Floris vs Giannini: in pratica due noiosissimi Ballarò

Giannini e Floris

Giannini e Floris

Attesa da tutti (ma forse anche no), la disfida del martedì sorride a Giannini che, col suo Ballarò, fa 2 milioni 503 mila spettatori (11,76% di share), mentre Floris, col suo DiMartedì su La 7, raggiunge 755 mila spettatori e il 3.47% di share.
Questo per quanto riguarda i numeri. perché s parliamo di qualità la sconfitta è per tutti, ma soprattutto per il pubblico.
Abbiamo assistito, infatti, a due versioni del vecchio Ballarò, condite giusto con qualche piccola novità tanto per darsi un tono. Uno spettacolo sempre uguale a sé stesso nelle idee, nella struttura, nei tempi, negli ospiti. Posso anche capire che squadra che vince non si cambia ma, perdonatemi l’insopportabile metafora calcistica, dopo 13 anni forse è il caso di svecchiarla, la Juventus ha smesso da tempo di schierare Boniperti e Sivori.
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Band of Brothers: la storia della compagnia Easy

La Compagnia Easy

La Compagnia Easy

Non amo molto Steven Spielberg, e nemmeno Tom Hanks. Ancora meno mi piacciono quei film di guerra in cui gli americani esaltano sé stessi come eroi e salvatori del mondo.
Quindi ho approcciato la loro produzione “Band of Brothers“, miniserie del 2001 in una sola stagione, riproposta da Sky Atlantic durante l’estate, con questo stato d’animo.
Anche perché si presenta come spin off di “Salvate il Soldato Ryan” che io mi sono ufficialmente rifiutato di vedere.
Eppure, dopo poco, mi sono lasciato prendere, più che dalla storia, dal ritmo e dalle inquadrature, dai lunghi piani sequenza dentro le trincee, dalla telecamera a spalla che rende perfettamente l’idea del caos in battaglia.
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Ian Fleming vs James Bond: viaggio alle radici di 007

gffk

Dominic Cooper è Ian Flming

Quanto c’è di James Bond in Ian Fleming?
E’ quello che si propone di scoprire la nuova miniserie tv in 4 puntate in onda su SkyAtlantic.
Anzi, in realtà, è ciò che pretende di raccontarci, perché se è pur vero che Fleming è stato un ufficiale della Royal Navy, ed un agente del servizio informazioni della Marina Britannica, da qui a mostrarlo come il suo personaggio ne passa.
Lo sforzo di “Fleming – l’uomo che voleva essere James Bond“, serie britannica prodotta dalla BBC America, è proprio quello: dettagli su dettagli cercano, in qualche modo, di fondere i due personaggi, portando via Fleming dalla sua originale dimensione storica (seppur certamente avventurosa) e riproponendocelo come l’affascinante spia inglese, dall’infallibile fascino seduttore, presuntuoso e sicuro di sé, soprattutto nei confronti dei superiori. Continua a leggere

Baciamo le Mani: la mafia secondo Mediaset

Sabrina Ferilli e Virna Lisi

Sabrina Ferilli e Virna Lisi

Come parlare di mafia usando proprio tutti gli stereotipi possibili? Facile, basta farlo fare a Canale 5!
In queste settimane, infatti, vanno in onda, sulla rete ammiraglia Mediaset, le repliche del grande successo dello scorso autunno  “Baciamo Le Mani- Palermo New York 1958” con l’inossidabile coppia Sabrina Ferilli-Virna Lisi, che ci aveva già deliziati con l’agghiacciante “Madre Aiutami“. Anzi, ormai possiamo dire che Virna Lisi è il villain ufficiale di Sabrina Ferilli.
Ida, scesa in Sicilia dal nord, scopre che il marito è un killer di mafia e decide di collaborare con la giustizia. Ovviamente la mafia reagisce e suo marito fa una brutta fine. Anche lei dovrebbe farla, perché Don Cesare manda un prete-sicario a fare esplodere il vagone sul quale viaggia col figlio. Continua a leggere

E io non pago: su Sky il vergognoso film che giustifica l’evasione fiscale

Jerri Calà e Maurizio Mattioli

In questi giorni gira su Sky un filmetto di serie c, diretto senza troppo impegno da Alessandro Capone, che ci aveva già deliziati con “I Segreti di Borgo Larici“, ed interpretato da Jerry Calà, addirittura autore del soggetto, Maurizio Mattioli, Maurizio Casagrande, Enzo Salvi e, udite udite, Valeria Marini, dal titolo “E io non pago-L’Italia dei furbetti“.
La trama è presto spiegata: due ufficiali della finanza si recano in Sardegna sotto copertura per studiare la situazione in attesa di un blitz, e il maresciallo Signorelli (Mattioli) ritrova il vecchio amico Fulvio (Calà) che gli spiega come fa a truffare ed evadere il fisco, introducendolo così in un mondo in cui al ristorante si ordinano cozze ma ti portano ostriche, il tutto per non dare nell’occhio, e si pagano 30 euro di conto e 300 di mancia, così va tutto in nero. Continua a leggere

Maurizio Costanzo Show: operazione amarcord

Maurizio Costanzo introduce gli spezzoni

Uno spento Maurizio Costanzo introduce gli spezzoni

C’è stato un giorno preciso in cui ho smesso di guardare il Maurizio Costanzo Show. Già da un po’ di tempo era abbondantemente scaduto, ma quel giorno del ’99 in cui invitò il Gup del caso Tortora il quale, alla domanda “ma lei si scusa per aver rinviato a giudizio Tortora?” rispose “no, dagli elementi che avevo il rinvio a giudizio era dovuto. Poi mi spiace per com’è andata”. A quel punto Costanzo, inviperito, ripeté più volte “ma io l’ho invitata qui perché lei si scusasse!”. Cioè aveva invitato un ospite che doveva dire obbligatoriamente quello che voleva lui.
Costanzo ha avuto una carriera importante in tv, che non si può certo derubricare a questa polemica. Continua a leggere

Ma che gatto indemoniato, è il padrone ad essere un pazzo!

Jackson Galaxy in azione

Lo spot di Il mio Gatto è Indemoniato

Abbiamo visto di tutto in tv: quello che ti trova lavoro, quello che ti sistema il ristorante, quello che ti sistema la casa, quello che ti sistema il giardino, quello che ti sistema la moglie…chi mancava? Ma è ovvio! Quello che ti sistema il gatto!
Ed eccolo Jackson Galaxy, versione Harley Davidson di Rocco Papaleo, musicista di notte, comportamentista per gatti di giorno!
Fondamentalmente gira case, ma solo se seguito da una telecamera, si fa graffiare da un gatto, poi suggerisce al proprietario qualche compito da svolgere( fallo giocare, portalo in giro al guinzaglio) infine torna e “gattifica” l’ambiente, ovvero crea degli spazi adatti ai gatti. Continua a leggere

Temptation Island: niente isola, niente tentazioni, solo tristezza e banalità

Il logo di Temptation Island

Il logo di Temptation Island

Partiamo da un punto: Temptation Island è una roba falsa perfino nel nome, infatti è girata a Gaeta che è un’isola quanto io sono Britney Spears. Ma la regia inquadra ogni due minuti la spiaggia, tanto per restituirci l’atmosfera alla Robinson Crosue e farci dimenticare il dettaglio.
In compenso è un vero gioiello televisivo sfornato da menti raffinatissime (e, ovviamente, copiato dagli Usa): 5 coppie, magari di frequentatori abituali di reality e di programmi della De Filippi, quindi già esperti di pianti e litigi davanti alle telecamere, separate e “tentate” da 12 uomini e 12 donne (mancano solo le 12 scimmie!) che vengono chiamati con l’appellativo “single”. Cioè non sono Giuseppe o Francesca, per dire. No, sono il “single Giuseppe” e la “single Francesca“. Continua a leggere

The Leftovers: il racconto di un dramma corale in cui sparisce anche Ratzinger

La reazione alla scomparsa del figlio a inizio episodio

La reazione alla scomparsa del figlio a inizio episodio

E’ il volere di Dio? E’ stato Gesù Cristo a scendere sulla terra e a portare con sé i giusti, come dice la dottrina del “Rapimento della Chiesa“?
Beh, se così fosse, allora sarebbe normale che del gruppo degli scomparsi facesse parte pure Joseph Ratzinger, il Papa Emerito (che ovviamente, nel 2011, anno in cui è ambientata la sparizione, era ancora il Papa).
Già, perché nella realtà immaginata dallo scrittore Tom Perrotta e da Damon Lindelof, sceneggiatore principale di Lost, il 2% (ma poi perché giusto il 2%?) della popolazione umana, Ratzinger compreso, scompare all’improvviso, senza una spiegazione razionale.
Ma non è tanto la spiegazione dell’evento che interessa gli autori (anzi, c’è il fondato sospetto che la serie non si spinga nemmeno a cercarla, la motivazione), quanto la vita di coloro che sono rimasti, appunto, i Leftovers, “gli avanzi”, e la “reazione collettiva” al dramma. Continua a leggere

Due mostri felici e contenti? Finale di stagione per Agents of S.H.I.E.L.D.

Coulson e Fury affrontano Garrett

Coulson e Fury affrontano Garrett

Si è chiusa la prima stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. e, anche in questo ultimo episodio, adrenalina, colpi di scena ed ironia non sono mancati. Anzi.
C’è il ritorno del direttore Fury (uno strepitoso Samuel L. Jackson) che arriva giusto in tempo per salvare Fitz-Simmons dagli abissi e che poi ha un dialogo strepitoso con Coulson e Garrett (“mi vuoi dire che hai aderito all’ HYDRA perché hai capito male il mio discorso?!”), e c’è lo scontro tanto agognato tra May e Ward in cui lei ha la meglio con una mossa strepitosa: gli pianta il piede a terra con la sparachiodi e lo stende con un calcio volante. Continua a leggere