Forum: rave, droga e il moralismo ipocrita di Barbara Palombelli

Barbara Palombelli

Barbara Palombelli

Barbara Palombelli sta al giornalismo come il Gabibbo sta all’astrofisica.
Ma nessuno gliel’ha mai detto, quindi lei, con quella cadenza da personaggio di Carlo Verdone, continua a spacciasi per opinionista, di quelli che non sanno nulla di nulla e quindi dicono la loro su tutto.
Per la sua edizione di Forum ha preteso, quindi, che le “cause” fossero incentrate sull’attualità

La puntata di ieri, infatti si apre con lei che, tutta fiera e tradendo un sorriso soddisfatto, dice testualmente: “grazie di averci seguito, questi giorni sono giorni in cui noi ci cimentiamo con temi molto forti e molto duri, ci avete continuato a seguire e questo ci riempie d’orgoglio, ve lo voglio dire, perché non abbiamo preso le scorciatoie – e qui ci mette una certa enfasi- dei temi facili, e anche oggi affrontiamo un tema durissimo, un tema, pensate, io per due anni alla radio dove lavoravo, ho fatto una campagna per sensibilizzare le autorità, le persone, e il mio pubblico (che lei, quindi, distingue dalle autorità e dalle persone. Che saranno? Pesci rossi?) sulla questione della droga. Purtroppo ho riscontrato una grande ignoranza, nel senso di non sapere di che parlavamo, e anche una grande indifferenza. Questo mi ha molto ferito perché come madre mi sono confrontata con questo problema, purtroppo, come credo tutte le mamme di adolescenti in questo momento in Italia“.
E subito si mette a parlar di canne chiamandole “le sigarette” e dicendo che le sigarette di oggi non sono più come quelle di una volta.
Ora io sarò anche fissato con le imitazioni, ma ci ho messo qualche minuto a capire se lei fosse vera o meno.

La causa, una delle due della giornata, vede contrapposti Daniele e Chiara.
Come sappiamo i protagonisti di forum sono quasi sempre dei figuranti, anche se gli autori sostengono che le “storie” siano autentiche.
Chiara parte subito all’attacco: “Daniele è un bastardo! Mi ha detto andiamo ad un compleanno, invece era un rave!”
Il giudice, che sembra Crozza quando fa Napolitano, li richiama all’ordine.
Lei racconta la seguente storia: le era stato proposto un compleanno, invece era un rave in cui lei è stata ” aggredita e drogata”.

Insomma i due arrivano alla festa lei va in bagno, dopo mezz’ora non torna, lui va a cercarla, non si trovano, lei chiede passaggio a degli sconosciuti, poi si pente e torna a piedi alla festa, accetta dell’acqua da altri sconosciuti, l’acqua è drogata e lei si risveglia al pronto soccorso, per questo lei non dorme più ed è costretta ad andare in analisi.
Gli sceneggiatori si sono davvero sbizzarriti.

Il giudice si dimostra subito imparziale e , rivolgendosi a Daniele, dice: “lei beve, si vede, ha un tatuaggio”, e per tutto il dibattimento gli lancia continue frecciate.
Certo, bisogna fare i complimenti agli autori anche per la scelta dei protagonisti: lei perfettina, “brava ragazza” e sicura di sé, lui sbracato, volgare, parla in dialetto, porta la camicia semiaperta su una maglietta slabbrata da cui si intravede il famoso tatuaggio, e la catena d’oro al collo.
Una tipica coppia, direi.

Intanto il giudice si ritira per deliberare e la conduttrice, con aria grave, dopo la lettura di una serie di e mail del pubblico (quasi tutte tragiche) dà la parola a Don Roberto, ex ateo, ex tossico e grande frequentatore di discoteche, che inizia ad equiparare droghe pesanti e leggere, e ci dice che ai rave succedono cose assurde .
Poi racconta che una volta ha dato lsd e superalcolici ad una ragazza e lei è stata male, quindi, siccome lui era una specie di killer, tutti potenzialmente lo sono.

La Palombelli coglie la palla al balzo ed infila il suo capolavoro, che io ho filmato un po’ artigianalmente, perché ho pensato che scrivendolo avrebbe perso la sua magia (lo potete vedere sulla pagina facebook di Se Telecomando, o cliccando qui).
Dopo queste parole, cominciano a tremarmi i polsi, ma il peggio deve ancora venire.
Infatti, all’improvviso Forum si trasforma nel più becero dei finti talk show con gli interventi del pubblico. E parte il simpatico festival dei luoghi comuni.

Una serie di curiosi personaggi da ricovero cominciano a polemizzare e ad inveire contro Daniele, guidati da una Palombelli talmente indignata e partecipe ai drammi delle famiglie e delle mamme (una volta si diceva madri, e non venivano citate novecentododici volte in due ore di trasmissione) da rivolgersi al pubblico con aria da tribuno chiedendo: “a noi della riforma costituzionale ce ne frega qualcosa?”, e il pubblico in coro ” noooo!”, e poi via col discorso che, prima di tutto, viene la lotta alla droga e poi tutto il resto.

I luoghi comuni, come dicevo prima, si sprecano dentro una palude di moralismo da quattro soldi.
La moderata Palombelli, sempre e per sempre giornalista e madre (e un tempo anche un po’ antropologa), chiama i rave “le feste di droga”, e arriva a dire che una famiglia che ha un ragazzo che ha passato 5 giorni ad un rave è una famiglia. finita. Tipo famiglia di un brigatista, insomma.
Il pubblico comincia ad inveire contro Daniele, qualcuno gli dà anche del deficiente (e bisogna anche ammettere che non è Umberto Eco).
Una ragazza suppone che “sicuramente in queste serate girerà droga, sesso, schifo” (e Daniele subito: “no, sesso no!”, d’altra parte il sesso è una cosa brutta assai) don Roberto riprende la parola e ci dice che ogni tanto si infiltra ancora ai rave e vede di tutto perfino “ragazzi e ragazze misti a cani”, che devono essere una sorta di minotauri.

Poi c’è l’intervento di quella che “s’è laureata e fatica ad affermarsi” che è “molto toccata dalla superficialità di Daniele, perché noi giovani abbiamo la possibilità di viaggiare, quindi perché dobbiamo buttare la nostra vita così?”
Per un’altra il problema è che c’è il male nell’anima, e i rave sono colpa della mancanza di fede.
Un altro ospite punta di nuovo sul fatto che questi ragazzacci che vanno a ballare, poi si fanno leccare dai cani (ma le associazioni cinofile non hanno nulla da dire su questo continuo attacco ai poveri cani, che sembrano essere diventati il male assoluto?), e poi arriva anche la storia di uno che, dopo cinque giorni di rave, s’è suicidato.
Il tutto intervallato da un breve video che vorrebbe raccontare le “feste di droga” (un’automobile, uno che prepara la coca, dei ragazzi che ballano) e la storia strappalacrime del carabiniere aggredito da ragazzi ” che tornavano da un rave”.

L’unico intervento a favore dei rave e di Daniele è, curiosamente, infarcito di misoginia ed aggressività, e la Palombelli lo stoppa subito dicendo che si rifiuta di ascoltare uno spot pro-rave. Per la serie viva il contraddittorio, o la pensi come me o vai da un’altra parte.

Dopo questo dibattito costruttivo (poi ci lamentiamo del livello dei dibattiti politici in tv), arriva il momento del voto (totalmente ininfluente sulla decisione del giudice).
Solo in quattro votano per Daniele e a quel punto la Palombelli prende spunto dal Senato, e, alla faccia del voto segreto, chiede chi abbia mai osato tanto. Dopo la pubblicità pretende spiegazioni pubbliche.

Quindi rientra il giudice che, con fare da azzeccagarbugli, sostiene che sì, esiste la responsabilità individuale di un maggiorenne, ma siccome Chiara non sapeva che quello era un rave, allora Daniele le deve mille euro.
Prego? Dico, o la responsabilità è personale, e allora lui non c’entra nulla, oppure è colpa sua (tutte e due le cose come fanno a coesistere?), ma se così fosse lo psicologo, le notti insonni e la povera ragazza sconvolta per sempre valgono solo mille euro? Misteri di Forum.
Il giudice, però, conclude con una vera chicca: “Daniele, lei non ci deve venire a provare qua. La musica techno, perché sia tale, ha un range che varia dai 150 ai 200 bpm, che sono i battiti al minuto. La media della musica techno sono 170 bpm al minuto… il battito della musica! La musica techno non può essere seguita se non si è alterati perché diventa fastidiosa, quindi ci provi da un’altra parte!”

Insomma, questa versione di Forum, piena zeppa di fastidiosa retorica (soprattutto la populistica retorica delle madri e dei figli) è assolutamente agghiacciante. Un argomento anche serio come l’educazione al controllo di sé, affrontato con banale superficialità e gettato in pasto ad un pubblico parlante che, costruito ad arte col peggio che si possa trovare tra la gente che farebbe di tutto per stare in tv, svilisce qualsiasi argomento si possa pensare di affrontare (nella causa successiva si parla di mobbing ma il risultato non cambia) e il giudice “fazioso” sembra un paradossale omaggio al grande capo.

Barbara Palombelli, che si conferma assolutamente inadatta anche alla conduzione televisiva, tenta di trasformare una longeva trasmissione senza troppe pretese in un format pseudo-giornalistico per giustificare i soldi che prende da Mediaset senza fare quello che, teoricamente, sarebbe il suo mestiere, appunto la giornalista. Ma il risultato è penoso, perché non è più né carne né pesce. E’ solo un lungo spazio televisivo in cui li può continuare, come sempre, a parlare di cose che non sa, con aria da chi ce le può insegnare.

E mi trovo a rimpiangere quelle mattine della mia infanzia in cui non andavo a scuola ed in tv c’era Santi Licheri che, con un po’ di buonsenso, dipanava matasse sugli steccati che invadevano di mezzo metro il giardino del vicino. E io credevo che fosse tutto vero.

Otello Piccoli

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11 thoughts on “Forum: rave, droga e il moralismo ipocrita di Barbara Palombelli

  1. Certo che il mestiere del blogger TV è davvero duro. Non potresti limitarti a recensire serie superfighe americane? Se guardi la Palombelli poi ti droghi, io ho iniziato con Barbara D’Urso e oggi mi sparo la meth direttamente nella giugulare.

  2. Pingback: Facebook mi sospende l’account su denuncia di Mediaset! | Se Telecomando

  3. ma le trasmissioni sono pacchi confezionati per il pubblico che deve ascoltare e stare buoni e possibilmente associarsi ad una opinione comune. Di cosa ci scandalizziamo? Piuttosto che mettere in evidenza le furbate della televisione che speriamo diventi libera, cerchiamo di svegliare le coscenze informando che sono completamente raggirati.

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