La puntata si apre con una trovata: Cracco, che è un simpaticone, presenta ai concorrenti lo chef Frank Salvino di Boston (che in realtà è tal Andrea Padovan, un bancario che ha preparato una serie di piatti con ingredienti di infima qualità), e fa loro degustare la sua cucina.
I grandi esperti commentano estasiati: “mmm sono eccezionali, la fine dl mondo!” con conseguente figura di merda collettiva. Ovviamente è il preludio alla gara dell’assaggio bendato, un classico di Gordon Ramsay.
Avendo un componente in più, la squadra blu deve eliminarne uno dalla prova e Andrea, che già si era fatto cacciare dalla cucina nello scorso servizio, si fa ancora più amare dalla squadra tirandosi indietro e mandando avanti Matteo, raffreddato, che medita di strangolarlo. Continua a leggere
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Hell’s Kitchen, Cracco prova a fare Ramsay
Lui: “questo piatto fa cagare, quello sembra mangiato, qui l’idea è buona ma l’esecuzione no. Tu che hai sulla lingua? Un piercing? E assaggi col piercing? Tu come fai a bruciare un branzino? Se bruci un branzino sei un coglione, cazzo!
Loro: sì chef, certo chef, grazie chef, come vuole chef, ai suoi piedi chef!
Si presenta così Hell’s Kitchen Italia, prodotta da Magnolia e “condotta” da Carlo Cracco: 16 schiavi (divisi in due squadre, blu per i maschi e rosso per le femmine) pronti a subire ogni angheria ed ogni insulto per stare un po’ in tv e ottenere, se gli va bene, un contratto da executive chef al Fort Village in Sardegna, il resort più grande d’Europa, e, se gli va male, un esaurimento nervoso e la vergogna di farsi rivedere dagli amici dopo essere stato umiliato per settimane in tv.
Spot da incubo per Cannavacciuolo
Gordon Ramsay si sdoppia e assume le fattezze, tutte italiane, di Carlo Cracco e di Antonino Cannavacciuolo.
Giovedì, infatti, su Skyuno partirà la prima edizione italiana di Hell’s Kitchen, condotta dal pluristellato giudice di Masterchef Italia, mentre il 7 maggio, su Foxlife arriverà la seconda stagione di Cucine da Incubo.
Ovviamente scriverò al momento giusto i relativi post, ma per ora voglio soffermarmi sullo spot.
Sì, perché da qualche giorno, sulla piattaforma satellitare, gira un doppio spot per i due programmi. Continua a leggere
Masterchef: la vittoria di Federico, la diretta ridicola e un Bastianich scatenato
Chiunque segua Masterchef in questo momento lo sa: Federico Ferrero ha vinto la terza edizione di Masterchef Italia.
Come l’anno scorso, anche quest’anno il titolo va a quello che più stava sul culo a tutti e infatti, sulla rete, i fan di Masterchef si sono scatenati nell’urlare alla truffa, al raggiro, all’ingiustizia, roba che se lo facessero per le vere truffe, raggiri ed ingiustizie che ci sono in Italia vivremmo tutti in un Paese migliore.
La prima puntata della serata si apre con un grande classico: la mystery box contenente il fac-simile del libro di cucina che il vincitore potrà pubblicare, ed Enrica se ne esce con un bellissimo “in questa foto sono a metà tra Janis Joplin e Suor Germana“.
I concorrenti, per questa prova, possono cucinare un piatto di propria invenzione..
Cracco va subito a rompere le scatole ad Enrica sul nome del piatto. Che carino, mentre quella cucina il problema che lui si pone è il nome. Continua a leggere
Masterchef, l’addio di Rachida: possiamo solo dire “GRAZI”

Rachida eliminata da Masterchef
Stasera c’è poco da ridere. Io credo che tutti dovremmo dire mille volte grazi a Rachida.
Gli autori di Masterchef, che hanno trovato un cavallo di razza sul quale puntare tutto il battage virale del format.
I giudici, che hanno potuto dare spettacolo trovando in lei una spalla comica assolutamente strepitosa, anche se involontaria.
Gli spettatori, quelli che l’hanno amata e quelli che l’hanno odiata, e che sui social network continuano a dividersi e ad insultarsi a vicenda, oltre che ad insultare lei (anche con una buona dose di ignobile xenofobia, che non guasta mai), e che adesso rischiano di dover tornare ad occuparsi dei veri problemi della vita.
Gli inserzionisti pubblicitari e gli sponsor che hanno investito, anche grazie a lei, nell’edizione più seguita di sempre di Masterchef Italia.
Infine io, perché mi ha risolto interi post con uno sguardo o con una frase, rendendo la mai vita decisamente più facile. Continua a leggere
Masterchef: la valle di lacrime e la fatwa di Beatrice

I giudici con Philippe Léveillé
L’Italia è (come ogni anno) sommersa dall’acqua? Masterchef si adegua!
Ma, non potendo far piover dentro agli studi televisivi, decidono di regalarci 10 devastanti minuti di lacrime e singhiozzi.
Sotto alla consueta Mystery box i concorrenti, infatti, non trovano i classici 10 ingredienti, ma una lettera molto (ma molto!) spontanea, di un familiare, con annessa ricetta.
La retorica si taglia a fette, mentre le palle dei telespettatori rotolano giù per le scale, oltrepassano il giardino, si avviano per le strade vanno a tuffarsi disperate nel fiume.
“Mia dolce Enrica (tu quoque Enrica?! nda), guarda le stelle stasera…” seee, giusto quelle Michelin dei tre despoti che la giudicano può guardare, chiusa lì dentro!
E, mentre qualcuno (Federico e Alberto con un meraviglioso: mi scrive la Titti, la paperina 1) mantiene la propria dignità, chi è che piange più di tutti?
Ovviamente Rachida, che non riesce nemmeno a leggere, ma in compenso crea un lago artificiale sul bancone. Continua a leggere
Masterchef: i giudici cowboy e Rachida diventa Jafar

Barbieri Cracco e Bastianich vestiti da cowboy
Sono in dieci presenti davanti alla mystery box della tredicesima puntata di Masterchef.
La sfida prevede un piatto con i frutti di mare, con contorno di rotture di zebedei. Il contest entra nella sa fase più viva ed i giudici hanno il compito di sobillare i concorrenti, di metterli sempre più l’uno contro l’altro per solleticare i pettegolezzi dei telespettatori.
C’è da dire che sono dei professionisti.
Inizia Bastianich che, dismessi i panni del giocatore di baseball, inizia a stuzzicare Federico ed Enrica che ultimamente sono ai ferri corti.
Nel frattempo Cracco va a sfottere Rachida: “cos’è? Una polenta?” e lei “no una zuppa”. Lui chiosa: “se non è zuppa è pan bagnato”, che non c’entra assolutamente una mazza, ma lui ci tiene ad avere l’ultima parola.
Alla fine della prova i giudici sono commossi per la bravura dei concorrenti e chiamano i tre migliori: Enrica, Almo e Michele. Continua a leggere
Masterchef: Joe Bastianich diventa Joe Di Maggio

I giudici con Iginio Massari
La prima prova di Masterchef è, come sempre, la mystery box, che stasera è particolarmente ricca.
Durante il classico giro Alberto si permette di citare “Il Pranzo di Babette” a Bastianich, che ovviamente non capisce e tira dritto.
Rachida inizia a piangere già quando entra in cucina (anche se stasera è in buona compagnia), e ci regala subito un bel confronto con Cracco.
C: Io sento un po’ di profumi del tuo Paese
R: No, per piacere no! Quando cucino penso all’Italia!
Cracco, naturalmente, non perde l’occasione di stuzzicarla un po’ e la interroga sui procedimenti di cottura:
C: Come si chiama questa preparazione?”
R: Ho grattugiato le patate (bel nome!).
C: Come si chiama questa preparazione? Rispondi alla domanda! Ma dove l’hai vista, in qualche libro?
A questo punto Rachida si lancia in una di quelle sue difese che le farebbero dare l’ergastolo da innocente. Continua a leggere
The Apprentice: Il Boss e quattordici ragionieri Fantozzi

Il Boss Flavio Briatore
Quattordici ragionieri Fantozzi tremano davanti alla finta porta del megadirettoregalattico in attesa che squilli il finto telefono e la finta segretaria li faccia entrare. Il silenzio è assoluto, gli sguardi bassi.
Improvvisamente lo squillo e lei, senza scoppiare a ridere, dice: “Il Boss vi aspetta”.
Tu ti aspetti di trovare Totò Riina, invece dentro ci sono due tizi anonimi e, tra loro, una poltrona in pelle umana.
Improvvisamente, una figura dai capelli argentei fa la sua apparizione. L’uomo si siede, li guarda con aria gravissima e dice loro: “salve, sono Flavio Briatore (nemmeno fossimo al Bagaglino, nda), ma d’ora in avanti, per voi, sono il Boss”.
A quel punto vorresti solo essere Enrico Ghezzi per montare una puntata di Blob con questa scena seguita dalla pernacchia di Totò. Continua a leggere
Masterchef, Capodanno coi botti: insulti, allusioni sessuali e tre eliminati

Da sinistra Laura, Salvatore, Emma e Michele
A segnare il vero inizio della nuova stagione di Masterchef, una volta terminate le selezioni, sono tre elementi.
Il primo è l’agghiacciante sigla d’apertura. Sulle solite note di Cook Me (che è perfino uscita su iTunes qualche mese fa, chi fosse interessato può trovarla qui) si vedono quei venti poveretti costretti a sorridere fingendo una corsa sul posto, roba che neanche Stanis Larochelle (questa è una chicca per intenditori)! Ora, premesso che il sorriso di qualcuno ce lo potevano anche risparmiare, la domanda è: ma chi è il coreografo della sigla di Masterchef? Er Canaro? “Ahò, regazzi famo così! Voi ve mettete a core, e noi ve firmamo! Ma nun dovete core pe’ davèro! Pe’ finta!”
Il segnale che manda la sigla è rassicurante: non vi preoccupate, troverete divertimento, cucina, cazziatoni, ma non avrete bisogno di accendere il cervello. Continua a leggere



