Vorrebbe fare il giornalista, ma il Paragone non regge

Gianluigi Paragone

Gianluigi Paragone

C’è qualcosa, ma non capisco cosa, che ogni tanto, il mercoledì alle 21:10, mi fa guardare “La Gabbia” su La7.
Paragone vorrebbe essere, a suo modo, come Santoro,ma in realtà è sempre stato un pessimo giornalista.
Lo era quando faceva il leghista su Raidue, lo è adesso che, liberatosi dai fazzoletti verdi e dagli slogan padani, fa il paladino del popolo su La7.
Le domande, le riflessioni, il modo di porsi, il rapporto col pubblico, Paragone è convinto di condurre un talk tutto all’attacco, ma non si rende conto che, invece, dirige la fiera del qualunquismo.
Ed è un peccato, perché La Gabbia è l’aborto di un progetto che poteva anche essere interessante.
Innovativo nella grafica e nell’approccio, interessante nel posizionare in piedi gli ospiti (stare in piedi non solo cambia il modo di comunicare, ma opera sull’impatto visivo e rivoluziona semanticamente il rapporto col pubblico in sala, quasi come fossero candidato e commissione, o peggio, imputato e giuria), e nel farli ruotare con una certa costanza. Continua a leggere