Una stronza fantastica


Chloe

Conoscete forse qualcuno che nel leggere la fiaba di Pinocchio abbia amato personaggi come quel noioso intellettuale moralista del Grillo Parlante o quella fanatica delle buone maniere chiamata Fata Turchina? Oppure che preferisca il Pinocchio bambino, saggio ed ubbidiente, a quel discolo ed anarchico burattino?

Lo stesso vale per “ Non Fidarti Della Str**** Dell’Interno 23”, una sit-com americana in cui i buoni sono noiosi e i cattivi sono entusiasmanti.

June (Dreama Walker), biondina, ingenua e sognatrice è il classico personaggio da sitcom americana: crede nell’amore, quello eterno, nell’impegno per una carriera brillante, nell’amicizia e nei valori della famiglia, ha fiducia nell’umanità e si impegna a trovare il buono in fondo all’animo di ciascuno.
Insomma, se non conosci la serie, accendi la tv e becchi June, la voglia di cambiar canale ti assale nel tempo record di tre secondi e due decimi.
Ma sarebbe un grosso errore, perché alle sue spalle ecco apparire la stronza.

Chloe coinquilina di June, è un’imbrogliona, una cinica, una truffatrice. E’ viziata, mostruosamente egocentrica, capricciosa, non accetta le sconfitte, vuole tutto, e il più delle volte lo ottiene. Sfrutta gli amici, i bisognosi, gli alcolisti anonimi, la gente più debole, ma anche quella più forte.
Disprezza la madre perché sta sulla sedia a rotelle, e adora il padre al quale organizza una notte di sesso con June senza averle rivelato chi fosse.
E questo la rende fantastica.
Chloe è un personaggio completamente al di fuori dagli schemi, politicamente scorretto, ma mai banale. Al cui confronto Perry Cox di Scrubs e sua moglie Jordan sono due angeli.

Ben costruito dagli autori ed interpretato magistralmente da Krysten Ritter (già vista in I Love Shopping), ha dei momenti umani talmente rari da lasciarti quasi deluso quando si manifestano.
Insomma un personaggio così caratterizzato che, se provaste ad inserirlo in una qualsiasi altra serie tv, non riuscirebbe nemmeno a starnutire senza provocare scandalo. Immaginatela, per esempio, in Friends. Dove bastava che di un personaggio si dicesse che aveva fumato una canna, che già tutti gli altri entravano nel panico. Sarebbe stato un uragano devastante.

Il suo ruolo, infatti, è quello di distruggere il suo contraltare buonista, June, ed il nostro concetto di sitcom.
Di più: supera gli stereotipi maschilisti, ma al contempo anche quelli femministi. Chloe si scrolla di dosso decenni di personaggi femminili sdolcinati e comunque sempre sottomessi alle regole del sistema. Ma non è nemmeno la classica cattiva. Anzi lei non è per nulla cattiva. E’ una stronza. Una stronza vincente. E non riesci a vederla cattiva nemmeno quando costringe, con la menzogna, June a spacciarsi per disabile con sua madre, e poi la butta giù dalla sedia a rotelle sbugiardandola davanti a tutti. O quando aggredisce un bambino durante una partita di baseball, solo per avere una nuova storia da raccontare.
Ecco, rendere adorabile un personaggio che pesta un bambino è un miracolo della scrittura televisiva.

Il terzo personaggio è un incredibile James Van Der Beek nei panni di se stesso.
James è il migliore amico di Chloe, nonché sua porta girevole per il mondo delle celebrità, e suo bancomat personale.
E’ ossessionato dai suoi fan che lo ricordano solo per aver interpretato Dawson, e non riesce a liberarsi del suo personaggio adolescenziale.
Van Der beek sente il continuo bisogno di rilanciare la propria immagine. E fa di tutto per riuscirci.
Inventa una marca di jeans che nessuno compra, frequenta gli alcolisti anonimi per far credere a Martin Scorsese di essere un artista maledetto, fa il volontario alla mensa dei poveri ma solo per i 20 secondi necessari per farsi fotografare, e poi sgattaiola via.E partecipa a “Ballando con le Stelle”.
Spiazzante il momento in cui, durante i titoli di coda, l’attore si lamenta del fatto che sia stata tagliata dalla puntata la sequenza del ballo per il quale si era preparato tanto, e costringe gli spettatori a vederlo a puntata finita.
Insomma, con una buona dose di autoironia costruisce il prototipo del divo, sempre all’affannosa ricerca di qualcosa che faccia parlare di sé.

Altri personaggi minori, qualcuno riuscito e qualcuno meno sono Elia, il dirimpettaio maniaco delle due coinquiline che appare quasi sempre a mezzobusto, affacciato alla finestra. Spesso si ritrova ad essere la coscienza (malata) di June e Chloe. Meno interessante Mark, l’amico innamorato di June, il suo servo della gleba personale, che riuscirà perfino ad andare a letto con lei con pessimi risultati. Per la capigliatura, i cliché e l’impostazione del personaggio Mark è assolutamente un pesce fuor d’acqua, e sembra uscito da Willie il Principe di Bel Air.
Così come Luther, assistente gay di Van Der Beek, certamente più simpatico di Mark, ma eccessivamente grottesco.
Infine c’è Robin, l’ex coinqulina di Chloe ( che venera come una dea), personaggio assolutamente meno rilevante degli altri, ma capace di dare quel tocco in più ad alcune sequenze.

Nel complesso degli episodi non si racconta una gran trama, e, come nelle vecchie sitcom, gli stessi episodi possono essere visti pur senza conoscere i precedenti.
Infatti non si dà un grande valore ad una visione di insieme della trama, ma i dialoghi sono divertenti e mai scontati.
Insomma non hanno tanto importanza le storie che vengono raccontate, quanto il come vengono raccontate.

La serie si compone di una prima stagione di 7 episodi, ed una seconda di 19.
Nonostante sia stata premiata nel 2011 come serie più promettente con il Crtitics’ Choise Television Award, la serie è stata ritirata dalla ABC perché non faceva grandissimi ascolti.
Probabilmente il grande pubblico non è ancora pronto per qualcosa di così diverso dal solito. E la ABC non ha voluto continuare a scommettere sul futuro.

Domani sera alle 22:45 su Fox andrà in onda il finale di stagione
Se troverete il tempo di guardare la puntata forse vi accorgete che nella vita è sempre meglio innamorarsi di una stronza, che di una brava (e noiosissima) ragazza.
Diceva Mark Twain, anche se spesso la citazione viene erroneamente attribuita ad Oscar Wilde, scelgo il paradiso per il clima e l’inferno per la compagnia.

Otello Piccoli

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8 thoughts on “Una stronza fantastica

  1. Articolo splendido, lasciamelo dire!
    Un analisi dettagliatissima ed intelligente di una serie che, come sai anch’io ho apprezzato molto.
    Il tuo amore nei confronti del personaggio di Chloe si evince in ogni singola battuta e devo dire che grazie alle tue parole sono riuscita a cogliere a pieno alcuni aspetti che fino ad ora avevo solo vagamente considerato. Complimenti!
    Sono certa che mi vedrai spesso girovagare e commentare su queste pagine 🙂

    Nadia

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