I Delitti Del BarLume: Timi investigatore, tra Dylan Dog e Malaussène

Uno strepitoso Filippo Timi incolla 520000 spettatori davanti alla tv con il primo episodio de I Delitti Del Barlume (andato in onda lunedì alle 21:10), e considerando che parliamo della pay tv di Sky, sono degli ottimi numeri per un esordio.
La miniserie in due episodi, tratta dai romanzi di Marco Malvaldi, è partita col piede giusto.
A parte qualche sbavatura sopportabile (per esempio un’esagerata caratterizzazione toscana dei personaggi che vorrebbe far ridere, ma si limita a far sorridere), si tratta di un prodotto fresco, nuovo, godibile, leggero ma non banale, complessivamente ben fatto.

Massimo Viviani è un giovane matematico che ha fatto tredici al totocalcio (c’è ancora qualcuno che gioca al totocalcio?) e ha deciso di aprire un bar: il Bar Lume.
Gli avventori abituali del bar sono 4 vecchietti , fra cui lo zio di Massimo.
I quattro arzilli moschettieri tormentano il povero barista dalla mattina alla sera, e la notte popolano i suoi incubi. Continua a leggere