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Informazioni su Otello Piccoli

Otello Piccoli, studente di Comunicazione, attivista politico, organizzatore di eventi, appassionato di cinema, cucina, calcio (ma solo il Palermo), Formula 1, e, naturalmente, blogger. Mi trovate su Facebook, su Twitter, dove commento per lo più la politica nazionale ed internazionale, e su Vine dove filmo per lo più cazzate ma mi diverto un mondo.

Mediaset presenta Centoventi. Peccato che le immagini siano rubate ad Announo

Centoventi, il nuovo format Mediaset

Centoventi, il nuovo format Mediaset

A Mediaset sono completamente impazziti. E non parlo della guerra dei diritti tv appena conclusa, con la gelosia nei confronti degli incontri tra l’ amministratore delegato di Sky ed il Governo, né delle dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi su Renzi.
Presentando due giorni fa il nuovo palinsesto, l’azienda di Cologno Monzese ha mandato in onda un video di promozione, che comprendeva tutte le principali novità e le conferme per la stagione televisiva che verrà.
Tra le nuove (agghiaccianti) proposte, come Rising Star, ennesimo talent canoro stavolta copiato da Israele, o Tu Sì Que Vales (talent anche questo, che sarà condotto da  Maria De Filippi, Gerry ScottiRudy Zerbi e Geppi Cucciari), arriva anche un format che loro stessi definiscono “di avanguardia”, chiamato Centoventi. Continua a leggere

Temptation Island: niente isola, niente tentazioni, solo tristezza e banalità

Il logo di Temptation Island

Il logo di Temptation Island

Partiamo da un punto: Temptation Island è una roba falsa perfino nel nome, infatti è girata a Gaeta che è un’isola quanto io sono Britney Spears. Ma la regia inquadra ogni due minuti la spiaggia, tanto per restituirci l’atmosfera alla Robinson Crosue e farci dimenticare il dettaglio.
In compenso è un vero gioiello televisivo sfornato da menti raffinatissime (e, ovviamente, copiato dagli Usa): 5 coppie, magari di frequentatori abituali di reality e di programmi della De Filippi, quindi già esperti di pianti e litigi davanti alle telecamere, separate e “tentate” da 12 uomini e 12 donne (mancano solo le 12 scimmie!) che vengono chiamati con l’appellativo “single”. Cioè non sono Giuseppe o Francesca, per dire. No, sono il “single Giuseppe” e la “single Francesca“. Continua a leggere

The Leftovers: il racconto di un dramma corale in cui sparisce anche Ratzinger

La reazione alla scomparsa del figlio a inizio episodio

La reazione alla scomparsa del figlio a inizio episodio

E’ il volere di Dio? E’ stato Gesù Cristo a scendere sulla terra e a portare con sé i giusti, come dice la dottrina del “Rapimento della Chiesa“?
Beh, se così fosse, allora sarebbe normale che del gruppo degli scomparsi facesse parte pure Joseph Ratzinger, il Papa Emerito (che ovviamente, nel 2011, anno in cui è ambientata la sparizione, era ancora il Papa).
Già, perché nella realtà immaginata dallo scrittore Tom Perrotta e da Damon Lindelof, sceneggiatore principale di Lost, il 2% (ma poi perché giusto il 2%?) della popolazione umana, Ratzinger compreso, scompare all’improvviso, senza una spiegazione razionale.
Ma non è tanto la spiegazione dell’evento che interessa gli autori (anzi, c’è il fondato sospetto che la serie non si spinga nemmeno a cercarla, la motivazione), quanto la vita di coloro che sono rimasti, appunto, i Leftovers, “gli avanzi”, e la “reazione collettiva” al dramma. Continua a leggere

Due mostri felici e contenti? Finale di stagione per Agents of S.H.I.E.L.D.

Coulson e Fury affrontano Garrett

Coulson e Fury affrontano Garrett

Si è chiusa la prima stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. e, anche in questo ultimo episodio, adrenalina, colpi di scena ed ironia non sono mancati. Anzi.
C’è il ritorno del direttore Fury (uno strepitoso Samuel L. Jackson) che arriva giusto in tempo per salvare Fitz-Simmons dagli abissi e che poi ha un dialogo strepitoso con Coulson e Garrett (“mi vuoi dire che hai aderito all’ HYDRA perché hai capito male il mio discorso?!”), e c’è lo scontro tanto agognato tra May e Ward in cui lei ha la meglio con una mossa strepitosa: gli pianta il piede a terra con la sparachiodi e lo stende con un calcio volante. Continua a leggere

Top One: l’insostenibile leggerezza di Enrico Papi

Top One

Top One

Ho sempre considerato il sorriso di Enrico Papi uno dei più insopportabili dell’intero panorama televisivo, insieme a quello di Frizzi e a quello di Conti.
Ipocrita, esagerato, con gli occhi spiritati, sembra il sorriso del vecchio compagnone di mille avventure, quello che ha sempre una battuta per tutti, ma nel gruppo ride solo lui.
Bisogna dire, però, che è un uomo coerente, che mai ha pensato di smettere di sguazzare nel trash televisivo, anzi se ne fa alfiere orgoglioso.
E in questi giorni, in replica su Italia 1 con la vecchia edizione di Top One, raggiunge l’apice della sua (resistibile) ascesa in cui mai, dico mai, ha tentato un piccolo balzo verso una maturità professionale. Continua a leggere

La Casa degli Assi: ok il poker in tv, ma risparmiateci le lagne

Il tavolo d La Casa degli Assi

Il tavolo d La Casa degli Assi

Se vi piace il poker texas hold ‘em, non potete perdervi gli ultimi 20 minuti delle puntate de La Casa degli Assi.
Le partite sono divertenti e, se siete dei principianti, o degli appassionati vogliosi di carpire qualche segreto, la visione può essere interessante.
Non solo: tra i commenti di Luca Pagano e Alberto Russo, e le lezioni di poker di quest’ultimo, anche la “didattica”, se così vogliamo definirla, ha un certo peso.
Si giocano varie partite, alcune per conquistare chips, altre per le eliminazioni. I concorrenti vengono eliminati due alla volta e, spesso, sostituiti da altri che si qualificano online. L’ultimo che rimane in gara vince 50.000 euro.
Il problema, però, è tutto il resto del programma: due maroni da qui a Marrakech (dove, non si sa per quale motivo, si svolge l’intera vicenda). Continua a leggere

I voti alla quarta stagione de Il Trono di Spade (parte III)

La mappa di Westeros e di Essos

La mappa di Westeros e di Essos

Ecco la terza ed ultima parte (giuro) di questa immane fatica letteraria (per leggere la prima e la seconda parte clicca qui e qui). Ovviamente non parlo del ciclo di romanzi di George R.R. Martin, ma delle mie valutazioni della quarta stagione de Il Trono di Spade.
Certo, chi non ama la serie potrebbe anche dirmi: “hai frantumato gli zebedei con ‘sta storia”. Però vi assicuro che non era minimamente possibile riassumere tutto in un solo post. Anzi, per fare una cosa più umana, ho anche scartato alcuni personaggi e alcuni avvenimenti, che magari a qualcuno sembrano più rilevanti di altri. Ma una selezione andava pur fatta e quindi…
Riprendo, dunque, l’analisi, partendo dall’amico paffuto di Jon Snow, il giovane Sam. Continua a leggere

I voti alla quarta stagione de Il Trono di Spade (parte II)

Martin sul Trono di Spade, circondato dal cast

Martin sul Trono di Spade, circondato dal cast

Come promesso, ecco il secondo post coi giudizi sulla quarta stagione de Il Trono di Spade. Potete leggere il primo cliccando qui, mentre il terzo ed ultimo arriverà domani.
Quindi se state aspettando, come qualcuno ha già scritto nei commenti, lo scontro tra Vipera Rossa e La Montagna, domani avrete la vostra soddisfazione. In ogni caso, se proprio non potete aspettare fino a domani per i voti, potete sempre leggere il commento allo strepitoso episodio 4×8 cliccando qui.
Per il resto, le valutazioni di oggi iniziano con quel personaggio fighissimo che è Nonna Tyrell. Continua a leggere

I voti alla quarta stagione de Il Trono di Spade (parte I)

Il Trono di Spade

Il Trono di Spade

Che stagione è stata questa quarta de Il Trono di Spade? Io l’ho trovata strepitosa, forse la più bella delle quattro, di certo la più emozionante. Dopo tre stagioni che ci avevano abituati ad un certo “andazzo”, questa ha stravolto un po’ tutti i parametri precedenti, e ha visto le evoluzioni interessantissime di parecchi personaggi, confermandosi la serie più bella e complessa mai vista prima.
Ecco i voti di tutti i personaggi che hanno meritato, a mio parere, una menzione. Ovviamente, su tutti, hanno spiccato Tyrion Lannister con la storia del processo, la coppia Arya-Mastino, e la new entry Oberyn Martell, detto Vipera Rossa. Continua a leggere

Palermo Pride: semel in anno licet insanire, ma poi torniamo omofobi come prima

Palermo Pride 2013 (una mia foto)

Palermo Pride 2013 (una mia foto)

Non so se s’è capito, ma oggi scelgo di andare fuori tema e scrivere qualche riga sul Pride che, pur avendo perso l’attributo “gay”, anche perché ormai partecipano in massa persone di ogni sessualità, resta un momento di riflessione soprattutto sui diritti della comunità LGBTQ (e mi scuso se manca qualche lettera, ma questo acronimo si rinnova fin troppo spesso perché io riesca a stargli dietro).
Secondo quel genio di Giorgio Montanini (per leggere clicca qui), l’omofobia è una cosa prevalentemente maschile. Durante uno dei suoi spettacoli chiedeva ad un uomo chi sceglierebbe, se fosse costretto, per fare l’amore: una vecchia o Brad Pitt? Ovviamente la risposta è stata “la vecchia”. Mentre le donne, tra un vecchio e Angelina Jolie sceglierebbero, in maggioranza, la seconda.

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