Indietro Tutta, ma si guardava molto avanti

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Questo articolo inaugura la rubrica “Gli indimenticabili”.
Ovvero una serie di prodotti televisivi ormai non più in onda da qualche anno, ma che non possono mancare nella cultura personale di chi ama la tv o è interessato agli studi sulla tv.

Il primo programma che vi propongo è Indietro Tutta.
Andato in onda a cavallo tra il 1987 ed il 1988, diretto Renzo Arbore e condotto insieme a Nino Frassica ( in quella che forse è stata la sua performance migliore in assoluto), Indietro Tutta fu un programma cult della televisione italiana.
Come tanti programmi di Arbore, è stato fucina di talenti, laboratorio innovativo, pietra miliare ed esempio per le generazioni di programmi futuri.

Arbore dirigeva il programma da un palco, spesso con un cappello da ammiraglio in testa.
Al momento opportuno chiamava in studio Frassica, “il bravo presentatore” con il suo “manuale del bravo presentatore”.
Disturbato da Riccardino (un Mario Marenco in splendida forma che si spacciava per bimbo delle elementari) dalle ragazze coccodè (precorritrici di veline, letterine e quant’altro), un gruppo di ragazze, più un travestito, vestite da galline, con il compito di fare “lo stacchetto”. Dal cane Fiocco, che girava liberamente in studio, e dal maestro Mazza, che ad ogni parola che potesse ricordare una canzone, attaccava con l’orchestra “Mamma li Turchi” interrompendo qualunque discorso nel programma. O infine da un’interferenza continua delle frequenze della polizia tutte le volte che nel regolamento (e ce n’era almeno un paio a puntate) c’era un post scriptum. Alla parola P.S., ecco arrivare il tormentone: “volante uno a volante due, c’è un toro in via Nomentana angolo Montesacro che blocca il passaggio”.

La puntata aveva un canovaccio, ma poteva andare di improvvisazione in improvvisazione fino alla fine, senza che nulla di quello che era stato annunciato si svolgesse.
Tutta la trasmissione era incentrata su uno scontro tra il pubblico del sud ed il pubblico del nord.
Quando non erano questi a concorrere, c’era la telefonata da casa.
Ecco, fate conto che Arbore ha praticamente inventato la telefonata da casa per i quiz. Di sicuro ha inventato l’aiutino. Le telefonate erano palesemente finte, e nonostante gli “aiutini” fossero praticamente risposte, il concorrente non vinceva mai.
Uno dei giochi più gettonati era il “che sta pensando quest’uomo quiz”. Entrava il pensatore, e la gente da casa doveva indovinare cosa stesse pensando. All’ultima puntata un concorrente indovinò. Il pensiero era: ma guarda un po’ che s’ha da fa’pe’ campa’!

Nel frattempo la trasmissione lanciava personaggi come Maria Grazia Cucinotta, nel ruolo dell’odalisca, Francesco Paolantoni, vestito da cupido e sempre appeso al tetto tramite una piccola altalena, Nina Soldano, nel ruolo di miss sud, e Luana Ravegnini (era una delle ragazze coccodè).

Ma quello che rese questo programma unico ed ancora famoso, oltre alle canzonette di apertura e chiusura (La Vita è Tutta un Quiz e Vengo Dopo il Tiggì) fu la geniale trovata del Cacao Meravigliao.

Ancora oggi presente nella playlist dei dj nelle serate anni ’80, la canzone del Cacao Meravigliao (cantata dall’allora quattordicenne Paola Cortellesi) proponeva l’acquisto di questo ottimo cacao in polvere in tre diverse varianti: delicassao, spregiudicao e depressao.
Il Cacao Meravigliao non solo non esisteva, ma era l’evidente presa in giro del classico sponsor televisivo.
Eppure migliaia di persone per mesi (forse anni) hanno cercato nei negozi di alimentari il Cacao Meravigliao, “quello della televisione, ha presente Renzo Arbore?”.

Tantissimi altri dettagli riempivano le puntate di Indietro tutta: dagli infiniti aneddoti del regolamento dei giochi, tutti inventati da esponenti della famiglia Zappalà ( il nome proprio era sempre diverso), alla ruotona della fortunona.
Dalle telefonate della (vera) moglie di Frassica, che lo riempiva di complimenti e di adulazioni in diretta tv per 4-5 minuti a puntata, alle frasi fatte pre-registrate di presunti saggi che Arbore interpellava ogni tanto, da Scalfari al Prof. Pisapia. E poi, su tutti, la mitica figura del notaio che poteva soltanto dire “confermo”.

Insomma, Indietro Tutta, sebbene ormai datata (la trasmissione era una diretta critica alla tv della fine degli anni ’80) è ancora un gioiello della produzione televisiva italiana, da rivedere, o, per i più giovani, da scoprire.
Un pezzo di storia, ed una grande lezione di televisione, di cui vi regalo la prima puntata.

Otello Piccoli

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9 thoughts on “Indietro Tutta, ma si guardava molto avanti

  1. qualche parola merita anche la trasmissione precedente, Quelli della Notte, con un Frassica esordiente con il personaggio del frate (ha di fatto influenzato certi nostri modi di dire), un grande Andy Luotto, Massimo Catalano con le sue massime, Bracardi che faceva personaggi memorabili e altri ancora.

    • Ecco, il primo commento rilasciato da uno col mio stesso cognome è molto sospetto, lo ammetto.
      Allora metto subito le carte in tavola: è mio fratello. Ma giuro che il commento è stato spontaneo e non richiesto!
      Ciò detto, sì, Quelli della Notte è stata un’altra grandissima trasmissione. Forse anche più bella di Indietro Tutta.
      La seconda, però, a mio parere, era rivolta ad un pubblico più largo ( sia per l’orario di messa in onda, che per lo stile), insomma era più semplice ed abbordabile.
      Ma è vero, il frate di Scasazza col suo concorso “cuore t’oro” ( e la t non è un refuso) era fantastico: regolamento del concorso
      A) Che bel concorso
      B) …sogna partecipare
      C)…terrei moltissimo

  2. Ok, ti aiuto io che ho un cognome diverso…..per ringraziarti di avermi rifatto vedere la prima puntata. Mi sono divertito un sacco. E sappi che ti leggo, anche quando non ti commento 🙂

  3. Io adoro la genialità di Arbore&co, infatti ho apprezzato molto “L’altra Tv”, programma di Rai1 del sabato notte che ha celebrato Arbore e il suo genio creativo. Ironia intelligente, il parlato surreale di Frassica, bellissimo, bravissimi tutti…che nostalgia

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