Servizio Pubblico Più: Santoro reinventa il Talk Show

Se c’è qualcuno in Italia capace di sperimentare ed innovare nel campo del talk show e della tv di servizio, quello è Michele Santoro.
Già il suo Servizio Pubblico, senza editore, senza una rete telvisiva, sovvenzionato dai telespettatori, e trasmesso su internet e sulle tv locali è stato un piccolo grande miracolo a livello planetario.
La scorsa domenica Servizio Pubblico va oltre, inventando un nuovo format.
Il titolo della puntata, Inferno Atomico, si riferisce all’incredibile situazione della Terra dei Fuochi, ma anche al fatto che tanti, troppi documenti compromettenti su quanto accaduto tra Napoli e Caserta in questi 20 anni, sono stati resi pubblici solo ora, e che tantissimi altri sono ancora sotto segreto.

In studio c’è Sandro Ruotolo, con il collaboratore di giustizia Carmine Schiavone (il cugino del famigerato Sandokan).
Di fronte a Schiavone sono stati schierati, prima l’ex ispettore dell’Interpol Roberto Mancini, che rischia la vita perché si è ammalato durante le indagini, per poi subire pure la beffa di vederle archiviate, e poi, nella seconda parte, le madri di due bambini morti per linfomi causati della presenza di rifiuti tossici.

Roberto Mancini

Roberto Mancini

La puntata dura un’ora e mezza circa, e due terzi sono coperti da coraggiosissimi servizi in esclusiva, compreso il ritorno del boss a Casal Di Principe, in auto con lo stesso Ruotolo, con gli annessi rischi che potete immaginare.
Le immagini che vengono mostrate sono quelle ettari ed ettari di campi coltivati proprio sopra i rifiuti tossici. La denuncia che arriva è chiara: mafia e politica, ma questa non è una novità, in un gioco di reciproco interesse economico ed elettorale, si sono resi assassini, avvelenando il suolo, l’aria e distruggendo la vita di intere popolazioni.

Poi ci sono le madri dei bimbi morti (per vedere il servizio clicca qui), che hanno scritto al Papa e al Presidente della Repubblica, ma senza risposta (anzi, scoprendo che Napolitano era Ministro dell’Interno quando Schiavone rese le dichiarazioni, poi subito secretate).

Sandro Ruotolo e Carmine Schiavone

Sandro Ruotolo e Carmine Schiavone

Ci sono le interviste ai piccoli proprietari terrieri che vogliono vendere la propria merce nonostante sia coltivata a pochi mt di altezza dai rifiuti, ma ci sono anche quelli che hanno voluto fare le analisi, per rispetto verso il consumatore, ma nonostante i risultati fossero tranqullizzanti sulla qualità e la non tossicità dei prodotti, le autorità hanno disposto l sequestro dei campi. Mentre i campi limitrofi, che non hanno fatto controlli spontanei, sono ancora a disposizione dei coltivatori.
E poi ci sono le interviste alle forze dell’ordine, quelli che avevano capito e denunciato, quelli che sono stati ignorati, quelli che hanno pagato sulla propria pelle le indagini, poi depistate perché c’erano interessi da non toccare. Il pentito Schiavone fa anche il nome di Paolo Berlusconi, come socio di un’azienda che si occupava dello smistamento di rifiuti e sostanze nocive, prese in Germania e portate fino in Campania.
E i capi delle aziende dei rifiuti, che ovviamente glissano, evitando di rispondere alle domande.

In studio, invece, il dibattito, seppur breve, assume toni e dinamiche nuove: non ci sono politici o giornalisti, solo i protagonisti delle storie narrate.
Commovente, seppure un po’ troppo istintivo, il confronto tra le due ragazze che hanno perso i figli, e Carmine Schiavone.
Ma, per una volta, senza lo scontro di opinioni tra politici o giornalisti, senza la discussione sul nulla, in cui nessuno ha ragione, quindi tutti possono pretenderla.
Il dibattito era chiaro, franco, su temi concreti, sui fatti. Magari duro, a volte aspro, ma svicolare, cambiare argomento, non rispondere, non entrare nel merito era impossibile. Ecco, per una volta, in un talk show italiano, i fatti hanno scavalcato le opinioni. Era ora!

Insomma, quello che ci è stato offerto, col nome di Servizio Pubblico Più, è una via di mezzo tra il format di Report, lunghi servizi di denuncia, e quello del talk.
E, da domenica scorsa, chi voleva capire qualcosa in più sulla Terra dei Fuochi, l’ha capito, chi voleva sapere ha saputo. Insomma gli spettatatori possono cambiare canale avendo avuto informazioni importanti, sulla propria salute, sul proprio Paese, e sui responsabili della morte e delle malattie di tante, troppe persone.

I quotidiani più attenti hanno dedicato pagine sia ai temi posti all’attenzione, sia al bellissimo lavoro svolto da Ruotolo, nei servizi come nella conduzione.
Per anni Michele Santoro ha proposto alla Rai di dargli più libertà per sperimentare, approfondire, produrre qualcosa di diverso. Ma dal quel lato si facevano solo orecchie da mercante.
Ora che si auto-produce, e che vende il suo lavoro ad una rete più giovane, più piccola, e quindi costretta anche alla ricerca e all’innovazione dei programmi, il risultato possiamo dire che sia stato ottimo, e, soprattutto, nuovo.
Per chi se la fosse persa, ecco la puntata integrale.

Mentre Servizio Pubblico, nel suo format più noto, torna giovedì 9 gennaio, alle 21:10, su La7.

Otello Piccoli

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