Robin Scherbatsky e gli eroi Marvel: buon debutto per Agents of S.H.I.E.L.D.

Cobie Smulders è l'agente Maria Hill

Cobie Smulders è l’agente Maria Hill

Non tradisce le attese,o almeno le mie, il debutto di Agents of S.H.I.E.L.D., la prima serie tv prodotta dalla Marvel. E anche la media degli spettatori, circa 300.000 ad episodio (ma sempre di tv satellitare si parla) è incoraggiante.
Dinamico, intrigante, imprevedibile, ironico, incredibilmente cinematografico, il nuovo prodotto made in Usa va in onda su Fox tutti i martedì con due episodi,  a partire dalle 21.
La prima puntata è scoppiettante, nemmeno un minuto dall’inizio e già siamo in mezzo all’azione. Mike Peterson chiacchiera col figlioletto davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli che espone i modellini dei supereroi Marvel. Subito si capisce che in famiglia qualcosa non va, ma non hai il tempo di pensarci perché il palazzo di fronte esplode, dando modo a Mike di mostrare che non è esattamente “normale”.
Un nuovo supereroe? Come sapete non amo farvi spoiler e quindi ve lo lascio scoprire da soli.
La seconda puntata è ambientata in parte in Perù, dove gli agenti scovano una potente arma ricavata dal Tesseract, e si imbattono nelle milizie peruviane capitanate da una vecchia fiamma di Coulson, e in parte sull’aereo dello S.H.I.E.L.D.

Il Tesseract, dal film Capitan America

Il Tesseract, dal film Capitan America

La serie sembra subito divertente, anche perché l’ironia la fa da padrona e i personaggi non si prendono mai troppo sul serio. Inoltre non sembra mai scontata, e la sequenza del Pentothal è un piccolo gioiello di scrittura, roba da fare i complimenti agli autori.
Non si evita, purtroppo, qualche cliché, come quello del personaggio sospettoso e solitario che poi capisce che deve fidarsi di più dei propri compagni ma, almeno finora, il prodotto non sembra troppo infarcito della solita, insopportabile, retorica americana che rovina anche le migliori produzioni d’oltreoceano.
Le citazioni si sprecano, dal “non faccio magie, non sono Hermione“, al meraviglioso sfottò di Skye quando, parafrasando Spiderman, dice a Mike Peterson: “da un grande potere derivano grandi…rotture di scatole.”

Chloe Bennet è Skye

Chloe Bennet è Skye

Nella seria recita anche Cobie Smulders, nel ruolo dell’agente Maria Hill,  anche se io, quando la vedo, non posso fare a meno di pensare a Robin Scherbatsky.

Due annotazioni.
Durante la sua presunta “morte” l’agente Coulson è stato a “riposarsi” ad Haiti. ma da alcune battute del primo episodio altri personaggi ci lasciano intuire che non sia andata esattamente così e che forse lo stesso Coulson sia all’oscuro della verità.
Sul finale del secondo episodio appare Samuel L. Jackson nei panni di Nick Fury. E questo fa davvero ben sperare per gli sviluppi della serie.

Samuel L. Jackson

Samuel L. Jackson

Insomma, se siete appassionati del genere vi consiglio vivamente di non perdere nemmeno un episodio: saranno certamente 11 martedì pieni d’emozione e d’avventura ma, sono convinto, anche di grandi sorprese.
L’unica nota davvero stonata, se posso dirla, sta in una traduzione del doppiaggio. Per favore, almeno voi correggetevi: si pronuncia Mass Media e non Mass Midia. E’ latino!

Otello Piccoli

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One thought on “Robin Scherbatsky e gli eroi Marvel: buon debutto per Agents of S.H.I.E.L.D.

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