Cucine da Incubo: la brutta copia italiana

Antonino Cannavacciuolo

Antonino Cannavacciuolo

Hai un ristorante in crisi? Servi polenta del ’74 e ti offendi se i clienti non la mangiano? Congeli il cibo spacciandolo per fresco ed il tuo locale è sempre vuoto?
Niente pura: “Kaboom, Cannavacciuolo risponde!“, come recita l’improbabile fumetto che ogni tanto appare in sovraimpressione.
Paolo e Bina hanno bisogno di aiuto, il loro locale a Milano, “Il Golfo di Mondello e Sferracavallo” che serve specialità siciliane, è in profonda crisi.
Lavora con un menu a prezzo fisso seppellendo i clienti di cibo, la maggior parte del quale finisce nella pattumiera.
E così i conti non tornano, e i clienti nemmeno. Continua a leggere

Il Trono di Paglia: a Hell’s Kitchen chi farà la fine di Joffrey?

Cracco banditore e la valletta

Cracco banditore e la valletta

La sveglia per i concorrenti di Hell’s Kitchen è sempre inutilmente traumatica. Stavolta li chiamano a padellate, per presentare loro il giochino sadico del giorno.
Cracco organizza un’asta, e porta con se una specie di valletta muta che mette subito in agitazione gli ormoni di tutti i maschi, tranne quelli di Lillo, che con quella faccia da segaiolo annuncia spocchioso: “figurati ho trombato di meglio”.
Cracco detta le regole: “questa è una casa d’asta a regola d’arte, voi dovete conquistare più ingredienti possibili… CHAROOO?!!”, conclude urlando senza motivo.
Poi, tutto contento mostra le banconote per l’asta: gli “Hell’s“, i soldi finti con la faccia di Cracco stampata sopra: dirò solamente oh my god! Continua a leggere

Hell’s Kitchen: Cracco prima fa il burlone, poi mette tutti dietro la lavagna

Carlo Cracco

Carlo Cracco

La puntata si apre con una trovata: Cracco, che è un simpaticone, presenta ai concorrenti lo chef Frank Salvino di Boston (che in realtà è tal Andrea Padovan, un bancario che ha preparato una serie di piatti con ingredienti di infima qualità), e fa loro degustare la sua cucina.
I grandi esperti commentano estasiati: “mmm sono eccezionali, la fine dl mondo!” con conseguente figura di merda collettiva. Ovviamente è il preludio alla gara dell’assaggio bendato, un classico di Gordon Ramsay.
Avendo un componente in più, la squadra blu deve eliminarne uno dalla prova e Andrea, che già si era fatto cacciare dalla cucina nello scorso servizio, si fa ancora più amare dalla squadra tirandosi indietro e mandando avanti Matteo, raffreddato, che medita di strangolarlo. Continua a leggere

Come mi vorrei? Come Belen! Ma gli spettatori si ribellano: chiudete il programma.

Belen Rodriguez e il suo staff

Belen Rodriguez e il suo staff

“Ciao Belen, ho tagliato i capelli  troppo corti e mi sono pentita, come faccio? Ciao Belen, sono troppo timida e non riesco ad uscire dal guscio, aiutami tu! Ciao Belen, i ragazzi che conosco dopo tre giorni scappano!”.
Comincia così, con Belen Rodriguez che guarda improbabili videomessaggi sul tablet e poi, a metà tra Evita Peron e la Fata Madrina, sceglie un fortunata e corre in suo soccorso.
Quindi nell’ordine: le fa una seduta tipo assistente sociale, sbircia insieme alle amiche della prescelta il guardaroba bocciandolo in pieno, le rovina lo specchio scrivendoci sopra banalità sui cambiamenti che deve effettuare, e poi parte lo show. Continua a leggere

Hell’s Kitchen, Cracco prova a fare Ramsay

Il gentile Carlo Cracco

Il gentile Carlo Cracco

Lui: “questo piatto fa cagare, quello sembra mangiato, qui l’idea è buona ma l’esecuzione no. Tu che hai sulla lingua? Un piercing? E assaggi col piercing? Tu come fai a bruciare un branzino? Se bruci un branzino sei un coglione, cazzo!
Loro: sì chef, certo chef, grazie chef, come vuole chef, ai suoi piedi chef!
Si presenta così Hell’s Kitchen Italia, prodotta da Magnolia e “condotta” da Carlo Cracco: 16 schiavi (divisi in due squadre, blu per i maschi e rosso per le femmine) pronti a subire ogni angheria ed ogni insulto per stare un po’ in tv e ottenere, se gli va bene, un contratto da executive chef al Fort Village in Sardegna, il resort più grande d’Europa, e, se gli va male, un esaurimento nervoso e la vergogna di farsi rivedere dagli amici dopo essere stato umiliato per settimane in tv.

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Un buon non compleanno a Se Telecomando: sei mesi di blog


Se Telecomando compie sei mesi, e io ne approfitto per fare il brunello e pubblicare un minipost della serie “facciamo il punto”, risparmiandomi l’analisi del programma tv di oggi.
Partiamo da una domanda: cosa spinge una persona a diventare un blogger? Innanzitutto il delirio narcisistico di pensare che agli altri interessino tantissimo le tue paranoie (figuriamoci un post pieno di inutili statistiche come questo), siano esse politiche, sociali, culturali, filosofiche, ludiche. L’idea, cioè, che tu scrivi per fare un servizio agli altri e non per esaltare la tua autostima.
Detto questo, al netto del contenuto, esistono due tipologie di blogger: il saltuario ed il costante. Continua a leggere

La Pista: Raiuno confeziona (anzi copia) ancora un pessimo talent

Flavio Insinna

Flavio Insinna

Esattamente come gli sceneggiatori di Boris (per leggere clicca qui) rubano le idee dalle soap coreane, sperando di non essere scoperti, Raiuno saccheggia un format venezuelano, sempre per la teoria che in Italia non c’è un cristo in grado di inventarsi un programma per la tv.
Arriva così La Pista, una roba così nuova ma così nuova che sa tantissimo di vecchio, condotto dall’immarcescibile Flavio Insinna (per leggere clicca qui), che sapeva di vecchio, probabilmente, anche in fasce. Insomma, ancora un pacco dall’uomo dei pacchi.
Ottanta ballerini divisi in squadre da dieci si fanno giudicare da una speciale giuria composta da tre professionisti di livello internazionale ed indiscussi protagonisti della storia della danza: Claudia Gerini, Rita Pavone e Gigi Proietti. Continua a leggere

Ti lascio una canzone. No, per pietà, tienila tu!

Antonella Clerici versione bomboniera

Antonella Clerici versione bomboniera

Armato della pazienza di Giobbe e della buona volontà di Stakanov, mi sono messo a guardare “Ti lascio una canzone“, ma ammetto che sono bastati i primi 2 minuti per scatenare in me l’irrefrenabile impulso di cambiare canale. Poi, però ho resistito. Stoico.
Voglio fare una premessa: i bambini che cantano con voce da adulti mi fanno una paura fottuta, un po’come quelli dei film horror.

La Clerici è subito ridicola, entra zompettando con la grazia di un ornitorinco, ed è vestita da confetto rosso, anzi da bomboniera.
La trasmissione consiste in una gara tra canzoni noiosissime che vengono giudicate al 50% dalla giuria, e al 50% dall’immancabile televoto.
Si inizia subito col meglio che la musica italiana abbia mai offerto. Fabrizio De Andrè? Francesco Guccini? Gli Area? Paolo Conte? No, le canzoni di Marcella Bella! Che culo! Continua a leggere

Junior Masterchef, ma una volta i bambini non volevano fare i calciatori?

Bruno Barbieri, Alessandro Borghese, Lidia Bastianich

Bruno Barbieri, Alessandro Borghese, Lidia Bastianich

Ecco a voi il secondo episodio della trilogia “Il Signore dei Fornelli“. Come avrete intuito le tre star del momento, i giudici di Masterchef, hanno preso strade diverse, e se ieri vi ho parlato del “Music Tour” di Bastianich (per leggere clicca qui), in attesa del debutto primaverile di Cracco con la versione italiana di Hell’s Kitchen, ecco che giovedì è arrivato su Skyuno, occupando la stessa fascia oraria del talent appena concluso, Bruno Barbieri con Junior Masterchef.
Sì, perché se una volta da piccolo sognavi di fare il calciatore o l’attrice, l’astronauta o la modella, i pargoli del terzo millennio vogliono diventare chef. Attenzione, non cuochi, chef!

Quaranta bambini tra gli otto e i tredici anni si sono presentati ai nastri di partenza di una gara che per loro vale una borsa di studio da 15000 euro e viaggio a Disneyland Paris.
A giudicarli, oltre a “Mr 7 Stelle Michelin“, ci sono Lidia Bastianich (e forse finalmente capiremo come gli è venuto fuori un figlio così!) e Alessandro Borghese, proprio quello che, nello spot Activia, parla con lo yogurt (per leggere clicca qui). Continua a leggere

Masterchef: la vittoria di Federico, la diretta ridicola e un Bastianich scatenato

Federico Ferrero

Federico Ferrero

Chiunque segua Masterchef in questo momento lo sa: Federico Ferrero ha vinto la terza edizione di Masterchef Italia.
Come l’anno scorso, anche quest’anno il titolo va a quello che più stava sul culo a tutti e infatti, sulla rete, i fan di Masterchef si sono scatenati nell’urlare alla truffa, al raggiro, all’ingiustizia, roba che se lo facessero per le vere truffe, raggiri ed ingiustizie che ci sono in Italia vivremmo tutti in un Paese migliore.

La prima puntata della serata si apre con un grande classico: la mystery box contenente il fac-simile del libro di cucina che il vincitore potrà pubblicare, ed Enrica se ne esce con un bellissimo “in questa foto sono a metà tra Janis Joplin e Suor Germana“.

I concorrenti, per questa prova, possono cucinare un piatto di propria invenzione..
Cracco va subito a rompere le scatole ad Enrica sul nome del piatto. Che carino, mentre quella cucina il problema che lui si pone è il nome. Continua a leggere