Sanremo: Conti, Al Bano e Romina, Siani, e la Banalità del Male

Il logo di Sanremo 2015

Il logo di Sanremo 2015

Cosa penso di Sanremo l’ho già spiegato nella recensione all’edizione 2014, mentre il mio parere su Carlo Conti l’ho espresso nei post su L’arena, Tale e Quale Show, L’eredità.
Mi ero anche ripromesso che quella dello scorso anno sarebbe stata la prima e ultima volta che io avrei visto il Festival nella mia vita, ma ho dovuto rifarlo.
Ci tengo a precisare che qualcuno di cui non faccio il nome (vero Simona?), mi ha scritto testualmente “Sai qual è la cosa che mi rende più felice in questi giorni? Che ti tocca vedere SANREMO! (risata malefica)”.
E così eccomi qua, davanti alla tv, per la prima puntata.
Si inizia con una presentazione dei cantanti che vorrebbe essere simpatica e giovanile
e invece sono due palle di 30 di minuti compresa la pubblicità. Continua a leggere

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Le Invasioni Barbariche: domande inutili, la lite Arisa/Venier e i sogni fetish-religiosi di Ornella Vanoni

Daria Bignardi

Daria Bignardi


Daria Bignardi
è un classico esempio di “vorrei ma non posso”. E’ gentile, educata, anche simpatica, probabilmente potrebbe essere un’amabile conversatrice a tavola.
Solo che fa televisione, e in televisione dovrebbe essere richiesto qualcosa in più.
Nonostante alcuni dei suoi ospiti siano anche interessanti (la settimana scorsa c’era Stefano Rodotà, per dire), le domande che pone sono quasi mai scomode e quasi sempre piacione. Si addentra nei dettagli della vita personale, fino quasi a dimenticarsi che c’è anche un pubblico e che non sta parlando con degli amici.

Inoltre, la ragazza, ha una fissazione per i titoli di film. I suoi programmi si chiamano “Tempi Moderni” “L’Era Glaciale” fino all’attuale “Le Invasioni Barbariche” titolo di un bellissimo film canadese, oscar al miglior film straniero nel 2003, che vi consiglio vivamente di guardare. Continua a leggere