Masterchef Australia: l’amore ai tempi del Koala

Gary Mehigan, Matt Preston e George Calombaris

Nessun appassionato di Masterchef può perdersi la versione più buonista del mondo: Masterchef Australia.
Dimenticate la supponenza aggressiva di Bastianich, la fredda cattiveria di Cracco, le parolacce di Ramsay ed immergetevi nel mondo fatato dei masterchef australiani.

Il programma, attualmente in onda tutti i giorni su SkyUno (ad orari variabili, ma con tanto di doppia o tripla replica la notte ed il mattino dopo), è composto da un numero di puntate che si avvicina al centinaio, dato che in ognuna si svolge una ed una sola prova.

Innanzitutto, nonostante il format e i loghi siano gli stessi, come lo stesso è l’obbiettivo, le varianti sono notevoli.
I concorrenti iniziano in 50 e vengono eliminati a gruppi nei primi turni di gioco, fino ad arrivare alla cosiddetta “top 24”.
La seconda fondamentale differenza è che nessuno viene eliminato durante la gara. Esiste sempre una sorta di spareggio, un’eliminatoria, per i peggiori concorrenti.
Infine, tutte le volte che qualcuno vince una sfida ha la possibilità di concorrere per l’immunità ( il diritto a non giocare l’eliminatoria, ovvero lo spareggio, quando dovesse risultare tra i peggiori) in una sfida con tema a sorpresa contro uno chef professionista. I giudici assaggiano i piatti alla cieca, ovvero senza conoscerne l’autore, ed ognuno esprime un voto da 0 a 10.

Le special guest si sprecano, essendo presenti nel 90% delle puntate nelle vesti di giudici, ospiti o avversari.

In alcuni momenti la sfida è itinerante ed i concorrenti viaggiano non solo nel continente australiano, ma si spostano anche in Europa o negli Usa.

Ma la principale caratteristica del programma è un’altra: nell’edizione dell’immensa nazione del Commonwelth sono tutti così gentili e carini che potrebbero essere dei personaggi di Edmondo De Amicis.

I giudici (gli chef Gary Mehigan e George Calombaris ed il critico Matt Preston) sono dei santi: per loro non esiste mai il piatto peggiore, al massimo “ il piatto che ci ha sorpresi di meno”, considerano i concorrenti sempre tutti “bravissimi”, anche se mettono lo zucchero al posto del sale, e al momento dell’eliminazione sono prodighi di complimenti e colpiti da grandi dispiaceri.
I giudici non alzano mai la voce e sono sempre al servizio dei concorrenti: gli recuperano gli ingredienti se è il caso, li consigliano, gli correggono gli errori, e, se potessero, prenderebbero a testate la telecamera e cucinerebbero di nascosto per i concorrenti più in difficoltà.

Non esistono cazziatoni a Masterchef Australia. E anche quando il piatto fa schifo ( per esempio la carne è cruda, la salsa è acida e il contorno sembra il vomito di un opossum) sono pronti a sottolineare il lato positivo: “però il sale è dosato bene, complimenti, bravo!”.

Lo spettatore europeo e/o americano resta lì in attesa. Dovrà arrivare, prima o poi, un insulto, un rimprovero, un’occhiataccia, un dito puntato, un sopracciglio inarcato, un qui pro quo! Macché, parafrasando Gaber, sono come gli indiani in “Balla Coi Lupi”: buonissimi! Le scorte di giudici cattivi le hanno sprecate tutte per le altre edizioni.
Allora si comincia a sperare nei concorrenti. E si aspetta con ansia un po’ di sana concorrenza, qualche trucchetto, un litigio, uno screzio, un’invidia, una gelosia, un moto competitivo, un’antipatia personale, un minimo di sana ipocrisia.

Niente da fare. I concorrenti sono degli angeli. Si vogliono tutti bene, e fin qui è strano ma accettabile.
Se qualcuno ha un problema (dimentica un ingrediente o sbaglia la ricetta) c’è sempre il vicino pronto ad aiutare, a mettersi a disposizione, a sbagliare e correre il rischio dell’eliminazione pur di dare una mano. E questo è strano, ma possiamo farlo passare.
Alla fine di ogni eliminatoria (alla quale gli altri possono assistere ma devono allontanarsi nel momento in cui si ufficializza l’eliminazione) i concorrenti attendono in casa l’arrivo di chi si è “salvato”. E, chiunque si salvi, sono sempre contentissimi. Abbracci, baci, sorrisi, lacrime, per i vincitori. Poi un momento di raccoglimento per chi se n’è andato, che era sempre il più bravo, il più caro, il più buono di tutti. Come quando muore qualcuno.

Anche questo risulta un po’ eccessivo ma, direte, vivendo per tanto tempo tutti insieme ci si può affezionare, e quindi accettiamo anche questo.
Il colmo si raggiunge però nel momento dell’eliminazione.
Sì perché guardando un’eliminatoria di Masterchef Australia può capitarvi di imbattervi in due scene che hanno davvero dell’incredibile:
1) il concorrente eliminato non si dispera, anzi si dice contento perché così non ci rimangono male gli altri a cui lui vuole tanto ma tanto bene.
2) il concorrente decide di autoeliminarsi per non infrangere il sogno di un’altro potenziale eliminato.

Ora ditemi voi in quale gara del mondo un concorrente si ritira, altrimenti il suo avversario rischia di non poter vincere.

Poi, ad un certo punto, quando credi che non si possa andare oltre nel campo della bontà cosa si inventano? La cena col Dalai Lama!
Phoebe avrebbe detto: “questi sono come Babbo Natale strafatto di prozac mentre fa sesso a Disneyland!”. E infatti è così. Perché sul finale due concorrenti si mettono ad aiutarne una terza per evitare che presenti un brutto piatto.

Ma la vera chicca è un’altra: quando i giudici chiedono al Dalai Lama un parere sul cibo lui risponde: “io non sono un esperto di cibo, mangio quello che mi danno”. Arrivederci e grazie.
Ma che cacchio lo avete invitato a fare allora?!

A questo punto però è chiaro che si esce dall’ambito televisivo e si entra nel campo dell’antropologia applicata alla psicologia. Per qual fondamentale differenza rispetto a noi lo spettatore australiano riesce ad entusiasmarsi per un reality (o meglio un contest) in cui tutti si amano alla follia, nessuno litiga, nessuno bestemmia, nessuno dice parolacce, nessuno è scorretto e sono tutti perfettini, simpatici e carini come se il tutto si svolgesse nel villaggio dei Puffi?
Sarà la carne di canguro? Il pelo di koala? L’eccesso di bauxite? L’emisfero? Eppure è così.

Però poi, guardando i nostri omologhi, e immaginandoli senza la bassa meschineria umana che tanto gli autori, quanto i registi ed i conduttori, stimolano, inseguono, stuzzicano pur di dare senso, adrenalina, e costruire gossip sui propri prodotti, viene da chiedersi se è possibile, anche qui da noi, una televisione che sia piacevole per i messaggi positivi che manda (seppur in effetti eccessivamente melensi), e che incolli gli spettatori allo schermo come riesce a fare un piatto di petto di struzzo al miele di baobab lanciato per terra, con contorno di vaffanculo croccante.

Otello Piccoli

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24 thoughts on “Masterchef Australia: l’amore ai tempi del Koala

  1. master chef usa ed italia sono format studiati per un popolo di mentecatti e lobotomizzati che concepisce solo la violenza e la sopraffazione, che gode nel vedere il prossimo deriso ed umiliato. Unico obbiettivo per questi popoli? raggiungere il proprio scopo senza guardare in faccia a nessuno e la lealtà? ………bè è una debolezza inutile……………….rispettare le regole? Segno di idiozia!
    Questo siamo diventati noi italiani per seguire il mito americano!
    Che MC australia sia sdolcinato non ci piove, ma almeno dimostra che l’essere umano può gareggiare senza colpi bassi, che per imparare serve umiltà anche da parte di chi insegna. Purtroppo è TV, finzione controllata, non credo che la società Aussie sia così buonista, però lo spero!!

  2. Pingback: Masterchef: ospiti internazionali, ma solito stile provinciale | Se Telecomando

  3. Parlando squisitamente ed esclusivamente di cucina é indubbiamente il programma che cmq partendo dalle basi più si eleva allo standard dell’alta cucina o almeno l’insegue. Ospiti internazionali grandiosi praticamente tutti i più grandi chef del globo (Keller, White;Bottura;Retzepi,Blumenthal ecc) e chef tv come la Lawson e J.Oliver. A differenza di quello americano, dove gli ospiti, sono pressapoco sconosciuti ai più o saranno famosi solo in America. Ulteriore punto a favore le masterclass che fanno scuola di cucina e sono davvero completissime anzi spaventosamente perfette davvero mai visto in Italia delle ricette così accorte, basterebbe fare un bel lavoretto di montaggio per far vedere tutti i passaggi, come fanno loro, per semplificare una ricetta di 6 ore in 25 minuti, ma no qui in Italia nei programmi di cucina fanno i soliti piatti da 15-20 minuti in diretta o cmq in quasi pianosequenza 😦 e quindi ti esce il solito piattino da fare a casa quando non c’hai 1 minuto da perdere. Che poi sia melenso una giuggiola sono daccordo però francamente preferisco imparare qualcosa sulla cucina che vedere colpi bassi e inganni

  4. Inizialmente credevo che masterchef Australia fosse una grande bufala.Ero davvero troppo abituata alla estrema concorrenza di mc usa e hall’s kitcher per cui ero dubbiosa.Guardandone diverse puntate però mi piaceva sempre più per via delle masterclass,per via del legame che nasceva tra i concorrenti in gara..troppo melenso e ciò dà qualche dubbio sulla autenticità delle emozioni dei concorrenti,ma è un programma gradevole,davvero rilassante… negli usa sono troppo troppo guerriieri..

  5. E no che non sono troppe, io le guardo tutte e davvero le preferisco agli altri programmi citati… E anche i miei bambini le possono guardare con me!

  6. seguo solo Master Chef Australia .è divertente .simpatica ,gli Chef ,sono di una simpatia unica ,e cosa più bella non si atteggiano a divi ,ne dicono parolacce e ne trattano a pesci in faccia i concorrenti ,anzi se li vedono in difficoltà li aiutano danno consigli ,insomma per me è ” NUMBER ONE” ed in più ti fanno venir voglia di metterti ai fornelli e cucinare .Un ringraziamento davvero speciale per i 3 e con Matt Moran 4 Chef BRAVISSIMI

  7. Concordo con quando già detto precedentemente negli altri commenti e cioè che a Masterchef Australia la protagonista è LA CUCINA e non gli chef o i concorrenti. Inoltre io credo che dal punto di vista di un professionista non ci sia alcun gusto ad insultare o smontare uno che viene lì davvero per imparare e non per far vedere che si crede stocazzo. In più i tre giudici non fanno altro che ripetere una cosa: “non te la sei cavata male per essere un dilettante”, non li trattano mai come aspiranti chef o presunti tali. Sono un branco di dilettanti. E così li fanno sentire per tutta la durata del programma. Dilettanti che imparano dai professionisti. Invece da noi ci sono dilettanti trattati come professionisti che si credono meglio dei professionisti. Che decidono una strategia solo per fare dispetto al prossimo e per metterlo in quel posto ad un altro concorrente. No, buonista o meno, viva Masterchef Australia un milione di volte, l’unico programma di cucina che mi fa venire voglia di cucinare.

  8. MC Australia mi ha colpito proprio per le qualità che avete sottolineato: niente occhiatacce, niente sarcasmo, niente duelli all’ultima bistecca. Troppo buoni? Ma non sono dall’altra parte del pianeta? Sarà per questo? Difetti: i piatti devono essere SEMPRE cucinati “alla perfezione”, gli WOW! si sprecano, e non capisco perché inquadrino sempre la Vespa parcheggiata fuori (pubblicità occulta di italiani all’estero?)
    Aspetto le prossime edizioni

  9. È finito ieri su Cielo masterchef 4 e sono in lutto! Troppo bello. Adoro proprio perché sono sempre educati e gentili. Ci fanno conoscere luoghi stupendi e fanno veramente venir voglia di cucinare! (Ma il barramundi con cosa posso sostituirlo!?)

  10. Sono in pensione dal 2011 e ho scelto la campagna umbra per il “buon retiro” da Roma centro!
    Ho dovuto imparare ad accendere la TV per passare molto tempo “libero” ed ho scoperto MASTERSCHEF AUSTRALIA! Sono rinata, seguo tutte le puntate, ne esco pronta per andare a cucinare sicuramente qualcosa, molte ricette prese dal programma e riuscite benissimo con complimenti di amici. Ho adorato i tre giudici e i concorrenti. Lo stile del Programma è senz’altro ad alto livello sotto tutti i punti di vista: Educazione, Complicità, Collaborazione, Comprensione……! Grazie per riempire i miei pomeriggi così lunghi e monotoni.
    Ho una gran voglia di fare un viaggio in Australia che prima o poi farò.

  11. Io odio Masterchef Italia per la maleducazione e arroganza dei giudici. Ho iniziato a seguire Masterchef Australia dalla prima edizione..Sono stata 4 volte in Australia e vi posso assicurare che la gente è proprio così…sempre pronta ad aiutare e estremamente positiva. La trasmissione non è sdolcinata..sono così. Ho avuto modo di conoscere dei collaboratori di George Calombaris e mi hanno detto che è una persona fantastica come datore di lavoro…il suo entusiasmo ed esuberanza che traspare nello show è autentica anzi lo devono spesso contenere.
    L’Australia è un altro mondo rispetto all’Italia; e i due stili così diversi dello stesso format rispecchiano le profonde differenze tra i due paesi. In Italia tutto deve essere urlato, insultato perché solo questo fa audience.

  12. Sono convinta che masterchef Australia sia il programma culinario migliore perché i giudici rispettano i concorrenti, non li mortificano e, insegnano loro tutto ciò che serve x diventare degli abili cuochi. È un piacere vedere ogni puntata è rilassante e vedere quegli scorci della natura australiana, è bellissimo! Vedere che, dall’altra parte del mondo, esistono persone che riescono a volersi bene nonostante partecipino ad una trasmissione con un premo finale considerevole, è magnifico! Si può partecipare è mirare alla vittoria senza ostacolare gli altri. Questo è ciò che comunica masterchef Australia. Non vedo l’ora che ricominci una nuova edizione. X ora vedo masterchef all stars ed è semplicemente bellissimo.

  13. La penso come tutti gli altri, lo trovo davvero un programma interessante. c’è rispetto per i concorrenti ed anche per noi, il pubblico, che non veniamo considerati come violenti tifosi da stadio, inoltre si imparano molti accorgimenti e dettagli che tutti possiamo usare. Che novità qualcosa di simile anche da noi …

  14. Aggiungo che a differenza dei concorrenti italiani, gli australiani spesso ringraziano (!!!!!) anche per aver avuto la possibilità di IMPARARE qualcosa e quindi di migliorare tecniche e conoscenze sia per le fantastiche e simpatiche “Masterclasss”, sia per aver semplicemente partecipato ad una SANA E STIMOLANTE COMPETIZIONE. Non si sente la mancanza della maleducazione e del sarcasmo gratuiti.

  15. Viva Masterchef Australia! Concordo con tutti i commenti, adoro i giudici sempre così gentili anche se devono criticare, e questo atteggiamento non è melenso o sdolcinato, è semplicemente educato!
    I concorrenti poi non si scannano tra di loro nè si insultano o si lanciano occhiatacce come si vede fare in MC USA o purtroppo anche in MC Italia dove più che i concorrenti, poverini maltrattati e insultati, sono i tre giudici veramente sgradevoli e antipatici ( e mi fermo qui…)

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  19. Mah…secondo me mc Australia è inguardabile. dovrebbero cambiare titolo e non rovinare il buon nome di questa trasmissione che, fra l’altro, nn fa per voi. Masterchef è una gara non un corso di cucina x gli spettatori a casa, i giudici DEVONO essere severi perché devono spronarti a dare il meglio e abituarti a subire critiche anche feroci dai clienti.se mi servi carne scotta o pasta cruda o impiatti da cani non sai cucinare e mi hai solo fatto perdere tempo. A MC Australia ti direbbero comunque che è delizioso!!quei tre giudici mangerebbero di tutto e un giudice non dev’essere di bocca buona! Li ho visti leccare il piatto, trovare un capello e riderci sopra, esaltare una bruschetta dicendo che l’abito non fa il monaco…boh. I nostri giudici son tirchi di complimenti come si addice a clienti raffinati se vuoi i tre paciarotti da trattatoria che mangiano di tutto i complimenti non valgono nulla. Sono i tuoi giudici non i tuoi soci

  20. Sicuramente è moolto più bello quello Australia che quella cagata Italia, dove gli Chef sembrano delle teste di cazzo sempre incazzate! Poi prendere i piatti buttarli via con il cibo dentro.. ma prendetevela nel culo

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