Palermo Pride: semel in anno licet insanire, ma poi torniamo omofobi come prima

Palermo Pride 2013 (una mia foto)

Palermo Pride 2013 (una mia foto)

Non so se s’è capito, ma oggi scelgo di andare fuori tema e scrivere qualche riga sul Pride che, pur avendo perso l’attributo “gay”, anche perché ormai partecipano in massa persone di ogni sessualità, resta un momento di riflessione soprattutto sui diritti della comunità LGBTQ (e mi scuso se manca qualche lettera, ma questo acronimo si rinnova fin troppo spesso perché io riesca a stargli dietro).
Secondo quel genio di Giorgio Montanini (per leggere clicca qui), l’omofobia è una cosa prevalentemente maschile. Durante uno dei suoi spettacoli chiedeva ad un uomo chi sceglierebbe, se fosse costretto, per fare l’amore: una vecchia o Brad Pitt? Ovviamente la risposta è stata “la vecchia”. Mentre le donne, tra un vecchio e Angelina Jolie sceglierebbero, in maggioranza, la seconda.

Un bacio tra gay

Un bacio tra gay

Perché, dice, la cosa che per noi è fastidiosa, è la penetrazione tra uomini. Comunque la vediamo, qualunque sia la nostra cultura socio-politica, il sesso tra due uomini ci fa reagire, spesso ridendone, oppure prendendone le distanze.
Ma se provi a chiedere ad un maschio di assistere ad una scena di sesso saffico, difficilmente troverebbe da ridire.
Ecco qual è il problema dell’omofobia: può esserci perfino un’accettazione sociale della cosa, si può arrivare, con qualche sforzo, alla conquista di alcuni diritti, ma, ancora, non si riesce ad accettarne con tranquillità l’atto sessuale.
Attenzione, non sto ovviamente sostenendo che per una lesbica la vita sia più facile che per un gay (né che le donne non possano essere omofobe), ma, in una società al tempo stesso omofoba e maschilista, un uomo che fa la carriola con un altro uomo è ancora un’immagine che si accetta con grande difficoltà.

Un bacio tra lesbiche

Un bacio tra lesbiche

E’ per questo che, pur partecipando in migliaia al corteo di oggi, ci ritroveremo facilmente, tra qualche giorno, a definire gay un amico, per prenderlo in giro, a parlare di “prenderlo nel culo” quando qualcosa va male, e a bisbigliare, forse sgomitando, se un gay, magari travestito, compra il pane insieme  a noi. E non c’è peggior omofobo di quello che si crede un sincero democratico, di quello che “ho tanti amici omosessuali”, ma che quando si trova a difenderne i diritti, si sente in dovere di premettere: “io non sono omosessuale, ma…”.

Due dolcissime signore al Pride di Napoli 2012

Due dolcissime signore al Pride di Napoli 2012

Semel in anno licet insanire“, dicevano i latini: una volta all’anno si può impazzire. Si può andare al corteo vestiti di mille colori, a ballare, cantare ed abbracciarsi. Semel in anno.
E se , invece, ci impegnassimo fino al prossimo Pride a non fare mai nessuna allusione omofoba nemmeno per scherzo? Così, tra un anno, potremmo rivederci tutti per capire chi c’è riuscito. Scommetto che sarebbero davvero in pochi.

Otello Piccoli

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