Band of Brothers: la storia della compagnia Easy

La Compagnia Easy

La Compagnia Easy

Non amo molto Steven Spielberg, e nemmeno Tom Hanks. Ancora meno mi piacciono quei film di guerra in cui gli americani esaltano sé stessi come eroi e salvatori del mondo.
Quindi ho approcciato la loro produzione “Band of Brothers“, miniserie del 2001 in una sola stagione, riproposta da Sky Atlantic durante l’estate, con questo stato d’animo.
Anche perché si presenta come spin off di “Salvate il Soldato Ryan” che io mi sono ufficialmente rifiutato di vedere.
Eppure, dopo poco, mi sono lasciato prendere, più che dalla storia, dal ritmo e dalle inquadrature, dai lunghi piani sequenza dentro le trincee, dalla telecamera a spalla che rende perfettamente l’idea del caos in battaglia.
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20 coltellate su una bimba per vendetta: Giovani, Carini, Assassini

Giovani, Carini, Assassini

Giovani, Carini, Assassini

Beau e Monique Maestas sono due ragazzi di Mesquite, Nevada. Cresciuti in una famiglia allo sbando, usano farsi di metanfetamine.
Una sera si recano al casinò per un acquisto, e la pusher, Tamara Bergeron chiede loro di attendere. Ma i due hanno fretta, così, per toglierseli dai piedi, Tamara consegna loro dello zucchero.
Quando i due se ne rendono conto tornano indietro per vendicarsi. Cacciati dal casinò, si dirigono verso il camper di Tamara dove, come sempre, le piccole Brittney (10 anni) e Kristyanna (3 anni), sono abbandonate a loro stesse.
Brittney, infatti, quando la madre è al casinò, cioè ogni sera, si prende cura della sorellina con le attenzioni di un’adulta. Continua a leggere

Nano nano Mork, ma il professor Keating era insopportabile

Robin Williams è Mork

Quando muore una persona famosa i social network impazziscono e, mediamente, incontriamo tre tipologie di commentatori.

I maniaci della citazione: a loro vanno bene tutte, più banali sono e meglio è , anche se c’è sempre quello che usa google per ore, fino a trovare la citazione che non conosce nessuno, ovviamente nemmeno lui. Tra questi c’è una gara a definire il morto sempre “il migliore” e a riscoprirlo grande artista anche se non lo è mai stato, uomo giusto e onesto ma, soprattutto, punto di riferimento della propria vita. Tra questi i migliori sono quelli convinti di dar loro la notizia al mondo. Così, di solito, pubblicano un pezzo con tanto di annuncio: è morto taldeitali! Oh grazie, meno male, nel mio bunker sotterraneo in Uganda non era giunta la notizia.
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Oh baby baby, it’s a wild world: il Principe George su Sky

William e Kate con George

William e Kate con George

Dopo aver monopolizzato l’attenzione dei media e dei social network in occasione della sua nascita, ecco che i riflettori tornano su George Windsor, meglio conosciuto come George di Cambridge, il royal baby.
In occasione del primo compleanno del terzo successore in linea diretta al trono britannico, Sky ha mandato in onda uno speciale, che troverete anche nel servizio On Demand, dal titolo “Il Principe George un anno dopo“.
Con un piccolo dettaglio: il principe George non c’è.
O meglio: lo si intravede per qualche istante nelle inquadrature subito dopo la nascita, per riapparire a solo al 37° minuto su 48 di trasmissione. Continua a leggere

Cantami o Diva: Federico Buffa, il poeta del calcio, racconta Storie Mondiali

Il giradischi di Buffa

Lo spettacolare giradischi di Buffa

Con i mondiali in corso poteva mancare un post sul calcio? Certo che no! Anzi, potrebbe arrivarne anche qualche altro.
Il tifo calcistico è uno strano fenomeno che, lo ammetto, coinvolge anche me. Ma perché mai ci si possa ritrovare a tifare per una multinazionale, magari quotata in borsa, che assume professionisti a decine di milioni di euro, pagati praticamente da noi, tra biglietti dello stadio, pay tv e pubblicità, resta davvero un mistero inspiegabile. Eppure funziona.
Sarà il gioco di squadra, sarà lo spettacolo, sarà un ancestrale istinto predatorio che ci spinge a desiderare vittorie e trofei, fatto sta che ci si ritrova a litigare tra tifosi avversari, come se noi ci entrassimo anche solo un minimo coi risultati della “nostra” squadra. Continua a leggere

Sky, un martedì pazzesco! I fantastici episodi di Gomorra, C’era Una Volta e Agents of S.H.I.E.L.D.

Skye Coulson e Fitz

Skye, Coulson e Fitz

Che serata ieri sera su Sky!
Prima, Fox ci ha regalato la spettacolare puntata di Agents of S.H.I.E.L.D (clicca qui) con un finale incredibile, e l’episodio della svolta per C’era Una Volta.
Poi Sky Atlantic ha proposto due puntate pazzesche di Gomorra: dure, durissime, ricche di colpi di scena, adrenalina, suspense.
Ma andiamo con ordine.
La serata inizia con gli uomini di Coulson che devono difendersi dallo stesso S.H.I.E.L.D. infiltrato dall’HYDRA. Avevamo lasciato, nell’ultima puntata, Coulson vs Mey Continua a leggere

Gomorra-la serie: la camorra sbarca su Sky e lo fa in grande stile


Tre registi, Stefano Sollima (Romanzo Criminale), Francesca Comencini (Lo Spazio Bianco) e Claudio Cupellini (Lezioni di Cioccolato) si alternano in una grande produzione che ha i numeri di un kolossal: 30 settimane di riprese, 156 location, 225 attori escluse le comparse, 15 milioni di budget e ben 40 Paesi, tra cui gli Usa, che ne hanno comprato i 12 episodi della prima stagione. Perfino la mitica HBO (Lost, Il Trono di Spade), ne ha acquistato i diritti per la Scandinavia ed il Sud America.
Ha fatto il suo esordio ieri, su Sky Atlantic e Sky CinemaGomorra-la serie“,prodotta da Sky Atlantic, CattleyaFandango e La7 (che ultimamente ha fiutato l’aria e collabora spesso con le migliori produzioni Sky). Continua a leggere

House of Cards: il lato oscuro del potere che ci lascia estasiati

I protagonisti di House of Cards

I protagonisti di House of Cards

Per terra c’è un cane ferito, investito da un’auto. Frank Underwood (un magnifico Kevin Spacey) si avvicina, poi guarda in macchina e dice: “ci sono due tipi di dolore quello che ti rende forte e il dolore inutile, ovvero quello che è solo sofferenza. Io non ho pazienza per le cose inutili. Momenti simili richiedono qualcuno che agisca, che faccia il lavoro spiacevole, la cosa necessaria! Ecco, niente più dolore”. E “tac!”, spezza il collo al cane sofferente.
Così si presenta la prima puntata di House of Cards: il cinismo della politica e l’abbattimento della quarta parte sono i suoi due tratti distintivi.

Underwood è un deputato democratico deus ex machina della vittoria di Garrett Walker, 45° Presidente degli Stati Uniti. Ma, sacrificato sull’altare degli equilibri politici, non viene nominato Segretario di Stato come promesso, e così, con il supporto della moglie Claire (Robin Wrigth), decide di attuare la sua vendetta, buttando giù,appunto, il castello di carte.
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L’inverno è arrivato su Sky Atlantic: Il Trono di Spade, House of Cards e, stasera, Boardwalk Empire

Daenerys Targaryen, nata dalla tempesta e madre dei draghi

Daenerys Targaryen, nata dalla tempesta e madre dei draghi

Strepitoso esordio, ieri sera, per Sky Atlantic, il nuovo canale della piattaforma satellitare di Murdoch interamente dedicato alle serie tv di alta qualità e alle grandi produzioni Sky.
Il canale ha iniziato la messa in onda alle 21:10 con il debutto di una nuova serie, “House of Cards“,ambientata a Washington, con Kevin Spacey come protagonista (e ora chi glielo dice a Caparezza?), e di cui vi parlerò nei prossimi giorni.
Poi, intorno alle 23, l’attesissima prima puntata della quarta stagione de “Il Trono di Spade“, che viene ormai considerata, da molti, la migliore serie tv mai realizzata.
E così, con l’episodio “Two Swords” (due spade), ecco di nuovo i Lannister, gli Stark (o quel che ne resta), i Tyrell , i Martell (al loro esordio nella serie tv), i Baratheon i Greyjoy e la madre dei draghi Daenerys Targaryen, riprendere la lotta per la conquista di Approdo del Re e del Trono di Spade. Continua a leggere

American Horror Story Coven, tremate le streghe son tornate

Da un paio di settimane, il canale Fox ha iniziato a trasmettere la terza stagione di American Horror Story. Se qualcuno non l’avesse mai vista, la consiglio caldamente.
Una delle sue principali caratteristiche è quella di essere concepita in modo da avere storie, trame e ambientazioni diverse nelle varie stagioni che sono, quindi, del tutto sconnesse tra loro. L’unico collegamento tra esse, oltre ovviamente al filone horror, è il cast, che infatti, in linea di massima, è sempre lo stesso.

La prima stagione, intitolata “American Horror Story: Murder House”  narra le vicende di una famiglia in preda a dispute interne, trasferitasi in una nuova casa a Los Angeles.
Oltre agli screzi personali, la coppia in crisi (Vivien e Ben Harmon interpretati da Connie Britton e Dylan McDermott) e la loro figlia adolescente (Violet interpretata da Taissa Farmiga) si trovano alle prese prima con una vicina molto invadente e non del tutto onesta (interpretata dalla meravigliosa Jessica Lange), poi con delle strane presenze in casa.
La storia avrà tantissimi risvolti decisamente imprevedibili. Continua a leggere