Ho la prova (del cuoco): Beppe Bigazzi era un agente segreto


Se avete visto Shutter Island, il film di Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio potete capirmi: La Prova Del Cuoco non può essere un vero programma!
I dirigenti Rai devono confessarlo! No, perché pensare che qualcuno abbia seriamente scritto questa cosa per un pubblico di esseri senzienti è davvero troppo.

La sigletta da zecchino d’oro, la Clerici che saltella come un cotechino con le gambe, e, come fosse la madonna pellegrina, va a toccare e benedire le 50 cariatidi, evidentemente recuperate in qualche ospizio lì vicino, che fanno da pubblico, la gara tra il pomodoro ed il peperone, il fatto che per due ore la bionda presentatrice parli solo degli affari suoi e questo atteggiamento verso il pubblico come se fossimo tutti ritardati mentali o bambini di cinque anni, tutto questo non è credibile, quindi c’è sotto qualcosa.

Dopo anni di studi, ricerche, e profonde riflessioni ho avuto un’illuminazione: la soluzione è Beppe Bigazzi.
Ora, a parte il cognome davvero sfigato (poverino chissà tra le medie ed il liceo quante rime gli avranno fatto) quest’uomo ha, invero, una biografia molto singolare. Direi di più: sospetta!

Si laurea in scienze politiche nel 1959 e due anni dopo è già assunto alla Banca d’Italia dove lavora solo cinque anni prima di essere nominato vicesegretario generale del Comitato dei Ministri per il Mezzogiorno fino al 1970.
Poi viene assunto dall’Eni. Dal 1984 al 1990 è amministratore delegato di AGIP Petroli e dal 1990 al 1993 presidente dell’AGIP Coal e presidente di 53 società (dico cinquantatre!) di AGIP (fonte Wikipedia). Poi improvvisamente scopre la passione per la cucina, e finisce in tv, in ultimo, dal 2000, a La Prova Del Cuoco (a cui partecipa fin dall’inizio), dove fondamentalmente racconta idiozie, dà consigli improbabili tipo “se mangiate il salmone siete tutti morti”, oppure racconta di come è bello cucinare i gatti (motivo per il quale, nel 2010, fu cacciato pro tempore).

In più, in qualunque biografia cerchiate, troverete scritto questo: dal 1960 al 1961 svolge il servizio militare come Ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana. Che bisogno c’è di scrivere che ha fatto il servizio militare? L’hanno fatto quasi tutti, del resto, fino alla fine della leva obbligatoria.

Ed è qui che scatta l’illuminazione.
La storia di uno che prima fa l’ufficiale, poi entra in Banca D’Italia, poi ha un ruolo di sottogoverno e poi diventa dirigente di Eni e poi presidente di Agip e infine te lo ritrovi a delirare di gatti con patate e salmoni assassini non può che avere una sola spiegazione: Bigazzi era un agente dei servizi segreti che sapeva troppo! Chissà, forse Ustica, o Piazza Fontana, o la strage di Bologna, o come faccia Maurizio Gasparri a farsi prendere sul serio da qualcuno.
Allora gli hanno fatto il lavaggio del cervello e lo hanno convinto a parlare la mattina alle massaie. Quindi, ed ecco svelato il mistero, La Prova Del Cuoco è una gigantesca finzione, orchestrata allo scopo di non far ricordare a Bigazzi il proprio passato, per non farlo parlare!
Avete forse una spiegazione più logica di questa? Fatevi avanti. Sono pronto a confutarle tutte.

Comunque sia il programma va in onda e allora, in breve, ve lo racconto.
La prima sfida è tra, udite udite, la solita Anna Moroni e la madre di Simona Ventura. Cioè, manco Simona Ventura! Sua madre! Ma che gliene deve fregare al pubblico della madre?
Fatto sta che per tutta la gara, che la signora Mammadellaventura pensa di vincere facendo una roba di pesce con sopra le patatine in busta sbriciolate, Antonella Clerici le racconta di quanto vuol bene a Simona, di quanto le piace uscire con Simona, di quanto le manca Simona perché abitano lontane e sono tanto oberate di lavoro…cioè tutto quello che potrebbe raccontare a Simona al telefono invece di farlo in tv coi soldi del canone. Ma tanto chi se ne lamenta? E poi ci se qualcuno protestasse, interverrebbero i Servizi per zittirlo.

Il tutto condito dalla presenza di Federico Quaranta, vestito come un prestigiatore da festa per bambini, che ci racconta che prima le patate furono messe al bando perché “generavano peti”, ma poi Casanova disse che la sua “potenza amorosa viene dalla scorpacciata di patata” e tutti lì a mangiare patate. Come dire, scorreggia pure come un cammello, ma fammi godere.
Anche se io ho il sospetto che Casanova si riferisse ad un altro tipo di patata…

Poi arriva la rubrica della pasta fresca, annunciata da un balletto terrificante tra uno che pare un paggio dell’ottocento e la donna cannone, e la Clerici ne approfitta per fare pubblicità al proprio libro, dando un annuncio che mi lascia a bocca aperta: “siamo primi in classifica!”.
Poi confessa: nella categoria “altro”. Un male minore, diciamo.
Quindi è il momento di tale Andrea Mainardi, che tra le meches e la pettinatura sembra un  incrocio tra Aldo Busi trenta anni fa e un Super Sayan, e poi l’immancabile quizzone da casa in cui smollano un po’ di soldi a casaccio.

Andrea Mainardi

Andrea Mainardi

Giunge finalmente l’attesissima gara tra il peperone ed il pomodoro, con i concorrenti affiancati da chef, in cui si fa un po’ di sana propaganda cattolica parlando con estasi della figlia suora della concorrente, dell’importanza della messa del 24 dicembre e mostrando presepi di pasta.
La gara è scandita da timer a forma di gallina very very glamour, che chiude anche il televoto.
Il televoto?! Ma come si fa a giudicare un piatto dallo schermo di una tv? Mistero della fede. Tant’è che, accompagnati dall’ennesima canzoncina idiota, si siedono a tavola e si abbuffano alla faccia nostra.

Il format (il programma va in onda su Raiuno alle 12:00) è davvero orrendo, costruito a misura per un pubblico senza alcuna pretesa. La Clerici è melensa a livelli da diabete, la scenografia e la regia sembrano adatte ad un programma pomeridiano per bambini. Eppure la cosa funziona. Da 13 anni.
Com’è possibile?
Io insisto, voi potete anche non credermi, ma qui sotto c’è proprio  lo zampino dei servizi segreti.

Ps: siccome Antonella Clerici ci crede veramente che il suo sia un lavoro, guardate con che emozione ha lasciato la conduzione nel 2008 e l’ha ripresa nel 2010.

Otello Piccoli

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