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Informazioni su Otello Piccoli

Otello Piccoli, studente di Comunicazione, attivista politico, organizzatore di eventi, appassionato di cinema, cucina, calcio (ma solo il Palermo), Formula 1, e, naturalmente, blogger. Mi trovate su Facebook, su Twitter, dove commento per lo più la politica nazionale ed internazionale, e su Vine dove filmo per lo più cazzate ma mi diverto un mondo.

Ballarò: Floris e le olimpiadi della noia

Giovanni Floris

Giovanni Floris

Quando a fine puntata Giovanni Floris dice “alè” mi viene voglia di stenderlo con un cazzotto.
Con quella faccia da secchione del primo banco che non ti passerebbe il compito nemmeno se da questo dipendessero i destini del mondo, il presentatore di Ballarò è un uomo per tutte le stagioni.

Non che sia viscido e mellifluo come Bruno Vespa (di cui a breve prometto di parlarvi, perché questa novità della clessidra gigante mi ha provocato un dolce brivido d’eccitazione lungo la schiena), e nemmeno pienamente lecchino come Emilio Fede.
Ma si muove agilmente, nonostante la postura da scopa infilata nei reconditi abissi, nelle acque della politica italiana. Infatti piace alla sinistra, soprattutto ai dirigenti del Pd, perché “è uno di noi” e non rompe troppo le scatole. E, nonostante le sceneggiate, piace alla destra i cui esponenti fanno a gara per essere presenti nel suo studio.
Se poi piace o non piace al pubblico, chi se ne frega. Continua a leggere

Walking Dead: attacco dall’interno

Patrick

Patrick

 

Benvenuti al terzo appuntamento con una rubrica che vi accompagnerà per tutta la stagione.

Vi avevamo avvertiti che la pacchia era finita! Una seconda puntata di The Walking Dead strepitosa! Dopo un primo episodio lentissimo che ci aveva lasciati sulle spine, il secondo è stato un’esplosione di eventi! 

Da dove iniziare…proviamo dall’inizio! Innanzitutto chi voleva gli zombie è stato accontentato da un’apertura di puntata alquanto splatter … ma non aspettavamo altro!
E abbiamo anche i primi risultati del totozombie: dopo la morte di Patrick (Vincent Martella) e la sua trasformazione, all’interno del braccio D si è scatenato il panico.

Ovviamente i primi a morire sono stati i personaggi secondari e, come ci aspettavamo, si tratta proprio di una malattia, più precisamente di un batterio che uccide molto in fretta, e ormai sappiamo che nessuno rimane morto per molto tempo. Continua a leggere

Avanzi, la Rai che vorremmo

Il cast di Avanzi

Il cast di Avanzi

Tra il 1991 ed il 1993 la situazione in Italia era fuori controllo: la prima repubblica crollava sotto il peso delle tangenti, la Sicilia saltava in aria devastata dalle bombe di mafia, e i partiti politici (seppur per breve tempo) iniziavano a perdere il controllo della Rai.
E’ in questi anni che, nel trambusto generale (o forse proprio grazie a questo), un gruppo di giovani attori comici, quasi tutti esordienti, trovò spazio su Rai3 con una nuovissima trasmissione tv: Avanzi.

Il nome era già tutto un programma: la trasmissione andava in onda dai “sotterranei della Rai” e fingeva di trasmettere tutti gli “avanzi” dalle reti di Stato.
Era tv d’avanguardia, innovativa, mai vista, con spese bassissime ed una proposta satirica che stimolava le intelligenze e provocava risate amare.

Con Avanzi vennero presentati al grande pubblico attori semisconosciuti che di lì a pochi anni sarebbero diventati dei veri e propri mostri sacri del mondo dello spettacolo:Corrado Guzzanti, Sabina Guzzanti, Serena Dandini, un’esordiente Luciana Littizzetto, Continua a leggere

Walking Dead: aspettando la seconda puntata

In attesa della seconda puntata, in onda stasera, della nuova stagione di The Walking Dead, per tutti gli scriteriati che lunedì scorso si fossero persi il primo appuntamento (ma non saranno stati molti visto che ci sono stati oltre 16 milioni di telespettatori, addirittura più che per il finale della terza stagione), e per chi invece volesse solo condividere le proprie impressioni, abbiamo generosamente deciso di regalarvi questo breve riassunto.

La prima puntata si è aperta su un Rick (Andrew Lincoln) molto diverso da quello che avevamo lasciato a combattere i ragazzi di Woodbury. Il gruppo si è allargato e la prigione è diventata molto più di un accampamento improvvisato, con tanto di orticello e allevamento.
L’episodio, in verità, non ci ha regalato grandi palpitazioni, ma siamo abituati agli inizi calmi e tranquilli. La lentezza del racconto calza alla perfezione con la nuova minaccia che iniziamo ad intuire … qualcosa uccide gli animali e le persone, presumibilmente una malattia. Continua a leggere

Crozza: Renzi il mentalista e Banderas omofobo

Ieri sera alle 21:10 su La7 è ripartita l’avventura di Crozza Nel Paese Delle Meraviglie.
La struttura del programma è sempre la stessa: Crozza da solo sul palco per la maggior parte del tempo, e poi il corpo di ballo, la live band, le spalle (su tutti l’autore dei testi Andrea Zalone), e una certa dose di improvvisazione.

Crozza è poliedrico: recita, imita, canta, balla, suona. I suoi personaggi sono sempre molto azzeccati, perché, come i grandi artisti, ha la capacità di cogliere quel qualcosa che a tutti noi sfugge. Spesso però ne allunga eccessivamente la performance, e questo dopo un po’ ne sfianca il potenziale. Altri invece sono immortali.

La satira di Crozza nasce, come spesso accade, dalla realtà.
Lui però la realtà la porta in scena, iniziando spesso gli schetch dall’inquadratura della notizia da cui ha preso spunto. Continua a leggere

Servizio Pubblico: Santoro, le lesbiche e il destino del Paese

Grandi polemiche per la puntata di ieri di Servizio Pubblico.
Da destra e da sinistra, oggi non si parla d’altro. Così, nonostante volessi scriverne domani,analizzando il prodotto televisivo nel suo complesso (cosa che farò nelle prossime settimane) mi trovo costretto ad intervenire subito.

Partiamo da un punto: Servizio Pubblico, piaccia o non piaccia, è la Serie A del talk show televisivo.
La conduzione, la regia, i servizi, gli approfondimenti, la scenografia, tutto è studiato nei minimi dettagli, e niente è lasciato al caso. Nelle puntate più riuscite, così come in quelle meno riuscite, c’è sempre e comunque una maestria tecnica che non ha paragoni in nessuna trasmissione di nessuna rete tv (La famosa puntata del 10 gennaio 2013 con Silvio Berlusconi, criticata da tantissimi, è stato l’evento televisivo del millennio, per quanto riguarda la tv italiana. E su questo non si discute). Continua a leggere

Masterchef Australia: l’amore ai tempi del Koala

Gary Mehigan, Matt Preston e George Calombaris

Nessun appassionato di Masterchef può perdersi la versione più buonista del mondo: Masterchef Australia.
Dimenticate la supponenza aggressiva di Bastianich, la fredda cattiveria di Cracco, le parolacce di Ramsay ed immergetevi nel mondo fatato dei masterchef australiani.

Il programma, attualmente in onda tutti i giorni su SkyUno (ad orari variabili, ma con tanto di doppia o tripla replica la notte ed il mattino dopo), è composto da un numero di puntate che si avvicina al centinaio, dato che in ognuna si svolge una ed una sola prova.

Innanzitutto, nonostante il format e i loghi siano gli stessi, come lo stesso è l’obbiettivo, le varianti sono notevoli.
I concorrenti iniziano in 50 e vengono eliminati a gruppi nei primi turni di gioco, fino ad arrivare alla cosiddetta “top 24”.
La seconda fondamentale differenza è che nessuno viene eliminato durante la gara. Continua a leggere

Full Metal Masterchef

Gordon Ramsey, Joe Bastianich, Graham Elliot

Gordon Ramsay, Joe Bastianich, Graham Elliot


“Io ho sempre saputo che nel Texas ci nascono solo tori e checche, soldato Cowboy! Tu l’aria del toro non ce l’hai neanche un po’ e quindi il cerchio si restringe!”
(Sergente Maggiore Hartman)
                                                          

Cosa attira il pubblico del più importante contest culinario del piccolo schermo?
Il cibo, certo: cucinare è sempre stata un’arte ed una passione. Ed anche un’atavica competizione tra uomini e donne. Se nei secoli la cucina di casa è stata sempre il regno della donna, quando vi entra l’uomo e si mette ai fornelli c’è sempre un mistico cambiamento di atmosfera

D’altra parte un vecchio detto piuttosto maschilista recita: solo gli uomini sanno cucinare, le donne, al massimo sanno cuocere Continua a leggere

The Walking Dead: chi non muore si rivede. E chi muore pure.

L’abbiamo aspettata un anno, e finalmente due giorni fa, lunedì 14 ottobre,  Fox ha trasmesso in contemporanea con gli Stati Uniti la prima puntata della quarta stagione di The Walking Dead.

Sono passati tre anni da quando Rick Grimes (Andrew Lincoln) si è svegliato da solo in ospedale, ed insieme al suo personaggio si è evoluta ed è cresciuta anche la serie.
Il vice-sceriffo è passato dal ruolo di “buon samaritano” (quello che aveva rimorsi per Merle, la testa calda del gruppo, e aveva rischiato la sua vita per rimediare all’incidente sul tetto del centro commerciale di Atlanta), a quello di sopravvissuto con tutte le carte in regola.Ha imparato a guidare il resto del gruppo mettendo da parte i suoi buoni propositi a favore della sopravvivenza.Chi, tra i fans di The Walking Dead non è rimasto a bocca aperta quando, nella terza stagione, Rick per proteggere il gruppo ha letteralmente piantato la sua lama nella testa di un detenuto della prigione dove si erano da poco rifugiati? Continua a leggere

La Vita e la Morte in Diretta

Paola Perego

Per amore vostro, miei primi adorabili lettori (mi ricorderò di voi quando sarò sommerso da migliaia di follower, e vi dedicherò dei post appositi, inventerò premi, regalerò gadgets), oggi, dopo aver sostenuto un esame, invece di divertirmi e rilassarmi, ho fatto qualcosa che mai in vita mia: mi sono sorbito “La Vita in Diretta”.
D’altra parte non posso recensire solo le cose che mi piacciono. Da un lato perché sarebbe un continuo incensare, dall’altro perché rischierei di finire gli argomenti troppo presto

Come avvio, assolutamente niente male, le celebrazioni in studio dei 101 anni (con 11 giorni di anticipo, forse temevano che non ci arrivasse viva) di una certa nonna Alfonsina.
La povera vegliarda sta seduta di fronte ad una sempre gnoccolona Paola Perego, con tanto di coscia di fuori e stivale, per solleticare un po’ di feticismo nei mariti davanti alla tv, così che non chiedano alle mogli di cambiare canale e porre fine allo strazio.
La migliore domanda è: come vuole festeggiare i 101 anni? Continua a leggere