Conad rimette la donna al suo posto: in cucina, muta e felice


Io non l’avevo ancora visto, ma l’altra sera sono rimasto a bocca aperta.
Anno del Signore 2014, lui è seduto al tavolo della cucina, con fare pensieroso. Alle sue spalle appare una donna, presumibilmente la moglie, che con tono arrendevole gli dice: “allora vieni a letto?”
Lui non risponde sì o no, non la degna di uno sguardo (non dev’essere forse granché a letto, lei) e lascia una frase in sospeso: “stavo pensando…”
Lei (recitando come una cagna, nda), sobbalza: “ad un’altra donna?”
Ma lui, con aria inutilmente furba, finalmente si gira e dice: “a milioni di donne!”

Lei è rassicurata da questa affermazione (e noi ci rassicuriamo insieme a lei) e annuisce subito soddisfatta, mentre lui le racconta che per fare felici le donne metterà la pasta, il latte e, su suggerimento diretto della moglie, la farina a prezzi bassi e fissi. Continua a leggere

Spot Wind: Panariello in palestra, si allena per fregarti

Ci deve essere un motivo, ignoto a noi comuni mortali, per il quale le pubblicità delle aziende telefoniche sono una più idiota dell’altra.
I testimonial sono quasi sempre degli attori comici (se così si può dire), come se noi al telefono ci raccontassimo solo barzellette.
Ma c’è di più: nulla di quello che dicono ha a che vedere col telefono. Potrebbe benissimo essere la pubblicità di un gelato, di un bagnoschiuma, dell’associazione nazionale scacchisti del pomeriggio, non cambierebbe nulla.

Una delle più insopportabili in assoluto è quella della Wind con Giorgio Panariello che, accompagnato da Vanessa Incontrada, va ad iscriversi in palestra. Dopo aver imitato Briatore, fatto battute ai giapponesi, essersi spacciato per uomo d’affari, essersi vestito da donna, ecco che ce lo ritroviamo versione fidanzato paffuto, bisognoso di dimagrire. Continua a leggere

A Natale puoi, fare il cxxxo che vuoi. Il nuovo (vecchio) spot della Bauli

Il nuovo piccolo testimonial della Bauli

Il nuovo piccolo testimonial della Bauli

Ormai il via al periodo natalizio non è più dettato dall’addobbo dell’albero, o dalle luminarie per strada. No, sai che è Natale quando arriva la pubblicità della Bauli.
Avete presente quel motivetto scritto apposta per rincoglionirti e rimanerti in testa per sempre? A Natale puooooooi, uccidere il pubblicitario della Bauliiiii…
Sono parecchi anni che ce lo propinano ad ogni inizio di dicembre e io lo aspetto come si aspetta una condanna a morte. Sai che sta arrivando, ma non ti hanno ancora detto la data. E tu tremi ogni volta che arriva una nota che possa assomigliare all’inizio del jingle.

Io ricordo ancora quanto mi colpì la prima volta che lo vidi. E mi colpì per almeno un paio di motivi:
in quella prima versione dello spot il bimbo distribuiva pandoro a tutti, ma quando toccava darne un po’ al barbone, si girava come per chiedere il permesso ai suoi, che, titubanti, glielo concedevano.
Come dire, ma sì anche al barbone, ma solo stavolta. Continua a leggere