% di share), un massacro a livello di critica, trending topic su twitter ma solo per gli insulti, e una noia mortale per gli eroici telespettatori, me incluso. La sigla con Bizzarri e Kessisoglu che ballano “Com’è bello far l’amore da Triste in giù” sembra una cosa carina, ma poi tutto finisce lì. Te ne accorgi quando iniziano a sfilare i “comici” (le trasmissioni come Zelig o Colorado Cafè hanno sfornato 2 o 3 prodotti decenti e tanta, tanta, spazzatura) e quando partono le “classifiche”. Questa comicità fatta di smorfie e voci storpiate ha fatto il suo tempo, se non hai niente da dire è meglio che taci.

Luca Bizzarri con Paolo Kessisoglu nei panni di Laura Boldrini

Luca Bizzarri con Paolo Kessisoglu nei panni di Laura Boldrini

Vorrebbero essere politicamente scorretti, ma non gli riesce nemmeno quello: mi dispiace per Ricci, ma le scorregge non fanno più ridere nessuno dai tempi di Alvaro Vitali. Ridicola anche la comparsata di Alessandro Cecchi Paone che appare in studio per circa un minuto a far la parte del “frocio che vuol sentire la parola frocio”, e poi va via, tra una battuta sul batacchio e l’altra. Lo squallore assoluto. Si sorride giusto un paio di volte, durante la (in realtà pessima) parodia della Boldrini fatta da Kessisoglu, e per la finta raccolta fondi a favore dei preti pedofili, ma per il resto è il nulla assoluto. Si tenta anche il riciclo di vecchie glorie come Pino Caruso ed Andy Luotto, ma senza alcun risultato.

Luca e Paolo negli studi di Giass

Luca e Paolo negli studi di GIASS

Insomma la trasmissione si trascina per due lunghissime ore senza mai un guizzo, e anche le due ex iene sembrano l’ombra di loro stesse. Tutto il format si basa su una finta gara tra Nord, Centro e Sud Italia, con tanto di televoto. Insomma un po’ Zelig un po’ Drive In un po’ Indietro Tutta, quello che voleva essere, nelle parole dello stesso Ricci, “l’anti Fazio“, è un disastro incredibile, perché tenta di attirare un pubblico colto e giovane, ma non ci riesce, e nel farlo non trattiene nemmeno il pubblico meno esigente. Un frullato di “non idee” servito nel bicchiere di plastica di uno squallido bar di provincia. Senza nemmeno la saggezza dei vecchi al tavolo accanto.

Otello Piccoli

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